CAVE INSTAGRAM
Oggi non disquisirò sui massimi sistemi, ma su tutta una serie di tranelli, nella totale indifferenza degli organi pubblici, che la rete si presta a proporci come avessimo scoperto l’isola del tesoro o la pietra filosofale.
Parto con l’esempio di un tranello nel quale io stesso stavo per cadere; salvo poi fare i conti con le leggi della fisica (un regalo degli studi universitari di anni ormai remoti).


Due tra le tante pubblicità di condizionatori fasulli. Come si vede dai commenti alla prima, in molti hanno cominciato a smascherarli. È il modo migliore per farli sparire, più efficace di TrustPilot. Si noti la mezza ammissione nella scritta in piccolo in inglese: “sembra decisamente essere quasi magia”. Infatti… Più sotto, si fa leva sull’amore filiale per convincere all’uso, oltre al maxi sconto
Instagram abbonda di pubblicità mirate, non appena qualcuno si accorge di un tuo interesse o problema. In questo caso, nell’imminenza, anzi addirittura anticipata, della canicola estiva, che peraltro ogni anno ci ingegniamo di accrescere, col robusto contributo dei condizionatori, la rete abbonda di soluzioni miracolose: possiamo finalmente stare al fresco, senza il problema di dover spaccare muri o rompere vetri per far passare il tubo di scarico dell’aria calda prodotta dal processo di raffreddamento.
Sembra che, superato l’impaccio di fastidiose leggi fisiche, alcuni valorosi tecnici, in base a presunti esperimenti da parte di enti di provata fama -nientemeno che la NASA-, siano riusciti a rinfrescare un alloggio senza più dover affrontare l’inconveniente di dirottare all’esterno l’aria calda; nel senso che se ne perde traccia, svanisce!

Nel 1865 Rudolf Clausius formulò il concetto di entropia, una grandezza che aumenta in ogni processo fisico e misura il grado di disordine che ne consegue. In sostanza, viviamo in un mondo -e in un cosmo- che continua ad evolversi in una sola direzione, e il tempo ne è la costante misura. Questo principio è l’evoluzione del 1°, scoperto da Lavoisier nel 1789, sostituendo “tutto si trasforma” con “tutto si degrada”
Ciò è smentito dal 2° Principio della Termodinamica. Infatti, tutti i processi che avvengono in natura sono irreversibili; tra i quali, il passaggio del calore da un corpo caldo ad uno più freddo. Per fare avvenire il contrario, bisogna fornire energia esterna, con il contemporaneo sviluppo di calore. Si tratta di calore di scarto, cioè indesiderabile, ma impossibile da “nullificare”, così come le calorie estratte dal corpo da raffreddare: da qualche parte devi mandarle. Sarebbe il sogno delle attuali tecnologie energivore, se solo pensiamo alle isole di calore che i grandi data center AI sviluppano in maniera insopprimibile; o, in maniera più diffusa, i grandi agglomerati urbani, con i condizionatori accesi durante le estati roventi.

Il calore di scarto di tutti i processi dell’esasperata tecnologia moderna rappresenta un problema globale, tanto da far spostare le “isole di calore” dei data center in fondo al mare, spostando soltanto il problema, senza risolverlo, in quanto è irrisolvibile, come previsto dal 2° Principio della termodinamica

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Prendiamo il caso più famigliare, cui tutti noi assistiamo nella nostra cucina: il frigorifero riesce forse a fare quello che promettono quei prodi ingegneri? Niente affatto: il frigo non abbisogna di tubi di scarico esterni, ma proprio in quanto rilascia il calore estratto dal suo interno nella cucina stessa. Il bilancio di frigorie e calorie prodotte è comunque lontano dal pareggio, perché se x sono le frigorie prodotte dentro il frigo, le calorie y che deve disperdere al suo esterno sono decisamente maggiori di x; sempre in virtù del 2° Principio. In questo caso, il volume da raffreddare è talmente minuscolo in confronto a quello di un alloggio (diciamo in rapporto di 1 mc contro 100 mc) che l’aria calda emessa incide in misura trascurabile sulla temperatura dell’alloggio stesso. Quando invece il volume da raffreddare è proprio quello dell’alloggio, l’immissione inciderebbe in maniera significativa, aumentando la t° dell’alloggio stesso, invece di ridurla. Quindi, si tratta di specchietti per le allodole, che si estendono anche alla forma di consegna scelta da questi imbonitori.

Frigorifero domestico. Anche questo apparecchio, svolgendo un processo di raffreddamento che richiede energia esterna, produce calore di scarto, che rilascia nella cucina. Dato il ridotto volume raffreddato, il calore sviluppato non incide più di tanto sulla t° della cucina; contrariamente al raffreddamento di un alloggio, con volumi di aria calda decisamente superiori, che richiedono un tubo di scarico all’aperto
Costoro infatti si avvalgono di corrieri che li assecondano nella forma di pagamento a loro più consona: il pagamento alla consegna. L’acquirente pensa che almeno non corre il rischio di pagare e poi non veder arrivare il prodotto. Il pacco infatti arriva, ma privo di bolla di consegna, e con sopra un mittente remoto, irrintracciabile. Per avere maggiori dettagli, se cerca di contattare il corriere stesso, ad es. BRT Bartolini, neppure a quello gli è dato accedere, al pari di tutti gli indirizzi di altri condizionatori “miracolosi”, sparsi su Instagram, che si dicono disponibili a parlare (tramite numeri stranieri, ad es. 1+ cioè USA), ma solo in inglese, francese o ebraico (!), o ad essere contattati via e-mail; salvo scoprire che quell’indirizzo è irraggiungibile. Ovvero forniscono un modulo prestampato: ma dopo averlo compilato per intero, e affermato di “non essere un robot”, quando lo stressato acquirente giunge infine al pulsante finale INVIA, la manina del mouse non appare; quindi, tanto lavoro per nulla. Insomma, tra venditori e acquirenti si erige un muro di gomma, invalicabile.

