È finita cosi

Titolo di un famoso brano del Valbormidese Michele.
Oggi questo titolo rappresenta perfettamente la situazione che la Lega sta vivendo con il generalissimo Vannacci.
Il brano proseguiva senza neanche un perché.
Nel Caso Vannacci i perché sono parecchi in merito al caos che stanno vivendo.
Roberto Vannacci, 55 anni, nato a la Spezia ma cresciuto a Ravenna, figlio di un capitano di artiglieria, è un generale dell’Esercito che ha fatto irruzione nella scena pubblica dividendo e conquistando, un fenomeno che merita di essere indagato e raccontato con ampiezza.
Balzato all’onore delle croniche per aver scritto il libro il mondo al contrario che affronta una serie di tematiche controverse e socialmente rilevanti, suddivise in capitoli che esplorano vari aspetti della società contemporanea.
Sono contento che un uomo di valore come il generale Vannacci abbia deciso di portare avanti le sue battaglie di libertà insieme alla Lega in Parlamento europeo”.

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Lo ha annunciato il leader della Lega Matteo Salvini a Milano, ufficializzando la candidatura di Roberto Vannacci alle Europee.
Vannacci è diventato un personaggio popolare dopo la pubblicazione di un libro, l’estate scorsa in cui sosteneva teorie considerate omofobe e misogine. Il generale è sotto inchiesta per istigazione all’odio.
La scaltra operazione di maquillage
Politico ha portato alla Salvini oltre 500 Mila voti salvando il movimento da una brutta figura.
Il passaggio successivo è quasi scontato
il generale Roberto Vannacci, eurodeputato della Lega e fresco di tessera del partito,(in barba alle regole sulla militanza)sarà uno dei quattro vice segretari della Lega. E avrà un posto di primo piano anche nel partito. C’è chi scommette che avrà il compito dell’organizzazione del partito sul territorio e c’è chi assicura che sarà al fianco di Matteo Salvini nella cabina di regia della Lega.
In Toscana il prode Matteo lo fa diventare responsabile della composizione delle liste alle elezioni regionali irritando e non poco la pasionaria Susanna Ceccardi che digerisce davvero male l’incarico del generale.
I risultati modesti per non dire fallimentari in Toscana hanno rafforzato e non poco l’ala anti Generalissimo.
Da buon combattente difronte alla disfatta non si ritira in buon ordine ma al contrario si getta in battaglia alzando il tiro.
Il vice segretario della Lega ed europarlamentare – ha deciso di impartire una lezione di storia a chi, a suo dire, “l’ha studiata nei manuali del Pd”. Ha spiegato che la marcia su Roma “non fu un colpo di Stato ma poco più di una manifestazione di piazza”, che Mussolini “giunse al potere in maniera formalmente legale”, che “tutte le leggi del fascismo furono approvate dal Parlamento e promulgate dal Re, secondo le procedure previste dalla legge” e che “almeno fino alla metà degli anni Trenta, il fascismo esercitò il potere attraverso gli strumenti previsti dallo Statuto Albertino, cioè all’interno dell’ordinamento giuridico del Regno d’Italia”.
Lascio a voi il giudizio su tali parole assurde anzi lo facciamo dare dai suoi amici leghisti:

La posizione di Zaia nei confronti dell’europarlamentare ex generale della Folgore non è cambiata. E sulle dichiarazioni legate al fascismo aggiunge: “È una ferita dell’umanità e noi assieme ad altri Paesi, come la Germania, siamo stati tra gli artefici di questa schifosissima pagina di storia. Non voglio neanche aprire riflessioni storiche: l’esito finale sono state le leggi razziali e queste non si possono giustificare in alcuna maniera”, conclude il governatore leghista da Vittorio Veneto (Treviso). E Vannacci? “Per me è uno dei tanti che ha la tessera, ha uno statuto in mano e sa che funziona così, le regole sono chiare per tutti come lo sono per me lo sono anche per lui”.
Insomma l’amore è finito ma statene certi non è finita la triste saga nella Lega ne vedremo delle belle.
E mentre la Salverdini con uno squallido flashback rivanga il fascismo anzi lo utilizza per scopi propagandistici(per molto meno Vannacci nella vera Lega sarebbe stato espulso con un bel calcio nel culo).
C’è chi a Treviglio proprio oggi rilancia il federalismo: Patto per il Nord diventa movimento e riporta il Nord al centro dell’attenzione parlando di problemi concreti,patto per il Nord è libertà democrazia e progresso e lasciatemelo dire senza scordare le nostre radici è modernità alla stato puro.
Noi siamo contro ogni forma di totilarismo.
Per cui in merito al dibattito sul fascismo in Italia la pensiamo esattamente come
Umberto Bossi “Noi i fascisti li teniamo sotto tiro con il Winchester”(da Il Mattino,8 aprile 2008)

Roberto Paolino

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