Guardare avanti

Anche in Liguria come a livello nazionale il centro destra è in difficoltà, è già iniziato il fuggi fuggi ,di chi fa politica per portare a casa una poltrona.
Certi politici annusano l’aria e si muovono di conseguenza.

Vannacci ad Albissola ( Foto Savonanews)

Questa settimana ad Albissola si è tenuto il convegno organizzato da Futuro Nazionale con la presenza di Vannacci che ha mostrato un campionario di personaggi in cerca d’autore, anzi in cerca di poltrone, vedevi già qualcuno muoversi da capetto, sistemandosi alla destra del padre.
Immancabile l’inno di Mameli cantato con la mano sul cuore anche da chi cantava il va pensiero in camicia verde,e la stessa mano sul cuore.
È sconcertante davvero vedere cantare l’inno di Mameli da personaggi, che allora da leghisti convinti dicevano: Pontida è la mia casa, la Patria è la Padania il mio inno è il va pensiero. La scusa per uscire dalla lega per molti era che Salvini aveva tradito gli ideali Leghisti, vero perché allora oggi sono nel partito più centralista del panorama politico italiano,in compagnia di ex democristiani, fascisti e compagnia bella?

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Non hanno capito che la situazione Italiana è drammatica questo governo non ha saputo reagire alla crisi economica sociale ed energetica che sta colpendo il mondo,anzi difronte a una crisi globale in arrivo siamo del tutto impreparati.
Perché allora,dovremmo fidarci di chi dall’estrema destra ci propone ricette vecchie, che in questi quattro anni non hanno portato a nulla?Vannacci propone una politica di odio senza proporre soluzioni.
Quando si è all’opposizione sono tutti bravi sanno tutto e promettono tutto, quando i cittadini li chiamano a governare si sciolgono come neve al sole.
Le ricette di destra non hanno funzionato, quelle di sinistra men che meno, che fare?
Proprio oggi con i problemi attuali l’unica soluzione è un progetto federalista.
Gli ideali federalisti si fondano sulla convinzione che il potere politico debba essere distribuito tra diversi livelli di governo – locali, regionali, nazionali e sovranazionali – per garantire la libertà, la democrazia e la pace.
Ecco i pilastri fondamentali dell’ideologia federalista:
Pace e superamento dello Stato nazionale: Il federalismo nasce storicamente come risposta alla guerra e al nazionalismo. L’obiettivo è superare la sovranità assoluta degli stati nazione, ritenuti causa di conflitti, creando istituzioni sovranazionali (come un’Europa federale) per gestire i conflitti attraverso il diritto anziché la forza.
Principio di Sussidiarietà: Le decisioni devono essere prese al livello di governo più vicino possibile ai cittadini. Competenze che non possono essere gestite efficacemente a livello locale vengono affidate a livelli superiori (federali), mentre tutto ciò che è locale rimane alle comunità territoriali (regioni, comuni).
Unità nella diversità: Il federalismo mira a unire entità diverse (stati, regioni) in un’unica entità federale, salvaguardando al contempo l’autonomia, la cultura e le specificità dei singoli membri.
Democrazia sovranazionale: A differenza delle organizzazioni internazionali classiche, basate sulla cooperazione tra governi, la federazione si basa sul consenso dei popoli, spesso rappresentati da un parlamento eletto direttamente, garantendo un controllo democratico comune.
Distribuzione del potere: Si oppone al centralismo, promuovendo una ripartizione orizzontale e verticale delle competenze per evitare la concentrazione del potere e garantire una maggiore libertà. Ecco amici la vera soluzione riporre gli ideali del Novecento ovvero comunismo e fascismo nel libro della storia e guardare al futuro, quello vero non ovviamente quello nazionalista e nostalgico, ma fondare una moderna, sana, liberale, Repubblica federale.
Patto per il Nord si propone come propulsore Federalista,come sindacato del Nord. Bisogna cambiare lo so è difficile ma non farlo è letale, basta guardarci alle spalle e giunto il momento di guardare avanti.
Noi di Patto per il Nord ci siamo. E pronti a cambiare classe politica e sistema di governo.
Se voi ci siete noi ci siamo.

Roberto Paolino

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