I veri problemi
Oggi e domani si vota finalmente, mettendo fine a una campagna elettorale tra le più violente e divisive della nostra storia.
Gli argomenti sono stati affrontati in modo sguaiato senza stile ne rispetto.

A questa indecenza hanno collaborato tutti, pochi pochissimi sono entrati nel merito della legge,la maggioranza ha deciso di puntare sull’odio e il risentimento aggravando la divisione presente nel paese .
Nel corso della campagna è avvenuto un fatto nuovo:
La guerra d’Iran, detta anche terza guerra del Golfo è iniziata il 28 febbraio 2026 con un’operazione militare congiunta da parte di Stati Uniti ed Israele contro obiettivi militari, civili,uffici politici e leader di comando in Iran.
Si ci aspettava una guerra lampo e invece sta diventando una guerra di logoramento.
Anna Simonazzi osserva che la crisi causata dall’attacco all’Iran rischia di far crollare l’economia mondiale e di cambiare i rapporti di forza fra le maggiori potenze. La chiusura delle fonti energetiche del Golfo accresce la dipendenza della Cina dalla Russia e dell’UE dagli USA, inoltre erode il consenso interno alla politica di Trump e rimette in gioco la Russia. Ciò rende urgenti politiche per la sicurezza energetica, che non può che basarsi sulle fonti rinnovabili, una strategia che la Cina persegue da tempo con determinazione diversamente dall’UE.
L’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran sta portando distruzione e morte nel paese e nell’area circostante, con esiti molto incerti sul futuro dell’Iran e sull’avvento della democrazia. Al costo di vite umane, che non può che crescere con il protrarsi della guerra, si sommano i costi economici e la probabile riconfigurazione dei rapporti geo-economici fra i principali attori nella scena mondiale.
Il Medio Oriente è di gran lunga il più importante fornitore di energia al mondo: contiene il 48% delle riserve petrolifere accertate a livello mondiale e ha prodotto il 31% del petrolio mondiale nel 2024. Contiene inoltre il 40% delle riserve globali di gas naturale e ha fornito nel 2024 il 24% di tutte le esportazioni di GNL (gas naturale liquefatto). Un quinto dell’approvvigionamento mondiale di petrolio e di GNL passa attraverso lo Stretto di Hormuz )
Altro che divisione delle carriere, questa guerra , causerà Crisi Economica ed Energetica: Il blocco delle rotte commerciali e l’instabilità nei paesi fornitori di energia (es. Medio Oriente) potrebbero causare forti rincari, inflazione e carenza di materie prime.
E se le cose degenerano tutto potrebbe cambiare, le nostre abitudine,il modo di vivere a cui siamo abituati.
D’altronde ogni periodo post bellico rappresenta un forte cambiamento
Dopo la prima guerra mondiale ad esempio, l’Europa ha vissuto un periodo di profonda crisi economica, politica e sociale, segnato dal crollo dei grandi imperi (tedesco, austro-ungarico, ottomano e russo) e dalla nascita di nuovi stati nazionali. I trattati di pace (come Versailles) hanno punito duramente la Germania, creando risentimenti che hanno favorito l’ascesa di regimi totalitari, tra cui il fascismo in Italia.
E proseguendo principali conseguenze e sviluppi alla fine della seconda guerra mondiale:
Nuovo Ordine Mondiale: Emergenza di Stati Uniti e Unione Sovietica come uniche superpotenze, portando a una tensione bipolare nota come Guerra Fredda, con la Germania e Berlino divise tra le due sfere d’influenza.
Decolonizzazione: Indebolimento delle potenze europee (Francia e Regno Unito) che ha favorito l’emancipazione e l’indipendenza di molte colonie in Asia e Africa dagli anni ’50 agli anni ’60.
Insomma dopo le guerre tutto cambia compresa la politica e soprattutto chi governa.
Non sappiamo cosa accadrà alla fine di questa guerra,a preoccuparsene dovrebbe essere il governo, purtroppo dimostrando tutta l’insipienza sono in altre faccende affaccendati, ovvero cercare di consolidare il loro potere,dimostrando una visione miope del futuro.
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.” – Pablo Neruda,

Roberto Paolino