GRAN MUFTI PALESTINESE E NAZISMO di Roberto Massari

GRAN MUFTI PALESTINESE E NAZISMO

di Roberto Massari

Per rispondere a una recente polemica riguardo alla collaborazione palestinese con Hitler, devo chiarire di non aver mai detto o scritto che «in generale» i palestinesi si arruolarono nelle SS o nelle truppe naziste. Furono alcuni, ma soprattutto fu il loro capo, il Gran Mufti di Gerusalemme, Muḥammad Amīn al-Ḥusay (1897-1974). Costui fu attivo nel reclutamento di musulmani per le truppe naziste, ma nessuno è in grado dire quanti di quei musulmani erano anche di provenienza palestinese, egiziana o bosniaca.  Ma la cosa interessa relativamenete visto che la sua collaborazione politica e militare col nazismo durò tanto quanto il regime nazista e fu da lui realizzata in prima persona. Del resto egli continuò a propagandare la necessità del genocidio ebraico anche dopo la fine del nazismo e negli anni del dopoguerra in cui continuò ad essre il Gran Mufti di Gerusalemme.

 Mufti e Hitleri

Egli cercò in tutti i modi di portare i musulmani (e non solo i palestinesi) a collaborare anche militarmente con i nazisti e in parte ci riuscì, tra il Nordafrica e il Medio Oriente. Ma il suo aiuto fu molto importante per reclutare i musulmani in Bosnia e secondariamente anche in Croazia e Albania. Nella famigerata 13ª Divisione Handschar musulmana ed essenzialmente bosniaca fece entrare musulmani di varia provenienza, ovviamente anche palestinese. Del resto è anche logico visto che il gran Mufti era una grande autorità musulmana, e non solo palestinese. Era nato a Gerusalemme e aveva un forte séguito di tipo religioso che, nella collaborazione col nazismo, divenne anche politico e militare.

Foto Mufti e nazisti ufficiali

Le fonti da me consultate non dicono quanti furono i palestinesi reclutati da al-Ḥusay al nazismo, ma probabilmente non furono molti. Ma se anche fosse stata un reclutamento solo simbolico (ma tale non fu), grazie alla presenza del loro loro Mufti, sarebbe stata sempre una collaborazione «palestinese» con i nazisti e con l’Olocausto. A questo terribile genocidio di dimensioni europee, la Handschar partecipò in Jugoslavia, e lo fece ferocemente come tutto ciò che fu fatto dagli alleati dei nazisti in quelle terre. Secondo un libro ultradocumentato da me pubblicato (Alexander Korb, All’ombra della Guerra mondiale, 2018), gli ustascia e loro alleati superarono in ferocia antiebraica gli stessi nazisti, mettendo in difficoltà persino il regime fascista italiano.

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Quindi, quando si dice partecipazione palestinese anche militare non si deve intendere la popolazione palestinese in generale, ma la loro direzione religiosa e politica, e di conseguenza alcuni di loro. L’argomento brucia moltissimo al mondo proPal e del palestinismo che ovviamente tenta di far ignorare tutto ciò. Ma non potendolo negare del tutto, si cerca di minimizzarlo. Non si riuscirà mai, però, a negare che mentre i dirigenti palestinesi lottavano dalla parte dei nazisti, gli ebrei in Italia, in Russia (soprattutto), in Europa, nella stessa Palestina mandataria e altrove lottavano dalla parte degli Alleati: basti pensare al ruolo della celebre ed eroica Brigata Ebraica.

L’odio antiebraico del Mufti era arcinoto nel mondo e datava dalla sua gioventù, prima che diventasse la massima autorità religiosa gerosolimitana.

