DALLA CONQUISTA DEI POPOLI AL CONTROLLO DEI SINGOLI

La storia (e la preistoria) dell’umanità è un susseguirsi di dominazioni di popoli da parte di altri popoli, il predominio della forza bruta in base alla quale un popolo ne asserviva altri fino a diventare un impero, il cui comune connotato è la caducità. La parabola è quella della vita stessa di ogni individuo. Nascita, crescita, declino, morte.

Una tipica cattedrale cristiana. La grandiosità e l’opulenza non erano che lo specchio della potenza divina, che si esplicava attraverso il potere spirituale dei pontefici. La pietra usata nella sua struttura simboleggiava l’eternità

Il castello del signore emanava un senso di inespugnabilità, garantita dalla durezza della roccia

Se questo alternarsi di dominatori è il lato più appariscente, al di sotto di ogni conquista c’è la parte più oscura, che parla all’intimità di ciascuno attraverso formule, riti, rievocazioni dell’illud tempus, che oggi chiamiamo religioni, ciascuna peculiare di ogni consorzio umano, dall’assetto tribale a quello organizzato in insediamenti urbani. Se la forza bruta delle armi costituiva un pilastro portante del dominio, l’altro pilastro era la capacità suasiva della religione vigente.

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Venendo a mancare anche uno solo dei due pilastri, l’intera impalcatura vacillava e alla fine crollava, portando alla luce che la religione era un indispensabile instrumentum regni, l’oppio dei popoli di marxiana memoria.
Se veniamo alla contemporaneità, notiamo con chiarezza che il pilastro della religione è in avanzato cedimento da oltre duecento anni: dal “secolo dei lumi”, con la crescente pretesa di sostituire al Verbo cristiano la “forza della ragione”, la razionalità umana, riottosa all’imperscrutabile disegno divino, di cui la religione si faceva tramite.
Dissolta o quasi la religione, anche per il suo progressivo allineamento ai valori terreni, s’è creato spazio per il sorgere di organizzazioni settarie che vanno oltre, nei loro programmi, al dominio delle masse intese come un tutto unico. Al contrario, esse puntano alla conquista dei singoli in-dividui, per dominarne l’anima: lo stesso compito che le religioni assolvono sempre più flebilmente. All’uomo medievale, tutt’uno con gli altri suoi simili, s’è venuto affermando l’individualismo di massa, l’atomizzazione della società.
La società segreta con radici pressoché coeve al secolo dei lumi è stata la massoneria, con ramificazioni nelle istituzioni, spesso influenzandone i comportamenti.
Altri tipi di aggregazioni sono il gruppo Bilderberg, non segreto, ma riservato ai soci, su invito, con riunioni annuali a porte chiuse. Oltre Atlantico operano think tank che anticipano scenari futuri, allo scopo di incidervi, influendo anch’essi sulle scelte dei governi: Aspen Institute, Trilateral Commission, Council on Foreign Relations, e altre simili.

Nella Russia di Putin, l’adorazione di Satana, e quindi tutti i movimenti satanisti, rischiano pene fino ad otto anni di carcere

