Cultura vs. Censura [Il Flessibile]
È normale.
È possibile fare confusione.
Quando ci imbattiamo in due parole isosillabiche, che fanno rima e suonano simili fra loro, pur nella differenza rischiamo di scambiarle e di pensare all’una per l’altra.
Può succedere a tutti, chi non si è trovato in imbarazzo di fronte a scelte simili?
Chi non è caduto in errore?
Non occorre biasimare ma riderci sopra.
Ci si può confondere tra umiltà e umiliazione, la radice del resto è simile, le prime quattro lettere identiche; essere umile ed essere umiliato coincide spessissimo con ciò che viviamo quotidianamente, dunque…
Mio nonno buonanima si confondeva di fronte alle gambe in bianco e nero delle gemelle Kessler; non si è però mai lamentato di non saper riconoscere Alice da Ellen anzi negli anni Ottanta, con l’acquisto della televisione a colori, continuò piacevolmente a confondersi.

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Avevo un amico che al liceo per errore imboccava l’entrata degli spogliatoi femminili. Ha continuato a confondersi per sei anni (ripeté la quinta), le porte identiche nello stesso corridoio, solo quelle due scritte così simili che creavano confusione: maschi e femmine.
Tra cultura e censura c’è una piccola, irrisoria differenza di fondo.
Il termine censura sta a significare un giudizio, una valutazione, una limitazione mentre cultura racchiude dentro sé il prendersi cura, coltivare, fare crescere.
Da una parte esiste un limite arbitrario alla libertà altrui, dall’altra viene sancita una libertà personale, individuale e/o collettiva.
Come vedete la confusione può produrre piccole distorsioni.
Perfino i Ricchi e Poveri cantavano
“che confusione,
sarà perché ti amo”
Rammento però a me stesso che anche una vocale può salvare delle vite.
