I SIGNORI DEL MALE
Il recente disvelamento dei nomi dei partecipanti ai riti satanici che si svolgevano, nella totale impunità, sull’isola di Jeffrey Epstein, la loro efferatezza e il coinvolgimento di persone appartenenti ai vertici del potere, mi hanno indotto a cercare nella più lontana oscurità le origini stesse del Male, inteso come parte occulta del pensiero umano; ma tanto meno occulta quanto più si sale nella scala sociale, intesa come metro della ricchezza, del potere e della sistematica sopraffazione.

In una delle grotte che trafiggono questo massiccio nei pressi di Qumran, nello Stato di Israele, in una giara, furono scoperti nel 1947 gli ormai celeberrimi rotoli del Mar Morto (v. sotto): un patrimonio di scritti religiosi che riportano a tempi molto più remoti dell’epoca di Gesù, quando furono compilati


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La ricerca più semplice porta al Peccato Originale, inteso come desiderio di raggiungere la conoscenza, soprattutto come discernimento tra il bene e il male. Un dilemma che mostra oggi tutta la sua attualità.
Ma, distendendo maggiormente questo sintetico concetto, ho voluto addentrarmi, senza troppi approfondimenti da specialisti in esegetica antica (per mia incompetenza e motivi di spazio), in alcuni fatti, precedenti e successivi al Diluvio, quali sono narrati in vari testi, non solo canonici ma anche apocrifi, ossia non soggetti alle varie espunzioni apportate nei numerosi Concili, a partire da quello di Nicea del 325 d. C., per giungere ai fedeli nelle odierne versioni riconosciute dalla Chiesa.
Cercando il Male nella sua forma di sopruso e violenza, l’ho trovato in grado esasperato in quegli ibridi tra l’umano e il divino, solo accennati dalla Bibbia, ma molto più iconicamente illustrati nel Libro dei Giganti e nel Libro di Enoch.
Questi libri sono un’estensione di quanto la Bibbia canonica dice su avvenimenti ante e post-diluviani; ma fanno parte della Bibbia osservata dalla Chiesa ortodossa copta etiope ed eritrea, oltre a comparire in quell’insieme di testi sacri ritrovato nel 1947 in una grotta di Qumran: i suaccennati rotoli del Mar Morto, un tesoro di informazioni su preistorici avvenimenti.
Mi soffermerò sulle novità che compaiono in questi testi e sono invece assenti o solo accennati nella Bibbia concordata.

I giganteschi Nefilim furono i figli nati dagli accoppiamenti di parte degli Angeli Vigilanti con le donne umane, e afflissero il mondo per secoli con la loro malvagità. Essi furono alla base della collera divina, che si espresse nel Diluvio Universale, il cui scopo precipuo intendeva essere l’estirpazione dei Nefilim e di quanti furono da loro corrotti nei comportamenti violenti e nel ripudio del sacro
Il punto cruciale della mia ricerca sulle origini del Male sono i nati dalle unioni ibride tra Angeli ribelli discesi in Terra (Vigilanti) e le donne umane, ossia i Giganti, chiamati Nefilim, uomini descritti di dimensioni sovrumane e dediti ai soprusi e alla violenza, portando il mondo alla corruzione sistematica. La Bibbia canonica dice che, a causa dei crimini compiuti dai Giganti e dalla maggioranza degli umani, che ne imitarono la tracotanza, la collera divina si abbatté sull’intera umanità, ad eccezione della pia e proba famiglia di Noè e pochi altri, scatenando il Diluvio Universale, non senza aver prima indicato a Noè di costruire un’Arca che accogliesse, oltre alla propria famiglia, a cominciare dai suoi tre figli Sem, Cam e Jafet, tutte le specie viventi, affinché si riproducessero una volta finito il Diluvio. Secondo le versioni eterodosse, il fine del Diluvio non fu soltanto una punizione ma l’eradicazione etnica dei Nephilim e degli umani da essi corrotti; nonché l’incatenamento degli Angeli ribelli in caverne sotterranee, fino al giorno del Giudizio Universale.