La più recente evoluzione di queste associazioni le rende estremamente più pericolose, poiché sono saldamente tenute in mano da società tecnologiche, le quali non hanno più nessun freno inibitore, con la scemata importanza delle religioni e il conseguente crollo dei residui valori etici che davano un senso, sia pure laico, all’agire umano. Affievolito il peso delle religioni e di ogni regola etica, emerge incontrastata una realtà dedita non solo al profitto, ma alla demoniaca conquista delle coscienze.
Affiancate a queste società tecnologiche, operanti fino a recentemente nella più totale segretezza, s’è sviluppata una rete mondiale elitaria dedita alle pratiche più atroci e perverse, quale quella che fa riferimento all’isola degli orrori di Epstein. Qui non c’è nessun limite alla ferocia umana; e la cosa è ancora più grave se pensiamo che i suoi frequentatori erano (e sono) persone ai vertici del comando e tutti ancora a piede libero. Il paradosso è che, mentre i milionari sfuggono ad ogni denuncia e relativa condanna, gli strali incessanti dell’Unione Europea si concentrano proprio sull’unica nazione, la Russia di Putin, che ha varata una legge che condanna gli adoratori del demonio a otto anni di carcere. Ed è sempre la vituperata Russia di Putin ad aver buttato fuori dai suoi confini la cricca bancaria dei Rotschild, che dal ‘700 affligge il mondo, traendone illimitati vantaggi finanziari. Insomma, mentre i pedofili e gli stupratori del “villaggio Epstein” la fanno franca, l’ossessione dell’UE è quella di trovare un nemico, per distrarre i cittadini dalla sua oppressiva intrusione. E qual è questo nemico, eco di quello con cui nel 1948 si terrorizzavano le masse, dipingendo i bolscevichi come mangiatori di bambini, pronti a inghiottire con le armi l’Europa tutta? Proprio quello che non condivide le pratiche assassine di Epstein e Israele, nonché l’invasiva presenza della famiglia Rotschild attraverso le banche centrali di cui è comproprietaria.

Dopo quasi ottant’anni si ripropone l’isteria, allora anti-bolscevica, oggi anti-russa, prendendo come spunto la sua invasione dell’Ucraina, che è il risultato del progressivo accerchiamento della Russia, messo in atto dalla NATO. Dire oggi che essa minaccia l’Europa è un chiaro pretesto per giustificare il riarmo. Non ci si riarma senza plausibili nemici

Su un altro versante, a dare supporto ai novelli big della tecnologia ci ha pensato ancora una volta l’UE, attraverso l’inasprimento di censure e controlli della vita dei cittadini. Una tenaglia perfetta: la UE pone le basi legali per zittire il dissenso, e i giganti tecnologici le forniscono strumenti sempre più sofisticati e invasivi per poter implementare il crescente groviglio di norme imbavaglianti. In sostanza, nei fatti l’UE ha dichiarato di avere due principali nemici: la Russia e i cittadini europei.
Ma tutto questo non basta. Poiché l’AI sta già riducendo, in modo massivo, posti di lavoro, per quanti lo perderanno verrà confezionato quel mondo irreale e consolatorio nel quale stiamo già parzialmente vivendo. Il reddito di cittadinanza sarà molto presto una realtà capillarmente diffusa. Ma la sua esiguità ci estrometterà dal mondo reale, troppo costoso e riservato ai ricchi. I resort di lusso che incalzano sulle località migliori verranno realizzati a suon di recinti, guardie private, assistite dalla polizia pubblica. Mentre si sta pianificando la fine della proprietà privata della casa di abitazione, che dovrà diventare rigorosamente in affitto per un semplice motivo: l’impossibilità di far fronte al flusso continuo di nuove norme “green”, che costringeranno a privarsene.

In che mani siamo: è ormai ufficiale che chi ha sabotato il gasdotto Nord Stream sia stato un commando ucraino. Eppure, la notizia, già nota da anni ma oggi confermata da un Tribunale, non turba minimamente UE e satelliti, che imperturbabili, ad Ankara hanno concesso l’ennesima trance di soldi e armi all’autore del sabotaggio e della nostra disgrazia economica, sottraendoli ai propri cittadini e a quelli a venire, trattandosi sempre di prestiti

