I racconti di Cristina Ricci

Parole che non leggerai
Un  racconto di Cristina Ricci
in 5 puntate  cap 3/5

Parole che non leggerai
Un  racconto di Cristina Ricci*
  Prima parte in 5 puntate  cap 3/5 Seconda parte

La tua mano si alza, ondeggia, prima a destra e poi a sinistra, compare quel ciao.

E’ l’ultima immagine che ho di te. L’ultima volta che ti ho visto, l’ultima volta che il filo, il filo di cui ti ho parlato tante volte ci ha legato.

Cosa mi volevi dire?

Non ho avuto il tempo di scoprirlo, non ho avuto il tempo di chiedere e tu non hai avuto il tempo di rispondere.

Mi ritrovo a fare il tuo gioco preferito. Ti divertivi a proclamare “Tu non puoi immaginare”. Era il tuo modo per nascondere la paura di dire, era il tuo modo per passare la palla davanti alla rete, lasciare la responsabilità all’altro. Era un modo elegante ma disonesto per crearsi un alibi, per non assumersi una responsabilità, per continuare a rimanere in ombra, nascosto. In fondo poi, se nel tiro non realizzavo il goal, la colpa era mia. Tu ne uscivi pulito, il passaggio era buono. Ma quel giorno no. Quel giorno mi sono tirata indietro anch’io. Ho cambiato le regole del gioco. Ho lasciato correre la palla, non l’ho rincorsa, l’ho lasciata andare senza sapere che l’avrebbe raccolta lei.

Cosa mi volevi dire? Gioco ad immaginare.

Fantastico, immagini e sonori si confondono, si mescolano, come in un film surreale.

Mi piace pensare che quel giorno, con quello sguardo, tu mi hai donato un lasciapassare. Il lasciapassare per essere me stessa.

E così alla tua silenziosa figura sovrappongo un vecchio sonoro “Di sicuro puoi farlo, sicuramente anche in un modo migliore…”, e poi “Scusa, guardati, non ti manca niente…”.

Hai ragione, non mi manca nulla, devo solo imparare a vedere quello che ho, quello che sono e crederci.

Voglio pensare che quel giorno tu mi abbia detto “Ce la puoi fare!

Voglio pensare che quel giorno tu mi abbia detto “Forza vola!”.

Voglio pensare che quel giorno tu mi abbia detto “Credici e il mondo sarà tuo!”.

Mentre i suoni si compongono nella mia mente la pagina del cuore cambia e compare un’altra foto, un altro istante passato con te, un altro giorno che non tornerà, un’altra frase e sento e so che una cosa mi manca, un’unica cosa non troverò, né dentro né fuori di me.

Mi manchi tu.

Il racconto proseguirà nelle prossime 2 settimane

*Cristina Ricci, quarantun anni, abita a Spotorno,  ha  pubblicato il suo primo romanzo (La montagna d’acqua – ed. Il Filo, Roma), un altro recentemente finito e tanta voglia di scrivere.

A questo “scarno” curriculum si può aggiungere la collaborazione con il blog dell’Udi Savonese per il quale Cristina Ricci ha scritto alcuni pezzi

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