Noè, il prescelto da Dio per la sua probità, mentre implementa l’ordine divino
Gli stessi testi apocrifi affermano che i Nefilim, invece, non furono tutti sterminati, una loro parte riuscendo a salvarsi in grotte verso le vette dei monti più alti, in particolare l’Ararat, dove l’acqua non arrivò. Ciò equivale a dire che la loro razza non si estinse col Diluvio e dovrebbe quindi essere giunta fino a noi senza distinzioni fisiche, se consideriamo che, nei primordi, la specie umana era alta intorno a 1,50 metri; di contro ai Nefilim, della statura presunta intorno agli 1,80 metri e oltre, cioè un’altezza ormai diffusa tra i nostri contemporanei.
Se la statura dei Nefilim è poco distinguibile da quella vigente tra gli umani, ciò significa che essi potrebbero confondersi fisicamente tra tutti noi, ma mantenendo l’ancestrale malvagità. Mi rendo conto che questa affermazione può sembrare frutto di fantasia, sebbene io mi sia attenuto alle antiche scritture, che in sempre maggior numero dimostrano di non essere semplici leggende, man mano che si vengono a scoprire loro conferme in scavi e ricerche archeologiche, o ritrovamenti occasionali, quando segreti coperti dai millenni riportano alla luce testimonianze di oggetti sino allora etichettati come fantastici o mitizzati.
E il mondo è pieno di enigmi che la scienza moderna non riesce a spiegare sulla sola base dei nostri metri di indagine e misura. Si pensi ad esempio a tutti i siti megalitici, noti o remoti, nei quali blocchi di pietra ai limiti superiori della scala di durezza e pesanti da decine a centinaia di tonnellate, sono stati estratti, tagliati, modellati, sollevati, trasportati e incastrati a formare mura o monumenti (le piramidi e gli obelischi monolitici egizi sono solo i più celebri) di una precisione millimetrica. Per quanto grandi possano essere stati i Giganti, è escluso che simili operazioni possano essere state compiute da uomini in carne e ossa; così come la scalpellatura possa essere stata eseguita con strumenti di rame, allora unico metallo disponibile. E allora? Possiamo forse negare la loro esistenza?

Muro di megaliti a Cuzco, che potrebbe datare alla preistoria antidiluviana o costruito dagli Incas con tecniche memorizzate da quell’epoca e oggi perdute
Tra le colpe degli angeli caduti ci furono gli insegnamenti agli umani di nozioni proibite da Dio, accelerando a dismisura il progresso delle arti e delle scienze, che subirono un salto improvviso e inspiegabile, praticamente “dal nulla”. I progressi in campo astronomico, nautico e matematico, così come nella mappatura, nell’architettura e nell’ingegneria furono mirabolanti, tanto da arrivare sino a noi per vie tortuose e inspiegabili: un esempio tra i tanti ce lo forniscono i portolani, carte nautiche molto più precise di quelle in auge nel Medio Evo, che dimostrano la loro origine antichissima, in quanto rappresentano un mondo enormemente diverso dall’odierno.

Portolano Ibn Ben Zara del 1487. Più sotto una mappa recente del Mar Egeo. Dal confronto emerge il maggior numero di isole, ma più estese rispetto ad oggi, evidenziando un livello del mare molto abbassato, quale era prima del Diluvio. La mappa appare ibridamente aggiornata all’epoca della sua stesura nella parte dei Dardanelli e Mar di Marmara, che prima del diluvio erano chiusi e il Mar Nero era un lago dolce, molto più basso e di minore ampiezza. Enigmatica la parte centrale di Creta, come se fosse stata sommersa in anni remoti dal mare, formando un lago salato, poi prosciugato.