Nella mia sceneggiatura “Il Sovranista”, scritta nel 2012, descrivevo il denaro contante come l’ultima libertà, che infatti le banche (immedesimate in un banchiere centrale) pianificano di sostituire con moneta digitale, da distribuirsi in misura ridotta, di mera sopravvivenza. I cibi, la sedentarietà e il clima faranno il resto, infiacchendo la gente e accorciandone la vita per ridurre il peso umano sul pianeta: un indirizzo in cui si è distinto, in vari ambiti, il “filantropo” Bill Gates. Del resto, in un mondo così, scompare l’impulso a perpetuarsi attraverso la prole; cade cioè il primo impulso vitale di ogni essere vivente.
Nell’ignoranza dei media e quindi del grande pubblico, Peter Thiel, già fondatore di Paypal assieme ad Elon Musk, fonda nel 2003 Palantir, [VEDI] cui si affidano i governi occidentali, e persino organismi delicati come i controspionaggi, per migliorare l’accesso ai giganteschi data base ed estrarre le informazioni utili per tante utili funzioni, come la lotta al terrorismo, le grandi evasioni fiscali e via di questo passo. La domanda cruciale è quanto sia prudente affidare operazioni sensibili di portata nazionale ad una società privata, che potrebbe farne un uso distorto, per fini occulti e persino illegali; così come mettere candidamente nelle sue mani i dati distintivi dei privati cittadini, limitandone de facto la privacy e la libertà.

Alex Karp, CEO di Palantir

Palantir ha oggi come CEO Alex Karp, autore di un controverso manifesto che propugna la sostituzione della deterrenza nucleare con quella basata su AI, cui affidare anche la conduzione dei governi, come sostenuto nel libro The Technological Republic uscito nel 2025 [VEDI]. Se sino a ieri era la quantità di ordigni nucleare a misurare la potenza di una nazione, da oggi sarà la quantità di informazione celata nei suoi data center.
Ebbene, Peter Thiel, dopo soli tre anni dalla fondazione di Palantir, fa un ulteriore passo avanti, forte della segretezza dei dati che ha a disposizione e che sono il fulcro della stessa privacy dei governi, condividendoli e discutendone con personaggi scelti a sua discrezione tra i vertici della società civile, dai CEO delle grandi big tech a personaggi della politica, della finanza, dello spettacolo. Fonda così nel 2006 la società Dialog, [VEDI] col tipico connotato di una setta segreta. Le riunioni avvengono su invito, a porte chiuse e con l’impegno dei partecipanti a non lasciarsi sfuggire niente di ciò che è stato discusso.
È solo grazie all’abilità di una hacker svizzera che, proprio in questi giorni, dopo vent’anni di totale segretezza, viene trovata la chiave per aprire la porta sui frequentatori e sui temi discussi nelle riunioni di Dialog. Per citare alcuni degli argomenti all’odg:
Come navigare in una terza guerra mondiale;
Riportiamo in auge il nucleare;
Fondiamo una setta (quasi Dialog non lo fosse già);
Come va la tua vita sessuale? (con agevolazioni che adombrano il sistema Epstein).

Peter Thiel, fondatore di Dialog. Persone come lui, Alex Karp, Elon Musk ed altri della stessa cerchia sviluppatasi nella Silicon Valley, godono di un potere superiore agli stessi premier occidentali

Ecco, persone come Peter Thiel, il suo primo socio Elon Musk e Alex Karp sono stati anticipatori di un futuro in cui alcuni privati raccolgono tutti i dati che dovrebbero essere di esclusiva competenza pubblica, acquistando un potere immenso, superiore a quello degli stessi Stati, e creano una sorta di Parlamento ombra di prescelti per influenzare le scelte dei governi, e in prospettiva per sostituirsi ad essi. Dialog, non a caso, è stato paragonato ad una sorta di Bilderberg tecnologico. Il terzetto Thiel-Karp-Musk controlla sia tutti i dati sensibili dei governi che la flotta di satelliti attraverso cui quei dati sensibili transitano (3/4 dei satelliti in orbita sono di Space-X, di Musk). La loro forza è il possesso di informazioni sensibili, che dipendono però dai data center in continua crescita e dall’aggiunta ausiliaria di centrali nucleari, incontrando però la feroce e crescente opposizione sia di chi ne sopporta i danni sia degli schieramenti politici americani, per una volta bipartisan [VEDI]

