Deformazione e cancellazione a mezzo stampa e TG
La cosa gravissima che dovremmo rilevare della mattanza in Palestina, non è solo ciò che vi accade. E’ anche ciò che, in relazione, accade qui in Italia.
Non ha ovviamente lo stesso strascico di distruzione e di sangue, di torture e soprusi, ma è lo stesso una cosa gravissima che un paio d’anni fa non sarebbe stata neanche immaginabile.
Sembrava un mondo, questo nostro occidentale, che per quanto carente e persino per tanti versi iniquo, fosse in grado di garantire quantomeno di reclamare i diritti basilari del cittadino.
E invece a guardare ciò che sta accadendo, la piega che vanno prendendo le cose, c’è il serio rischio di doversi ricredere.
Il diritto, per esempio, di ricevere un’informazione accettabile, in cui le notizie magari venivano annacquate, o dimensionate ad hoc, ma che, a livello macroscopico almeno, venivano date.
Ebbene, anche questo diritto è sempre più a rischio.
In Palestina lo sapevamo: bombardamenti indiscriminati, ma mirati sui giornalisti. Però, appunto, in Palestina.
Cosa c’entra l’Italia? Quale sarebbe questa cosa italiana così grave nonostante nell’immediato non provochi violenza, distruzioni, spargimento di sangue?
Semplicemente il fatto che gran parte della stampa e delle televisioni sono omertose.
Una cosa essenziale non viene declassata a secondaria, non viene riferita “dimenticando” qualche particolare politicamente, socialmente, strategicamente imbarazzante: proprio viene ignorata.
Per non restare nell’astratto: dal TG1 nazionale delle 20.00 del 14 settembre ’25 nessuna notizia, neanche un accenno, dei 68 ( sessantotto ! ) palestinesi uccisi dai raid israeliani, di cui invece alle 16.26 SkyTG24 già sapeva e già diceva, titolando
“Hamas: 68 morti e 346 feriti a Gaza nelle ultime 24 ore”.
‘Secondo il ministero della Salute di Hamas, nelle ultime 24 ore gli attacchi dell’Idf hanno ucciso 68 persone a Gaza, tra cui 10 che stavano cercando aiuti, 346 i feriti’.
Secondo il ministero due persone sono morte di fame e malnutrizione. Il bilancio complessivo delle vittime fornito dal ministero è salito a oltre 64.800 morti e circa 165.000 feriti dall’inizio della guerra”.
Si potrebbe obiettare che sono dati forniti dal ministero della Salute di Hamas, e perciò di parte.
Questo se la fonte si fosse dimostrata in passato inaffidabile.
Invece sappiamo che Hamas ha sempre, al riguardo, fornito dati reali o molto vicini alla realtà. E addirittura approssimati per difetto se si considera che non vengono conteggiate le persone morte per le cure sommarie o assenti, per la situazione di fragilità di anziani, orfani, portatori di handicap… inevitabilmente svantaggiati nelle file per il pane, negli spostamenti forzati, nel montaggio di una tenda per ripararsi da freddo, caldo e pioggia E soprattutto non vengono conteggiate le migliaia di persone disperse, in stragrande maggioranza schiacciate sotto le macerie.
Una obiettività che generalmente gli è riconosciuta ed è, per i più scettici, confermata involontariamente nientemeno che dalla dichiarazione dell’ex capo di Stato Maggiore israeliano Herzi Halevi:
“Ci sono 2,2 milioni di persone a Gaza, oltre il dieci per cento sono state uccise o ferite”.
Allora ciò che dobbiamo chiederci è se sia normale dare in modo protratto per più giorni la notizia della ristoratrice napoletana denunciata ( e poi completamente scagionata dal giudice ) da una coppia di avventori ebrei dichiaratisi sionisti che la hanno accusata di antisemitismo e di parteggiare per i terroristi perché ha aderito alla campagna “Spazi liberi dall’apartheid israeliana”, e non accennare neanche per un attimo a 68 morti e a 346 feriti provocati nell’arco delle ventiquattr’ore.
E’ accettabile che la nostra televisione pubblica parli di terrorismo di Hamas senza parlare di terrorismo anche per il Governo di Israele che bombarda e uccide senza dichiarare guerra al di fuori e al di sopra di ogni regola di Diritto internazionale ( in linea con quanto già fatto tante altre volte: sud del Libano, Operazione Cercapersone, UNIFIL, attacco alla nave Mavi Marmara… ) un palazzo a Doha entro il quale si sta svolgendo una riunione per raggiungere un accordo di Cessate il Fuoco, e benevolmente lascia che i Coloni seminino il terrore con le loro incursioni armate mettendo a ferro e fuoco i villaggi della Cisgiordania?
A proposito della “Mavi Marmara”, era una nave della Flotilla che cercava di dirigersi verso Gaza per forzare il blocco imposto da Israele.
Il risultato fu che Israele in acque internazionali il 31 maggio 2010 ( quindi ben prima del 7 ottobre 2023 ) la assaltò e uccise 10 componenti dell’equipaggio.
Ecco perché l’attuale spedizione della Flottilla è tanto pericolosa nonostante stia semplicemente portando derrate alimentari, medicine e altri beni essenziali ai gazawi; nonostante cioè stia facendo quello che per inerzia, o ignavia o interesse il Governo italiano non fa.