Qui sopra, lo stesso Mar Egeo in una mappa moderna. Proseguendo la precedente didascalia, si noti la corretta longitudine: una misura sempre molto vaga fino al XVIII secolo, col progresso degli orologi
Presumibili copie di remotissime mappe, mostrano un Mediterraneo di 120 metri meno profondo, con contorni costieri e isole egee molto più numerose e grandi, quali erano prima del Diluvio, quando enormi quantità di acqua erano congelate ai Poli e su grandi aree asiatiche, nordamericane ed europee, prima dei colossali disgeli, che i testi religiosi chiamano invece Diluvio, causato da piogge torrenziali; e quando, a solo titolo di esempio, i mammut pascolavano in Siberia, e le tigri dai denti a sciabola e i toxodonti cacciavano o brucavano in America.

Tra i tanti animali estinti alla fine dell’ultima era glaciale, tra i 10.000 e i 12.000 anni fa, ci fu la temibile tigre dei denti a sciabola, presente nel continente americano e il leone delle caverne in Europa
Ma tutti questi progressi non fecero che aumentare la ybris, l’eclissi del sacro e la ferocia, che, come accennato, non fu cancellata dal Diluvio, giungendo molto oltre, a denotare tanto condottieri quanto regnanti, che la storia degli ultimi millenni ci ha tramandato. L’ipotesi è: i moderni malvagi sono forse i discendenti dei Nefilim scampati al Diluvio? Quelli la cui abilità tecnologica -macchiata dalla malvagità- è riuscita ad arrivare sino a noi, ponendoci in conflitto con Dio, e minacciando la nostra sopravvivenza?

Gheddafi all’Assemblea Generale dell’ONU il 23 settembre 2009: “Creeranno loro stessi i virus, per poi vendervi gli antidoti”

Bill Gates è da anni sotto attacco per le sue proposte in campo sanitario che, sotto la maschera del filantropismo, nascondono interessi aziendali, [VEDI] o folli progetti impattanti sul clima o la produzione di carne in laboratorio. Sul versante meteo, le scie chimiche, da lui avallate, mirano, secondo le accuse, a promuovere la depopolazione globale, tra le mete delle oscure élite mondiali. Chi ancora insiste nell’innocuità delle chemtrails guardi queste foto [VEDI]

Dalla presentazione del libro: “…le pandemie diventano un’arma in mano all’élite finanziaria e farmaceutica per accumulare enormi profitti, imporre una dittatura sanitaria globale e costringere gli Stati a cedere ogni forma di sovranità con il falso pretesto della salute pubblica.” Bill Gates prevede l’arrivo imminente della prossima
La storia più recente sta a testimoniare la continuità di orribili delitti perpetrati da tiranni come Stalin e Hitler, per citare i più noti, o l’odierno Netanyahu e i suoi accoliti che mirano alla pulizia etnica dei loro confinanti. Delittuosità del resto presente nel loro libro guida, più pratica che spirituale: il Vecchio Testamento, che abbonda di incitazioni alle stragi, volute dal loro “Dio degli eserciti”, che esorta a sterminare chi osa opporsi alla loro sete di conquista e potere su tutti coloro che si trovano sulla loro strada. Una connotazione che li ha portati a intrudersi nelle varie etnie, mantenendo la propria identità etnica e religiosa, nel comune intento di scalare il potere ovunque si trovassero, per poi esercitarlo il meno visibilmente possibile, massime nel mondo bancario e finanziario. Un potere puntellato dalla pratica del ricatto, messo in atto su chiunque condivida quel potere: non un’ipotesi, ma una realtà, confermata in questi anni dall’inspiegabile ascendente di Israele sulla politica americana. Una Nazione che annovera il maggior numero di ebrei sul suo territorio. Ma non ne sono esenti altre Nazioni, come l’Italia, incapace di recidere ogni rapporto con uno Stato macchiato di genocidio plurimo e guidato da un criminale acclarato e condannato.