Quasi non bastassero le isole di calore che opprimono ogni data center, il loro funzionamento richiede quantità esorbitanti di elettricità e di acqua. Per l’elettricità si stanno progettando centrali nucleari, che, ottimisticamente, vantano la mancata produzione di CO2. [VEDI] Resta però ineliminabile la quantità di calore prodotto dal combinato data center-centrali nucleari. Basta già la CO2 esistente per provocare gli sconvolgimenti climatici che i più attribuiscono proprio alle attività umane, che l’AI moltiplica in grado esponenziale. Quanto all’acqua, gli emungimenti di acqua di falda in giro per il mondo sono tali che anche grandi laghi e fiumi si stanno prosciugando e la terra sta sprofondando in più parti a causa dei prelievi. La terza cartina mostra l’abnorme concentrazione di data center nei soli USA (oltre 5000), mentre ne sono esenti il Canada e le nazioni latine

Mi sento di trarre questa conclusione: l’umanità è schiacciata dal mare magnum di un’eccessiva quantità di informazione, talmente schiacciante da necessitare di altra informazione per discernere i dati voluti. Tutto ciò crea una quantità di entropia (disordine) superiore alla mole di informazione prodotta. Entropia ben rappresentata dalle isole di calore che circondano i faraonici data center che danno vita all’AI, ossia a quel sistema che richiede enormi quantità di energia elettrica e fiumi di acqua di refrigerazione, mentre produce un ronzio che contamina l’esistenza di quanti abbiano la sventura di abitare troppo vicini a quell’inferno. Oltre, non ultimo, schiere di disoccupati.
Ho la netta sensazione che abbiamo superato il limite, la famigerata linea rossa, accelerando l’arrivo del crollo totale. L’eccessivo sapere, la spasmodica spinta ad intelligere si configurano come l’odierna violazione dell’ordine naturale, espressamente formulato nel divieto divino di mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male. La conoscenza, oggi magnificata, ci si ritorce contro.
D’accordo, potrebbe essere solo un’allegoria biblica. Ma il suo significato è più valido che mai. E la domanda è: perché tutto questo, a quale fine?

Stiamo rivivendo una sorta di secondo “diluvio universale”. Nel primo, quello biblico, si sciolsero ghiacci corrispondenti a 120 metri di livello marino. Adesso, il continuo distacco di immensi iceberg dall’Antartide, aggiunti all’impetuoso scioglimento di Groenlandia e Artide, salvate dal primo diluvio, porteranno ad un simile innalzamento dei livelli oceanici, con il robusto apporto di un’umanità in frenetica attività calorifera

Un’altra, se vogliamo così chiamarla, allegoria biblica è quella del diluvio universale, che io preferirei chiamare disgelo universale, avvenuto negli anni a cavallo tra l’ultima glaciazione (Wurm) e l’impetuoso scioglimento dei ghiacci. Un evento confermato dalla scienza moderna come un evento naturale, ma indicato in tutte le scritture come punizione divina per avere l’umanità pre-diluviana superato il proprio limite, credendosi così onnipotente da poter competere con Dio stesso. Come simbolicamente espresso dalla Torre di Babele.
Il parallelo con la nostra epoca è così evidente che bisognerebbe esser ciechi per non vederlo.  
C’è un’altra lezione da trarre dalla Bibbia: la graduale perdita di longevità della specie umana. Se partiamo da Adamo (930 anni), Noè (950), Matusalemme, il più longevo (969), si nota un progressivo rallentamento (Sem 600, i suoi figli 433 e 464) via via fino ad (Abramo 175) negli anni di vita lasciati agli umani dal Creatore, che finì col sancire il massimo di 120 anni per gli abitanti degli ultimi millenni, a cominciare da Mosè, che morì proprio a quell’età, ma senza alcun segno di invecchiamento.

Avatar di Matusalemme, il patriarca più longevo. Varie teorie hanno cercato di spiegare il vistoso calo della longevità, da Adamo a Mosé, ma nessuna è convincente, se non forse, quella che attribuisce il calo ad una scelta divina.

