Cinema: Il mostro dell’astronave

 Il mostro dell’astronave è un film del 1958, produzione Usa, pellicola in bianco e nero,  regia di Edward L. Cahn, genere fantascienza.

Locandina tratta da amazon.it che vende il film

Commento con spoiler

 La pellicola, con le idee che  caratterizzano la sua  sceneggiatura,  ha ispirato il famoso film Alien del 1979 diretto dall’affermato regista Ridley Scott. Quel film di grande successo assomiglia a questo del 1958 sopratutto per l’andatura dinamica  del rapporto-scontro tra il mostro all’interno dell’astronave e l’equipaggio, il cui finale si avvale di una idea comune…

Il film:

Nel futuro (allora ambientato nel 1968), una spedizione di soccorso statunitense sbarca su Marte. L’obiettivo è recuperare l’unico sopravvissuto di una precedente missione spaziale, il colonnello Edward Carruthers.

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Carruthers è accusato di aver ucciso i membri del suo equipaggio per utilizzare la parte di viveri a loro destinata e poter quindi vivere su Marte più a lungo, cosa che secondo gli inquisitori gli permetteva, nel tempo di  attesa dei soccorsi, di avere più probabilità di salvezza…

 L’uomo però, a fronte di queste accuse, si professa innocente: e in effetti la colpa via via  risulterà essere di una misteriosa e forte creatura, molto ostile, dalle sembianze ibride composte di  uomo e di scimmia, sopravvissuta su Marte a spese degli esseri simili a lei ma più  deboli che uccideva per nutrirsi.

 Durante il viaggio di ritorno verso la Terra, la creatura riesce a infiltrarsi segretamente a bordo dell’astronave approfittando dell’apertura provvisoria da parte di un membro dell’equipaggio  dello sportello destinato allo scarico dei rifiuti.

Il mostro inizia a uccidere i componenti dell’equipaggio, uno alla volta, spostandosi  attraverso i vari piani dell’astronave  e tra i suoi  condotti di aerazione.

 Il mostro resiste alle reazioni degli astronauti: che avvengono con gas letali, fiamme ossidriche, corrente ad alta tensione, spari di arme da fuoco.

 L’osservazione  di uno strumento che misurava  la quantità  di ossigeno presente nell’astronave sarà però fatale al mostro. Un membro dell’equipaggio notava infatti  che a seguito dell’entrata in scena dell’alieno, la quantità  di ossigeno emessa dall’apposito generatore era diventata esageratamente alta. Se ne deduceva che la creatura mostruosa aveva bisogno per vivere di una straordinaria quantità di ossigeno, dovuto   forse ai problemi legati al tipo di atmosfera presente su Marte poverissima di ossigeno per lo più presente nell’acqua scoperta recentemente nei poli; ciò  risulterà essere il tallone di Achille della paurosa creatura…

Al che quindi l’equipaggio decide  di indossare le tute con gli scafandri e le bombole di ossigeno e di attirare il mostro nella sala comandi, fatto ciò  aprono il portellone che dava verso l’uscita dalla navicella  e fanno uscire tutto l’ossigeno presente nella sala comandi, dopodiché  attendono  con ansia la morte del misterioso e pericoloso marziano sopravvissuto al processo di  estinzione della vita su Marte…

Commento. La figura dell’alieno nella fantascienza americana degli anni ’50 gioca un ruolo importante, consentendo al cinema di quel periodo di muoversi agevolmente tra il genere  horror e la fiaba della potenza coloniale dell’America.

Il risultato ottenuto piace al pubblico, in particolare a quello che non  ama l’horror puro, ossia  privo di un messaggio di speranza, e che lo apprezza invece se abbinato alla fantascienza, dove tecnologie e viaggi planetari  evocano un possibile futuro prossimo in arrivo…

Biagio Giordano (fotografo coordinatore della sezione fotografia dell’Associazione culturale no profit Renzo Aiolfi di Savona

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