Cantare incantando [Il Flessibile]

Con l’anno scolastico si conclude anche il mio progetto Incantando.
Giunto alla terza edizione, Incantando nasce con l’intenzione di approfondire l’uso della voce parlata e cantata in un’età – quella tra la prima e la seconda adolescenza – in cui la voce appare relegata all’oblio, come quel paio di calzini usurati che resta in fondo al cassetto e del quale da tempo hai perduto le tracce.

Privilegiamo ormai altre parti del corpo, in primo luogo il fondoschiena.
Durante le gite scolastiche l’obiettivo primario è alzarsi dal sedile del treno o dell’autobus, percorrere qualche centinaio di metri e trovare un muretto per poggiare il Regale Posteriore.
Con il primo caldo si acuiscono la stanchezza e la svogliatezza; la settimana scorsa un ragazzino si presenta in classe con un ventilatorino portatile, lo brandisce in mano e lo utilizza durante la lezione arieggiando il Regale Faccino.
Lo smartphone ha necessità di polpastrelli tonici e sodi, scrollare diventerà presto sport olimpico e ciascuno potrà gestire al meglio il proprio Regale Profilo.

Dopo queste considerazioni, portate all’iperbole ma non troppo, credo di poter dire che il progetto Incantando non solo avrà séguito ma verrà ampliato ed esteso con altre declinazioni.
È un progetto facoltativo e per questa ragione aperto a ragazzi motivati, vogliosi di conoscere e di muovere le corde vocali e l’intelletto.
La voce è uno strumento e ne stiamo perdendo l’uso consapevole.

Dario B. Caruso da Corriere AL

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