E quale ne fu il motivo? Evitare che secoli di vita accumulati da singoli uomini portassero ad un esagerato avanzamento della conoscenza in pochi individui, con la conseguente crescita della presunzione generale, della violenza e la tendenza all’usurpazione del potere e l’instaurazione della tirannide, come accaduto nel periodo antecedente il diluvio. Pensiamo alle nozioni e all’esperienza che potremmo far nostre se campassimo per secoli! Ma la compressione di dati nel nostro cervello, pur in un ridotto numero di anni, è lo stesso avvenuta, perché il tempo odierno è molto più denso di apprendimento di quanto non lo fosse anche solo per poche generazioni addietro. È come se davvero vivessimo molti più anni della nostra età anagrafica. E infatti, soggetti come Bezos, Musk, Gates, Zuckerger e pochi altri, siedono su una piramide di dati coi quali tendono a dominare l’umanità, controllandone non solo le azioni, ma persino il pensiero. Costoro stanno replicando i comportamenti dei nostri progenitori antidiluviani, a dispetto dell’assai minor numero di anni di vita a disposizione. In ambo i casi la scientia ha ottenebrato la sapientia.
Inciso: si può anche non credere alla veridicità letterale dei testi sacri. Ma l’importante sono i segnali che trasmettono, specie quando si tratta dei comportamenti umani, che non variano coi secoli o i millenni.

Qui sopra, uno degli innumerevoli avvistamenti da parte dell’US Air Force, secretati dall’NSA (Nat’l Security Agency) sotto il nome in codice Top Secret Umbra, da poco declassificati. Chi, negli ultimi 80 anni, ha parlato di UFO era bollato come complottista. Oggi, un’enorme massa di documenti Top Secret, ne conferma la veridicità. L’origine non umana e una tecnologia superiore sono documentati dagli istantanei spostamenti, dallo split immediato in tre o più parti, dal dissolversi nel nulla, dal risultare inscalfibili dalle nostre armi 

Peraltro, le domande che siamo costretti a porci negli ultimi anni, quando copiosi documenti, finora avvolti nel segreto, vengono all’improvviso declassificati, crescono in ragione inversa alle risposte. Molte affermazioni contenute nei testi antichi, sacri o epici, un tempo ritenute frutto di fantasia, hanno avuto puntuali conferme con le più recenti scoperte. Parimenti, argomenti ritenuti sinora fantasie di complottisti diventano tutt’a un tratto notizie ufficiali. Siamo all’improvviso giudicati maturi per reggere un simile sconvolgimento delle nostre passate certezze? O ne siamo talmente travolti, mentre assistiamo impotenti agli attentati dei potenti contro la vita stessa sulla Terra, da riconoscere il Male quando ormai non c’è più via di scampo? Ogni nuova scoperta, ogni sua baldanzosa messa in pratica è un ulteriore colpo all’equilibrio globale. Eppure, ne moltiplichiamo il numero, guardando solo ai vantaggi, spesso effimeri e di pochi, mentre chiudiamo gli occhi sulla loro puntuale devastazione del nostro stesso habitat.
A queste domande non ho risposte, né tanto meno soluzioni, se non quelle di invertire la marcia verso l’abisso, consapevole di rappresentare soltanto una vox clamantis in deserto.

Marco Giacinto Pellifroni 12 luglio 2026

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One thought on “DALLA CONQUISTA DEI POPOLI AL CONTROLLO DEI SINGOLI”

  1. Un articolo che, al di là delle conclusioni condivisibili o meno, pone una questione difficilmente ignorabile: il potere sta cambiando natura. Se nel passato il dominio si esercitava conquistando territori, oggi passa sempre più dal controllo dei dati, dell’informazione e delle tecnologie. L’intelligenza artificiale, i grandi data center e le piattaforme digitali stanno concentrando un potere enorme nelle mani di pochi soggetti privati. È un tema che merita un confronto serio, senza liquidare tutto come complottismo ma nemmeno accettare acriticamente qualsiasi ricostruzione. La vera sfida è trovare un equilibrio tra innovazione, libertà individuale e controllo democratico, perché la tecnologia deve rimanere uno strumento al servizio dell’uomo e non trasformarsi in uno strumento di dominio sull’uomo.

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