C’è un grande prato verde
È una frase che si trova nel brano musicale
Un mondo d’amore del 1967 scritto dagli autori Franco Migliacci, S. Romitelli e Bruno Zambrini ed inciso da Gianni Morandi.
No tranquilli non intendo fare una lezione di musica,sto adoperando una similitudine .
La scorsa domenica si è tenuto il tradizionale raduno di Pontida.
Piccola e soprattutto breve cronistoria del
giuramento di Pontida, secondo la tradizione, è stata una cerimonia che ha sancito il 7 aprile 1167, nell’abbazia di Pontida, vicino a Bergamo, la nascita della Lega Lombarda, ovvero di un’alleanza militare tra i comuni di Milano, Lodi, Ferrara, Piacenza e Parma finalizzata alla lotta armata contro il Sacro Romano Impero di Federico Barbarossa.
Per cui ogni anno da quando esiste la lega Lombarda di Bossi si torna sul sacro Prato per rinverdire il giuramento.
Com’è nato il raduno leghista di Pontida.
Umberto Bossi ha da sempre una grande ammirazione per presidente americano Alexander Hamilton, padre della Costituzione federale degli Stati Uniti.

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Aveva studiato il suo pensiero, sviluppando l’idea del federalismo moderno Dal superamento del centralismo, che ha sottratto il potere a ogni controllo, si potrà poi ripartire per realizzare una maggiore giustizia fondata sull’autonomia dei popoli. Lo scrive Bossi stesso nella prefazione all’edizione del 1993 del libro La Lega Lombarda di Massimo D’Azeglio, il grande politico risorgimentale e scrittore di successo.
Da ragazzo aveva trovato questo testo nella cascina di Cassano Magnago, dove trascorse gli anni della fanciullezza, nella biblioteca della nonna Celesta, di simpatie socialiste e progressiste. Lo aveva letto avidamente. Probabilmente quella lettura giovanile rappresentò una facile premonizione di ciò che fece anni dopo, il 12 aprile del 1984, con la fondazione della Lega Autonomista Lombarda. Di certo quel libriccino, La Lega Lombarda – Romanzo storico del secolo XII pubblicato dal De Rubris nel 1926, lo ispirò su tutti i capisaldi della Lega. In primis Alberto da Giussano, leggendario soldato comunale, celebrato dallo scultore Enrico Butti nel monumento al Carroccio posto a Legnano nel 1900, a ricordo della battaglia che vide la vittoria delle milizie cittadine della Lega Lombarda contro le armate imperiali di Federico il Barbarossa.
Questa è la storia antica e moderna del raduno sul Patrone.
Dopo aver cambiato nome al movimento,non più Lega Nord ma semplicemente Lega,aver mutato linea politica (senza congresso) Matteo Salvini da Milano ha cambiato pure il significato del raduno di Pontida.
Svuotandolo di quel significato mistico che aveva .
Ora è un raduno di partito che francamente si potrebbe svolgere ovunque a Roma ad esempio o Reggio Calabria,si ovunque meno che a Pontida.
Forse sarebbe più in linea a Predappio?
Chi ha vissuto i tanti raduni ricorda il prato e la collina piena di gente,oggi dal palco a le prime file dei partecipanti ci sono (misurato con intelligenza artificiale) sessanta metri,e al fondo stend e gazebi che comprimono lo spazio dedicato al pubblico.
Una volta tra gli ospiti esteri c’erano gli indipendentisti Catalani,oggi quelli di Vox popoli che sono i franchisti Spagnoli ovvero i fascisti spagnoli.
Insomma nonostante qualche illuso con la maglia padana,che crede di partecipare al raduno dei popoli del Nord ,oggi a farla da padrone è il nero delle magliette ma soprattutto dei discorsi reazionari .
Dicono Vannacci piace ai leghisti, non scherziamo il generalissimo è lontano anni luce dalle nostre idee e princìpi
L’idea d’autorità è dura a morire: dà un perverso senso di sicurezza, deresponsabilizza dall’obbligo di pensare e formulare proprie idee. Il Potere che pensa al posto nostro è la grande madre premurosa che non smette mai di preoccuparsi. Nutre, organizza la vita di tutti, e annienta.
Vogliamo i colonnelli è un film del 1973 diretto da Mario Monicelli, presentato in concorso al 26º Festival di Cannes.È una commedia satirica a sfondo fantapolitico che immagina un maldestro colpo di Stato in Italia, con esplicite allusioni ai presunti tentativi di golpe del 1964 e del 1970 e al regime dei colonnelli greci.
Oggi si sono evoluti e cresciuti di grado nelle gerarchie militari, vogliono i generali
Daremo nuovo vigore e forza a Pontida e come i nobili cavalieri di allora ci ritroveremo per difendere Il Nord e chiunque pensa di limitare la nostra libertà.
Ogni uomo libero deve difendere la libertà ad ogni costo.
La libertà è come il fiore selvatico, è qualcosa di spontaneo, indomabile e difficile da cogliere o controllare.
Roberto Paolino