E vai di legge elettorale

Le ultime elezioni amministrative hanno evidenziato come i cittadini siano tornati a non votare per cui il Paese è sempre più ingessato intorno alle percentuali della vecchia politica.
un riavvicinamento tra centrodestra e centrosinistra, una redistribuzione dei pesi politici interni alle coalizioni – complice la crescita di nuovi attori come Vannacci e una spaccatura geopolitica tra un Nord a trazione destra e un Sud orientato a sinistra. Dinamiche, queste, che riducono drasticamente le probabilità di avere un vincitore certo il giorno dopo il voto. Emerge così il rischio del pareggio. Un risultato senza vincitori aprirebbe la strada al ritorno alle classiche dinamiche della democrazia negoziata di stampo centripeto, fatta di trattative post-elettorali lunghe, governi di larghe intese o assetti tecnocratici di transizione sotto la regia del Quirinale.
Per risolvere la situazione ci vuole una nuova legge elettorale,o meglio per salvare palazzo Chigi, chi governa oggi sta predisponendo una proposta che li aiuti a restare in sella.

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Dal punto di vista dell’ingegneria costituzionale, lo Stabilicum punta a salvare la logica bipolare dell’alternanza attraverso la via artificiale del premio di maggioranza. Questo modello offre indubbi vantaggi di Realpolitik per i partiti maggiori. In primo luogo, riduce il potere di ricatto delle piccole formazioni centriste o della Lega nel centrodestra, che nei collegi uninominali del Rosatellum risultano decisive per la vittoria e possono quindi imporre veti stringenti. In secondo luogo, costringe il sistema a una chiarificazione, spostando la competizione dai micro-accordi territoriali a una grande sfida nazionale per la conquista del premio, preservando la possibilità della democrazia dell’alternanza e dell’indicazione del leader, almeno nell’accordo di programma.
Questa è la situazione, invece di convincere chi non va più a votare, con idee proposte, si modella un sistema elettorale, che in ogni caso veda un vincitore certo, solo per via artificiale.
Un minimo di correttezza, vorrebbe vedere la nascita di una legge elettorale che preveda
Dare le preferenze,basta liste bloccate,e come nei referendum un quorum.
La situazione è pericolosa, perché avanti così tutta la politica sarà delegittimata dal non voto,con il rischio che si presenti un generale di turno che dica,i cittadini vi hanno delegittimato ora tocca a me,un uomo solo al comando.
È così che cadano le democrazie e si instaurano le dittatura….la storia insegna.
Come diceva Lenin che fare?
Semplice
Come prima cosa alzare la bandiera della questione morale basta corrotti maneggioni,politici chiaccherati in efficenza incompetenza.
Secondo una linea chiara riforme serie, sommessamente ricordo ad esempio una riforma federalista , e ultimo ma non ultimo limite del mandato due legislature e poi a casa vogliamo una classe politica serie giovane e preparata.
Vincere le elezioni con una legge truccata è barare.

Roberto Paolino

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