EARTH OVERSHOOT DAY

Oggi, 24 luglio 2025, il mondo avrebbe esaurite le sue riserve rinnovabili. Ma gli umani se ne infischiano e marciano compatti vero l’estinzione, lasciando cortesemente la priorità ad ogni altra forma di vita. Stiamo consumando come se il pianeta fosse 1,8 volte più grande.
Non tutte le nazioni, in verità, si abbuffano allo stesso modo, e qui espongo una carta che mostra le differenze: ci sono in testa i grandi consumatori, come i soliti Stati Uniti, che esauriscono le risorse già in marzo. A far loro compagnia ci sono i grandi produttori di petrolio e i centri finanziari, insieme, contro ogni previsione, a insospettabili come la Mongolia, l’Estonia e la Lituania. L’Italia s’è già divorata tutto lo scorso 6 maggio. Tra i più “virtuosi” molti Paesi dell’America Latina, l’Albania, l’Iraq.

 

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Vediamo invece qui appresso la distinzione tra nazioni il cui numero medio di figli per donna è sceso sotto il fatidico 2,1 (necessario per il mantenimento del numero di abitanti esistente) già prima del 1994, ovvero lo sarà tra tale data e il 2054, ovvero ancora lo sarà solo dopo il 2054. Come si vede, tutto l’Occidente, inclusa l’Oceania, più Russia, Cina e Giappone sono già oltre 30 anni che hanno superato al ribasso il rapporto 2,1, mentre, alcuni in fieri, altri lo faranno dopo il 2054, con un mondo sempre più povero di umani.
Ho detto “povero di umani” non perché lo veda come una tragedia, considerato ciò che gli umani hanno fatto al mondo che li ospita. Anzi, bisogna “rassegnarsi” a questo declino, per trasformarlo da una sconfitta a un successo.

Naturalmente, nello sconvolgimento che accompagnerà passo per passo questo processo, che avanzerà di forza propria, noi potremo fare ben poco per incidervi, ma potremmo tentare qualcosa per attutirne l’impatto sotto il profilo economico, sociale, ambientale. Innumerevoli cose o abitudini che oggi diamo ancora, ostinatamente, per acquisite, dovranno essere ripensate, anche se dolorosamente. Nulla di saggio a livello globale, però, sarà fatto per scelta spontanea, ma solo sotto la spinta della necessità.
Purtroppo, certe avvisaglie del mondo futuro sono ben chiare sin da adesso, come ad es. la lotta per l’accaparramento delle materie prime, specie energetiche, che pure sono ad alto impatto ecologico. L’Europa ha già dimostrato che la logica non è di casa, abbandonando le vie più brevi ed economiche pur di gettarsi in un’idiota guerra -finora- per procura contro un sedicente nemico.

I piani di riarmo della Germania di Merz contemplano ben € 850 miliardi a debito, che graveranno sui giovani futuri. Giovani peraltro in netto declino, mentre l’economia tedesca è da anni in affanno a causa della scelta suicida di tagliare le linee di approvvigionamento energetico russe. Solo una riedizione dell’odio per la Russia e la volontà di rivalsa possono giustificare un indirizzo così demenziale, col rischio concreto di un conflitto nucleare, con l’Earth Overshout Day retrocesso a gennaio

L’Europa sta pagando dal 2022 i risultati di scelte prese senza cervello, che hanno portato in rosso l’economia di sue intere nazioni, a cominciare dalla Germania, che ora ha preso la palla al balzo per accarezzare ideologie marziali troppo a lungo messe -forzatamente- nel cassetto. Ancora una volta, non è la Russia il nemico dell’Europa. Ancora una volta è la Germania, che condiziona le scelte UE sin dal suo nascere, a cominciare dall’euro/marco.

Curve di crescita di pensionati e decrescita di nuove leve lavorative: 5 milioni entro fine decennio. Sul numero così ridotto graverà il debito monstre del riarmo per sfidare -nuovamente- la Russia sul campo

Oggi si profilano già i conflitti tra i lavoratori, in decrescita, e i pensionati, in crescita, senza tener conto che i posti di lavoro scemeranno comunque, non solo per i pensionamenti, ma per la sostituzione dell’uomo con computer, robot e AI. Se non sarà più il lavoro a generare i contributi per la vecchiaia, li si dovranno reperire nell’accresciuta produttività, ergo negli utili, che tale sostituzione determinerà, non più al solo vantaggio dei pochi, ma distribuiti a tutti. Ovviamente, ciò non avverrà per gentili concessioni dei pochi, che farebbero volentieri a meno di torme di affamati, ma a modo loro: lasciandoli morire di fame.

Gaza. Lotta per una ciotola di minestra, sotto il tiro israeliano. L’odio della cricca che governa Israele per i Palestinesi ottenebra ogni impulso umanitario. Più abitanti ci saranno sulla Terra, più forme di repressione razziale come questa ci saranno (ce ne sono già, ma in sordina sui nostri media)

Guardate cosa fa Israele con i suoi vicini arabi, a tratti accelerando il processo d’inedia, sparando su chi corre in cerca di cibo; o bloccando gli aiuti umanitari. Israele a mio avviso è l’avanguardia di cosa sarà il mondo in preda a carestie per miliardi di persone: una versione aggiornata secondo l’AI del Nuovo Ordine Mondiale, il NWO (New World Order) cui fanno spesso cenno le élite e i loro lacchè. Sarà un mondo green, naturalmente, che è poi l’equivalente di un mondo con 1 miliardo al massimo di umani.  

Come ci arriveranno? Non voglio avventurarmi in sterili profezie: di profeti ne abbiamo avuti abbastanza. E non ne hanno azzeccata una.
Chi vivrà vedrà.

Marco Giacinto Pellifroni   27 luglio 2025

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