Dentro la notizia ma fuori dalla verità
Dentro la notizia ma fuori dalla verità
Nella mia vita nel lavoro soprattutto ma anche per motivo di hobby e sport ho conosciuto migliaia di persone di qualsiasi genere e tipo, tra cui tanti tanti giornalisti… alcuni veramente capaci, seri e corretti, per certi versi direi scrupolosi, al punto tale che piuttosto di scrivere una notizia autentica o sicura al 99 per cento ma non al 100 per 100, di sicuro non la scrivevano o poi la rimandavano se era il caso, ma mai e poi mai commettevano qualche scorrettezza. E di sicuro se a uno di questi fosse capitato di dover scrivere su certi drammi, prima o accertavano qualcosa o piuttosto evitavano.
Tra i casi e le notizie di questi giorni… drammi… di… ogni tipo, tra omicidi, violenze, stupri e sbranamenti… c’è una che ha colpito tutti e per la prima volta anche le persone intervistate non hanno accettato per nulla quello che invece sia TV che giornali hanno scritto e dato come motivo dell’incredibile tragedia. Cioè il piccolo bimbo all’asilo che sarebbe morto per un incredibile aggancio suo cordino della felpa… che correndo si sarebbe poi agganciato ad un ramo e poi incredibilmente se lo avrebbe stretto intorno a collo sino a soffocarlo…
Mi dispiace, anzi non mi dispiace per nulla dire sia ai giornalisti del Secolo, Stampa, Corriere Sera, di Libero, di Repubblica e de La Verità, Messaggero ecc. che è letteralmente e più vergognoso e indecente in una tragedia di questo tipo. Non me ne vogliano: dire e affermare una tesi del genere, in verità, sarebbe offensivo per me se qualcuno mi dicesse scrivere una cosa del genere, una dinamica così assurda e falsa che mi verrebbe da dire non scrivere nulla e rispettare il dolore nonni e genitori. Stare muti, non fiatate… intanto tutto non c’è più, tutto è finito… non ci sarà nulla che porterà indietro quell’angioletto…
Perché a chi parla poi di accertamenti, indagini, di visionare telecamere del palazzo di fronte, c’è da dire subito una cosa: cioè non si farà nulla né si accerterà la verità. La verità la sanno maestre e chissà forse qualche operatrice dell’asilo. Ne serve riportare che una delle maestre, ricoverata subito, grave crisi ansia, è sentita gridare “anche io voglio morire”… questo secondo me è il notovo e l’unica verità sul caso…
C’è qualche professore sempre presente questi casi che dura e destino oppure doveva… andare così, era già scritto… Così allora Alberto Bonvicini vi chiede: provate metter una felpa con cappuccio e cordini e correte pure in un bosco con 100000 alberi anche al buio e poi ditemi quante volte ci si rimane impigliati e così poi cadendo vi strozzate.
La dinamica è offensiva e solo per aver detto una cosa del genere chi l’ha detta dovrebbe essere subito indagato/o e poi sospesa/o dal servizio. E vediamo qui se si tira in ballo il ballottaggio… tra colpa cosciente o solo eventuale…
Alcune volte ci si chiede se veramente il periodo del covid sia stato proprio un esperimento per vedere se si riusciva a fare bere al cittadino qualsiasi tipo di notizia pilotata o imposta. C’è da dire che qualcuno… tanti… non ricordano più spot che dicevano di restare in casa, di non uscire, non mettersi in auto, evitare i luoghi affollati, e poi con il lockdown chiusi a casa, mascherine anche tra i coniugi e posti di blocco per colpire chi osava fare l’espatrio dal quartiere per la focaccia più morbida con tutto chiuso e con i totem a misurare i gradi di temperatura in fronte. Sembrerà strano ma un modo per pilotare notizie, modi e comportamenti era stato questo…
Così al giorno d’oggi normale e nessuno si lamenti o si stupisce se viene detto a quello e successo così, a quella è capitato così. E nel mondo succedono i fatti perché è colpa del clima e anche della Cina che con la costruzione dell’ultima diga da 10000 miliardi litri di acqua ha già rallentato rotazione terrestre… Ecco, su questi argomenti trovi 1000000 articoli approfondimenti ecc… ma vorrei gridare: a noi interessa la verità su cose semplice, su quello che succede a persone normali… Ma se non dite la verità tutto diventa assurdo e offensivo…

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Già purtroppo la tragedia di cui stiamo parlando non avrà ne soluzione ne una spiegazione perché nell’animo umano è presente una parte di falsità e poi di codardia che stanno a nascondere quello che diventa molto pericoloso rivelare, perché egoismo e paura e il rischiare poi di perder la faccia pulita di persona attenta con la responsabilità doverosa di chi ha un compito più che delicato. Molto bello ma delicato perché poter lavorare o stare vicino ai bimbi ci arricchisce e ci fa capire ogni volta ogni giorno l’importanza e la bellezza della vita che in questa vita frenetica top caotica non facciamo più caso, data per scontato nel piattume generale d’oggi.