Netanyahu sembra materializzare l’immagine del Male, che già connotò il suo predecessore Hitler. La ferocia di quest’ultimo contro gli ebrei viene adesso replicata contro popoli inermi, che hanno la sventura di confinare con Israele. O anche più in là, come l’Iran.
Se le mie conclusioni suonano antisemitiche, ribatto che Israele è il principale responsabile dell’odio che ha attirato su di sé dall’intero mondo, aggravato dalla paralisi nei suoi confronti di governi pavidi, evidentemente sotto ricatto. O più esplicitamente, sotto minaccia di morte.
Lo stesso ricatto che ha immobilizzato ogni azione nei confronti di altri moderni Nefilim, frequentatori dei riti satanici nell’isola di Epstein.

Schermata da Eyes Wide Shut durante uno degli incontri rituali ed esclusivi delle perverse élite che dirigono il mondo, senza confini, e senza pietà. Riti satanici, echi dei Nefilim e preludi delle efferatezze epsteiniane?
Quei riti che Stanley Kubrick ha magistralmente anticipati nel suo capolavoro Eyes Wide Shut, già accennato nel mio precedente articolo. Kubrick lo concluse a pochi giorni dalla sua strana morte nel sonno, ma sulla cui natura non si posero interrogativi, optando per una rapida cremazione, senza previa autopsia, come prevista nei casi di morti improvvise. Il film arrivò nelle sale privo di una scena, troppo allusiva, che la Warner vide ma preferì non mostrare al pubblico. Kubrick vivo non l’avrebbe permesso; e, per contratto, l’ultima parola era la sua. I capolavori non si mutilano. La morte è il bavaglio più rapido e sicuro per soffocare ogni diatriba.
Marco Giacinto Pellifroni 10 maggio 2026
E’ un articolo che mescola suggestioni religiose, apocrifi e una lettura quasi “mitologica” del male, riportandolo a un’origine antica e simbolica: i Nefilim, gli angeli ribelli, la corruzione dell’uomo. Il punto interessante non è tanto la veridicità di queste ricostruzioni ma il messaggio implicito: il male non è un incidente, è qualcosa che attraversa la storia dell’umanità, si trasforma, ma non scompare mai. Il nodo vero, oggi, resta un altro: il male non è nei giganti biblici, ma nelle scelte quotidiane, nei sistemi di potere, nelle dinamiche economiche e politiche. Un articolo affascinante, evocativo, ma che funziona più come allegoria che come analisi. Sta al lettore riportarlo con i piedi per terra.
La parte più antica contiene assonanze mitico-religiose, il cui riscontro è affidato alle progressive scoperte archeologiche, che via via ne confermano l’affidabilità. Ma il “posare i piedi per terra” non è affidato ai lettori: la seconda parte infatti parla della situazione contemporanea, dove il Male assume la fisionomia di circoli, satanici o politici, anzi entrambi, ed è chiaramente connotata, senza lasciare spazio alla fantasia
Il vero nodo, forse, non è “da dove viene il Male”, ma perché continuiamo a tollerarlo quando assume le forme del potere. Non servono giganti né angeli ribelli: basta l’uomo, con le sue ambizioni senza limiti e la sua capacità di giustificare tutto. Ed è proprio qui che l’articolo centra il punto, anche se non sempre lo controlla: il Male non è nascosto nelle grotte o nei testi apocrifi. È visibile, quotidiano, e spesso perfettamente integrato nei meccanismi che regolano il mondo.
Questo testo ha una forza narrativa enorme, ma a un certo punto scivola su un terreno pericoloso, dove suggestione, religione e accuse contemporanee si mescolano senza prove solide. E lì rischia di perdere credibilità proprio mentre vorrebbe colpire di più.
La storia, quella vera, ci offre già abbastanza esempi di male umano senza bisogno di ricorrere a genealogie mitologiche. Da Adolf Hitler a Joseph Stalin, fino alle contraddizioni e alle responsabilità dei leader contemporanei come Benjamin Netanyahu e Putin. Il Male si manifesta in modo fin troppo concreto: decisioni politiche, guerre, sopraffazione, interessi economici.