Cinema: Lo squalo (titolo originale: Jaws)

Lo squalo (titolo originale: Jaws)

Commento con spoiler

Lo squalo (titolo originale: Jaws) è un mitico film thriller del 1975, basato sull’omonimo romanzo di Peter Benchley che riporta alcuni eventi drammatici del 1916, i quali per certi versi, soprattutto emozionali, sono simili a quelli del film.

Locandina tratta da amazon.it che vende il film

Il film é celebre per aver suggestionato con il terrore  intere generazioni attraverso una sorta di esorcizzazione finale  della “paura”, elemento esistenziale quest’ultimo che caratterizza ogni essere umano.  Dal punto di vista della storia del cinema da intrattenimento il film è ricordato per aver dato vita, per la prima volta, alla uscita estiva di una pellicola ad alto badget.

Normalmente negli Usa i film uscivano  d’inverno. Lo squalo é stato  anche il primo “blockbuster estivo” (campione di incassi) Usa.

Regia: Steven Spielberg. Attori principali: Roy Scheider (Capo Brody), Robert Shaw (Quint), Richard Dreyfuss (Matt Hooper)

Colonna sonora: Composta da John Williams (da sottolineare il famosissimo tema a due note ossessive che vinse uno dei tre Premi Oscar assegnati al film: precisamente quello per la colonna sonora).

Trama: Un immenso squalo bianco tra i 6 e 7 metri circa di lunghezza, terrorizza per giorni interi gli abitanti dell’isola di Amity nel New England, cittadini prossimi a vivere l’estate.

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 Il pescecane ha trovato di che sfamarsi e tende quindi a rimanere nei paraggi delle spiagge  per un tempo imprecisabile. Il capo della polizia locale, uno scienziato marino e un cacciatore professionista di squali uniscono le loro forze per eliminarlo. Il sindaco però fa cinicamente ostruzionismo, egli vuol ridurre al minimo i tempi di chiusura delle spiagge,  perché desidera salvare il più possibile gli interessi economici del paese: quelli  legati al turismo estivo.

Il film è interpretato da Roy Scheider nel ruolo del capo della polizia Martin Brody, Richard Dreyfuss in quello dell’oceanografo Matt Hooper, Robert Shaw nei panni del cacciatore di squali Quint, Murray Hamilton in quelli del sindaco dell’isola di Amity e Lorraine Gary nel ruolo della moglie di Brody, Ellen.

Lo squalo fu girato per lo più, come raramente era accaduto prima, in mare aperto, quindi senza modellini ma solo trucchi visivi sull’acqua utilizzando tre squali artificiali di grosse dimensioni comandati attraverso meccanismi idraulici, essi però funzionavano male ed erano pericolosi da maneggiare, cosa che costrinse Spielberg a impiegarli per soli 4 minuti e a inventarsi nuovi modi pernarrare le gesta dello squalo assassino, un killer sanguinario  che doveva essere per forza di cose rimanere protagonista assoluto del film.

Tutto ciò comportò una produzione filmica molto difficile, che sconvolse il budget stabilito e i tempi di realizzazione previsti. Anziché  50 giorni infatti, per realizzare  il film ne occorsero 150.

 Spielberg ebbe però un’idea superlativa che probabilmente spiega anche in buona parte il grande successo ottenuto  dal film.  Nel mentre l’uso limitato dei robot-squali artificiali riduceva visivamente l’impatto horror dello squalo assassino sulle vittime, il giocare solo alludendo alle sue aggressioni sui bagnanti (anche con una musica appropriata) rendeva molto più efficace l’interesse per le scene, con tensioni in crescendo più potenti legate all’effetto thriller e al suspense.

Il film quindi passò necessariamente dal previsto genere  horror a quello thriller, qualcosa perciò di molto meno sanguinolento.  L’uscita della pellicola su più di 400 schermi fu considerata a quei tempi di grande rilevanza per la  distribuzione, essa fu sostenuta anche da una ricchissima campagna di marketing legata per lo più agli spot televisivi e alla cartellonistica stradale.

Lo squalo essendo stato, a sorpresa, un  film di straordinario successo estivo uscito in mesi non usuali, proprio per questo è stato analizzato e studiato a fondo dai media, dai produttori, dai distributori e dai critici del cinema per capirne le ragioni più profonde e poter quindi utilizzare meglio  i futuri investimenti sul cinema nonché potenziare culturalmente la teoria comunicativa  cinematografica riguardo al rapporto tra film e spettatore.

Il successo del film venne attribuito a grandi linee alla umanizzazione della psicologia dello squalo, che risulterà essere del tutto lontana dalla realtà del loro mondo. La verosimiglianza ambientale delle scene legata alla abilità del regista e ai mezzi impiegati ha potenziato l’effetto media, ossia il potere attrattivo – suggestivo dei media, facendo diventare, inconsciamente, lo squalo la metafora umana del nemico, di ciò che si ha principalmente timore,..Una paura  che il film ha sciolto nel finale con gradevoli effetti terapeutici, provvisori, sullo spettatore …

Biagio Giordano (fotografo coordinatore della sezione fotografia dell’Associazione culturale no profit Renzo Aiolfi di Savona

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