Cinema: Gioventù bruciata

Gioventù bruciata
(Rebel Without a Cause) è un film a colori del 1955 diretto da Nichoĺas Ray, girato in Cinemascope. Paese Usa, genere  drammatico, con interpreti James Dean   e Natalie Wood.

Locandina tratta da amazon.it che vende il film

Commento con spoiler

 Un adolescente di 17 anni, Jim Stark (James Dean) dal carattere ribelle e dedito all’alcool, (con una conseguente recente reclusione in prigione per  molestie pubbliche), è in contrasto con la propria famiglia. Il ragazzo non riesce a comunicare con i genitori ed è anche stranamente   in rotta con la società che,  per paradosso, egli si rifiuta di conoscere veramente per quello che è.

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All’università entra a far parte di un gruppo di “bulli” di origine borghese, dediti per noia  a giochi di supremazia col coltello e a gare automobilistiche  che sfidano il pericolo fino a raggiungere un rischio di morte molto alto; il tutto avviene  sotto lo sguardo attento e a volte  compiaciuto  di una ragazza, particolarmente attraente, di nome  Judi (Natalie Wood) che sembra essere attratta anche da Jim, sopratutto dopo che questi  in diverse situazioni competitive sarà vincente.

Finirà  in tragedia, anche se Jim e Judi  si innamoreranno perdutamente. Il loro rapporto sarà ricco di passioni autentiche, e intrecceranno anche una relazione di grande amicizia solidale,  con un ragazzo  sensibile: depresso perché incapace di vivere senza i genitori e proprio per questo  alla fine costretto anche lui, tragicamente, a soccombere…

Numerose le invenzioni  fotografiche, consentite anche dalla tecnica del cinemascope, come ad esempio nelle riprese oblique o capovolte tese a testimoniare con maggior forza visiva le inquietudini e le ansie  in gioco in alcune scene.

Il film segna un cambiamento nel modo di affrontare questioni legate al reale disagio familiare, sociale, sentimentale statunitense. Ciò avviene radicalmente mostrando la frantumazione di una morale borghese perbenista intrisa di calvinismo non più  in grado di mantenere una unità psicologica – corporea tra privilegio, responsabilità e la  reale soddisfazione pulsionale derivata tradizionalmente dal ceto superiore  cui si appartiene

Qualcosa che riguarda le pulsioni di vita  dei giovani si ribella al tranquillo e rassicurante conformismo dei padri (che godono paradossalmente  di una colpa divenuta  riparatrice di un parricidio commesso si nella notte dei tempi ma reiterato con una nascosta perversione al costume vigente)  cercando attraverso la trasgressione alle regole più  comuni una via nuova fatta di coraggio purtroppo artificiale con sullo sfondo le grandi sicurezze date dai padri ai figli e dove l’artificio di un agire privo di un oggetto reale non può  che incontrare prima o poi la tragedia della  morte accidentale, ciò facendo finalmente prendere coscienza della presenza  dell’altro come risorsa e non più come rivale, riposizionando quindi i valori borghesi su un piano più  alto in cui è  possibile, per i giovani protagonisti del film, con la colpa, del nuovo parricidio compiuto, ritornare a vivere,  nel modo spento, rassegnato, ma sereno, integrati e finalmente sognanti  del perduto…  lungo l’acquisizione di un chiaro limite della vita…

Capolavoro di Nicholas Ray, che immette con coraggio   nel cinema da  intrattenimento  una robusta dose di verità legata a come il mondo gli passa sotto gli occhi …

Grande successo di critica e di pubblico. Una pietra miliare del classico  nella storia del cinema  moderno…

Biagio Giordano (fotografo coordinatore della sezione fotografia dell’Associazione culturale no profit Renzo Aiolfi di Savona

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