Cinema: Giordano Bruno
Giordano Bruno, di Giuliano Montaldo, Italia, 1973, biografico, con Gian Maria Volentè…

Locandina tratta da amazon.it che vende il film
Una delle migliori interpretazioni di Gian Maria Volonté, nella parte di Giordano Bruno, monaco domenicano condannato al rogo nel 1600 a Roma dall’inquisizione cattolica, per eresia.
Scrittore di teologia, filosofia, scienze varie, Giordano Bruno manifestava, non curante delle conseguenze, il suo pensiero pubblicamente, concetti che nascevano da una riflessione teologicamente originale, innovativa, ma pungente verso le istituzioni cattoliche. Bruno non si preoccupava della posizione di fede da lui scelta, che implicava responsabilità nel dire e nel fare, in relazione con il suo abito monacale che era legato a una precisa e dogmatica cristologia tipica del domenicani di quei tempi.
La potenza del suo pensare, la convinzione che manifestava nel suo dire, la correttezza dei suoi assiomi che influenzavano per intelligenza anche il mondo del pensiero laico, e il rifiuto di abiurare tutto ciò, gli costarono la morte. La Chiesa cattolica infatti non prese in considerazione una espulsione di Bruno dall’istituzione domenicana, preferì, secondo il film, la tortura, per indurlo ad abiurare. Ma data la eroica resistenza di Giordano Bruno, rispetto alle inenarrabili violenze subite, costrinse l’istituzione cattolica dell’inquisizione a prendere la decisione di avviare la procedura di condanna al rogo.
Fotografia di Vittorio Storaro eccellente, essa riesce a dire e a far provare emozioni assai più del parlato.
Drammatizzazione di straordinaria credibilità, sopratutto grazie alla grande regia di Giuliano Montaldo. Il film circola ancora sui canali Rai (Biagio Giordano)
Biagio Giordano (fotografo coordinatore della sezione fotografia dell’Associazione culturale no profit Renzo Aiolfi di Savona)