Esaminando il suo ruolo in tutte le rivolte nella Palestina sotto Mandato inglese si avrà la prova provata di ciò che io sostengo da tempo e cioè che non è mai esistita una nazione palestinese, né un progetto di nazione palestinese né quindi un’ideologia nazionalista palestinese. Al-Husayni pensava a modo suo a un progetto pan-musulmano/ pan-arabo e alla costruzione di un regno arabo dall’Egitto alla Siria (Palestina inclusa ed ebrei solo da sterminare). Quando Hitler salì al potere nel 1933, al-Husayni si schierò subito dalla sua parte e rimase filonazista per il resto della sua vita nel successivo periodo alla direzione del mondo religioso palestinese. Fascismo e nazismo lo finanziarono finché poterono. Incontrò Mussolini nell’ottobre 1941 (quindi con l’Italia entrata in guerra), von Ribbentrop il 20 novembre e Hitler il 28 novembre.

Hitler non accettò l’idea che si costituisse un battaglione autonomo palestinese, sia perché non aveva alcuna intenzione di riconoscere i palestinesi come la nazione che avrebbe potuto prendere il posto dei mandatari britannici una volta cacciati questi ultimi, sia perché molto probabilmente al-Husayni neanche glielo chiese, dato che il Gran Mufti non ragionava in termini di nazionalismo palestinese, ma di movimento panarabo filonazista, e ovviamente antisemita.

Questo aspetto – panarabismo e non nazionalismo palestinese – va capito bene e su questo io sono pronto a sfidare chiunque voglia dimostrare il contrario. Quello che avevo da scrivere l’ho scritto e attendo di vedere la dimostrazione (scritta) del contrario.

Foto Mufti e volontari Waffen

Nazionalismo palestinese non ci fu prima della Seconda guerra, durante la guerra e, cosa decisiva e schiacciante, non ci fu soprattutto nel 1948 quando la Lega Araba aggredì Israele.

La Lega (furono 5 i paesi che parteciparono all’aggressione del 1948 e nessuno aveva a che vedere con la Palestina) rifiutò apertamentre che vi fosse un’armata palestinese o che i palestinesi partecipassero al comitato di direzione delle operazioni militari o che si pensasse a un futuro governo palestinese. Fu respinta anche l’idea di un loro Stato, come suggerivano le Nazioni Unite. I Paesi arabi non volevano la nascita di uno Stato palestinese perché quei territori volevano prenderseli loro, come in parte fecero nonostante la sconfitta. E quel progetto coloniale degli Stati arabi – di combattere Israele per potersi impadronire dei territori palestinesi – lo stiamo ancora pagano tutti, ma soprattutto i gazawi e i cisgiordiani che ormai non hanno più la benché minima possibilità di dar vita allo Stato palestinese di cui le Nazioni Unite avevano tracciato una possibile creazione. Il Medio Oriente sta ancora pagando l’opposizione araba alla nascita di uno Stato palestinese: nascita divenuta ormai impossibile, anche dopo l’uso che Hamas ha fatto dell’indipendenza concessa da Israele a Gaza per la prima volta nella sua storia quasi bimillenaria.

Foto Mufti rassegna bosniaca

Se tiriamo un bilancio storico della nascita di organizzazioni nazionalistiche e terroristiche palestinesi per iniziativa dei  sovietici (sotto la direzione di Arafat, egiziano non palestinese e formato dal Kgb), si deve prendere atto che lacreazione di al-Fath da parte dell’Urss ha fatto più male che bene agli originari abitanti arabi della Palestina mandataria: non certo a quelli che sono rimasti e sono diventati cittadini di Israele e oggi sono democraticamente rappresentati da vari partiti arabi, ma a quelli che fuggirono e finirono rinchiusi nei vari campi profughi dei Paesi «fratelli».

Sopra si può vedere la foto celeberrima dell’incontro di al-Husayni con Hitler. Si può però visitare anche questo  link (https://gianophaps.it/la-presunta-collaborazione-tra-palestinesi-e-nazisti/) con un documentario di circa un minuto che li fa vedere insieme.

C’è poi la foto di al-Husayni che passa in rassegna truppe naziste dei musulmani membri della Handschar, e una con ufficiali che a me non sembrano bosniaci, ma più probabilmente tedeschi.

LUCIANO DONDERO

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