Dal Nilo al fosso

Israele, su iniziativa del ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e con l’appoggio della ministra della Protezione dell’Ambiente Idit Silman, aggiunge un nuovo tassello al suo disegno volto a parificare vieppiù i palestinesi a non-umani; anzi, a bestie che, in quanto tali, non
deve stupire possano essere mangiate da altre bestie.

Si vuole utilizzare i coccodrilli come guardiani delle carceri in cui sono stati rinchiusi i palestinesi ritenuti, o che si finge ritenere, terroristi; e ciò anche senza nessun mandato di cattura, né prova a carico, né possibilità di avere contatti, da parte degli arrestati, con un avvocato.

L’arresto arbitrario è puntualmente agevolato dai giudici, largamente complici di un governo ( alla comoda e deresponsabilizzante narrazione di un esecutivo abietto tolto il quale la situazione sociale e politica interna perderebbe i connotati razzisti e segregazionisti che attualmente la caratterizzano, non crede più nessuno ) il quale sembra non solo non voler nascondere, ma in qualche modo esibire il suo procedere secondo la legge di chi detta legge, in funzione sempre più palese dell’attuazione di una pulizia etnica che lasci spazio fisico ai coloni ebrei o ai resort israelo/americani.
Il messaggio, in altre parole è di far vedere che se si sanno fare anche le cose più aberranti senza vergogna, senza remore e senza temere che qualche Stato reagisca e adotti provvedimenti severi e concreti, le altre, che magari aberranti lo sono ma un po’ meno, devono essere date per acquisite e neppure messe in discussione.
Insomma, i bombardamenti su Gaza in regìme di Cessate il Fuoco, non è neanche più il caso di contestarli.

Per far passare il suo progetto, Ben-Gvir ha però dovuto chiedere e ottenere dalla ministra Idit Silman di riclassificare i coccodrilli del Nilo “Fauna selvatica allevata in cattività”.
Infatti la dicitura precedente di “Animali selvatici protetti”, non avrebbe consentito di concentrarli nei fossati perimetrali delle carceri, a cominciare da quella di Ketziot, nel deserto del Negev, laddove i carcerati muoiono di caldo d’estate e di freddo d’inverno, cosa che evidentemente non è sufficiente per capire che chiunque, terrorista o meno, voglia fuggire.

E alla fuga Ben-Gvir dedica su Facebook il seguente ammonimento: “Terrorista maledetto, stai pensando di scappare? Pensaci due volte”,

affiancato da un’immagine costruita con IA in cui egli si mostra con un coccodrillo al guinzaglio e spiega che: “I ministri Ben-Gvir e Silman cooperano e fanno circondare le prigioni di coccodrilli!”.

Netanyahu, che vuole essere visto come garante della sicurezza dei suoi connazionali, si guarda bene dal prendere le distanze. Tra novanta giorni alle elezioni politiche, la sua accondiscendenza potrebbe contribuire non poco alla sua rielezione. Essa a sua volta gli permetterebbe di differire ulteriormente o proprio di evitare il processo per le pendenze di ordine finanziario che ha con la giustizia ( la quale per le questioni interne e relative agli ebrei israeliani funziona invece regolarmente ).

I palestinesi dunque parrebbero non avere alternative:

O subire la realtà, estesa anche ai bambini, di restare nelle galere dove si trovano e continuare ad essere torturati, violati fisicamente, sessualmente e psicologicamente, sottonutriti, deprivati del sonno e spesso tenuti bendati per lunghi periodi ( come assodato e dichiarato pubblicamente e in via ufficiale in base a prove e testimonianze da molte ONG, tra cui Human Right Watch, Amnesty International, l’ Organisation Mondiale Contre la Torture…e perfino le israeliane Physicians for Human Rights Israel e B’Tselem, le quali ultime, tra mille difficoltà e ostacoli, se cercano di difendere i palestinesi, contestualmente rappresentano l’ultimo argine alla deriva di illegalità e barbarie che il loro paese sembra avere scelto come consuetudine politica ).

O fuggire da quella realtà, rischiando di finire in pasto ai coccodrilli dislocati a guardia degli istituti di pena.

E mentre l’Italia imperterrita ( al di là delle solite formule: “Ci indigniamo!”, “Non accettiamo!”, e, in rari émpiti di coraggio “Deprechiamo!” ) continua a mantenere rapporti di utilitaristica convenienza economico-militare con lo Stato sionista, la Croce Rossa Internazionale è interdetta dall’accedere alle carceri e pertanto impedita a certificare il motivo di un numero abnorme di decessi tra i detenuti.
Chissà che esso non sia determinato da quei prigionieri che tra il rischio di essere mangiati e la certezza di essere torturati, “scelgono” di lasciarsi morire.
Forse anche definitivamente demoralizzati dall’aver saputo di forti contestazioni da parte di varie associazioni israeliane che hanno preso a cuore la questione.
Esse ritengono infatti deleteria la nuova classificazione approvata dalla ministra Silman perché col definire i coccodrilli del Nilo “Fauna allevata in cattività” e perciò utilizzabile a fini di sicurezza, ne mette a rischio il benessere e ne snatura l’essenza di “animali selvatici“, cioè liberi.

Fulvio Baldoino

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