E allora cerchiamo di far uno sforzo doloroso poi per capire come può esser andata quel maledetto e crudele giorno nell’asilo, nel verde… i bimbi erano vigilati? Si? No? O alcuni si e alcuni no? Un bimbo di 2 anni ma anche di 3 o 4 in un secondo può essere capace di spostarsi o mettersi in un pericolo enorme… e allora? Si certo può essere che correva… o che si nascondeva… ci può stare, scemo perso di vista un secondo, max 5 secomdi.
Perché come diceva un vecchio uomo di mare di nome Battista, terza elementare ma un grande cuore e coraggio, che faceva il bagnino in un tempo in cui i bimbi stavano in acqua tutto il giorno e non erano ne di moda i trespoli tipo dei troni di oggi e le magliette rosse erano canottiere che l’operatore di mare aveva per non bruciarsi, il Battista ripeteva: i bimbi se non più di 10 in mare tutti insieme li conti una volta da sinistra a destra e poi alla rovescia, dopo lasci stare qualche secondo e giri la testa per non essere distratto, quando trenta secondi dopo li guardi li riconti tutti, e così ogni momento e ogni volta. E per questo che spesso ti sgridavano perché era un lavoro massacrante…
Ma oggi il personale è molto più numeroso per fortuna, gli asili sono composti da maestre, educatrici e operatrici anche in buon numero. E quindi cosa è successo? Proviamo far qualche ipotesi… e cioè il bimbo è caduto? E forse ha picchiato il testino? O ha ingoiato qualcosa poi magari qualcosa andato storto nei soccorsi? Parlo di quelli immediati: dopo quanto sono arrivati? Sto parlando del soccorso di maestre e personale. Non è possibile che si possa accettare la dinamica di corsa agganciamento di cordino a un ramo che è diventato gancio e tutto si è trasformato in una trappola mortale, cappio o altro…

Per favore, non si possono sentire certe spiegazioni da brividi.
Qualcuno tra i giornalisti ha provato a dire “no”? Nessuno. È assurdo.
Almeno Alberto Matano lo ha detto.
Ma oggi – e già da ieri – le notizie sull’asilo, su questa tragedia, sono drasticamente diminuite. È successo subito: alcuni non l’hanno più citata, né approfondita, né ripresa. Sia in TV che su qualche giornale… e perché?
La notizia è stata fatta scivolare via in un attimo, e oggi, per esempio, non c’è più nulla. Invece troviamo notizie assurde, banali, di zero interesse, ma questa sta scomparendo. Anzi, forse è sparita già dall’inizio.
Tutto assurdo, orribile, più che vergognoso… è una mancanza di sensibilità, di rispetto a quei nonni, a quei genitori a cui forse è stata ripetuta la falsità impronunciabile che son andati all’asilo prendere il piccino e gli è stato poi detto che… non lo voglio più ripetere… è pazzesco. Scusaci piccolo Leo che non saremo in grado di dire la verità, e spero che se corri tra gli angeli chi ti fa inciampare poi con le mani ti accarezzi tutto.
Alberto Bonvicini