Anche gli spedizionieri fanno parte del gioco: consegne con pagamenti obbligatori in contanti, senza ricevute, in barba ad ogni più elementare precauzione. Se poi cerchi di metterti in contatto, trovi lo stesso muro di gomma che trovi cercando di contattare la società di provenienza del pacco
I metodi per irretire i malcapitati sono molteplici: sconti del 50%, scorte limitate, affrettarsi a ordinare, per non perdere un’occasione irripetibile. Mostrano persino un contasecondi verso l’ora X. Elenchi di messaggi di clienti soddisfatti (ovviamente solo i loro nomi, per la privacy, of course), corredati da immagini di famigliole felici, alternate a spaccati dell’aggeggio, con ventole e scambiatori di calore in serpentine di rame, ecc., come garanzia di sofisticate tecnologie, di ultima generazione. Del resto, l’apparecchio si basa su protocolli NASA, su team di scienziati che nello spazio sono di casa. Quali migliori referenze?
E veniamo a Instagram stesso, il vettore di tutte queste fasulle novità. Non dimentichiamo che, al pari di altri “pezzi grossi” della rete, come Facebook o Google, Vimeo o Pinterest, se ti azzardi a metterci la foto di una donna col seno scoperto, ti bannano senza esitazione: il concetto di pubblico pudore è regredito assai dai “peccaminosi” anni ’80, al pari della nostra libertà in ogni altro campo.

Ecco come appare su Instagram una delle numerose inserzioni dei presunti condizionatori di cui ho sin qui parlato. Instagram interviene se ci sono scene contrarie all’attuale pruderie, ma non entra nel merito di tutti i prodotti che pubblicizza; in realtà, sarebbe compito dell’AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Ma i tempi di intervento sono biblici
Al contrario, anche se è ormai assodato che si tratta di venditori di fumo, Instagram fa conto di niente. Va bene che pagano, ma non dovrebbe offuscare la vostra immagine se accogliete anche pubblicità ingannevoli, giornalmente, sistematicamente, senza batter ciglio, divenendone di fatto conniventi? E cos’altro dire di quei carrozzoni, governati da soloni super-pagati, quelle Autority garanti di questo e di quello, che comminano multe di milioni, ma sempre fuori tempo massimo e a società miliardarie, che non ne sono neppure scalfite?
Ultima carta da giocare: la Polizia Postale. Appurato che si tratta di impostori conclamati, non potrebbe intervenire presso Instagram affinché rimuova d’imperio queste presunte società che raggirano la gente alla luce del sole? I padroni del web rimuovono senza tante formalità chi pubblica qualcosa non conforme alle loro linee guida. Mentre le autorità rimangono inerti quando gli stessi inondano la rete di pubblicità truffaldine?

Con l’allungarsi delle aspettative di vita, e il relativo moltiplicarsi degli acciacchi dell’età avanzata, il miraggio di una longevità che sappia rimuoverli, balenando il raggiungimento dell’alchemico Elisir di lunga vita, ha facile presa sul crescente numero di vegliardi
Tutto quanto più sopra denunciato non si limita certo ai condizionatori, ma copre una vasta gamma di prodotti, altrettanto basati sul nulla. Ad es. in campo farmaceutico, e limitandomi a un prodotto che mi aveva interessato personalmente, Instagram presenta variegati modi di far fronte e “risolvere”, tra i tanti, un problema che coinvolge la vasta platea degli “over”: l’onicomicosi, ovvero il fungo degli alluci, che tendono a indurirsi e a deteriorarsi. Gli imbonitori offrono tutta una sorta di rimedi: pomate, unguenti, cerotti et sim, vantati come risolutivi, “a differenza dei prodotti venduti in farmacia”, dal cui circuito i guaritori stanno alla larga quasi con disprezzo, perché “care e inefficienti”. Difetti invece loro propri, con l’aggiunta di nessuna garanzia sulla composizione dei prodotti, sulla loro conformità alle norme sanitarie, sulla chiara esposizione di chi li produce. Quanto al dove, la provenienza è, al solito, da posti esotici, che non danno nessuna garanzia di adeguamento alle leggi italiane.

Le proprietà benefiche dell’olio di cannabis vengono magnificate al punto di guarire oltre 180 (!) malanni della vecchiaia. Quand’anche ciò fosse vero, mancano certificazioni che il contenuto delle capsule sia corrispondente a quanto dichiarato
Termino ponendo l’accento sul settore della terza e quarta età, in perenne crescita, in quanto è forse il più esposto a lasciarsi abbindolare dalla affermata cura degli acciacchi della vecchiaia, definiti invece evitabili grazie ad una estesa gamma di prodotti, tra i quali voglio citare, per la sua vantata miracolosità, il cannabis oil, che in soli 40 giorni ridarebbe la perduta giovinezza. Sarebbe un’altra violazione del 2° Principio: non si possono girare all’indietro le lancette del tempo.
Marco Giacinto Pellifroni 7 giugno 2026