Bomba su bomba
“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”
Martin Luther King
Con questa frase voglio stigmatizzare il silenzio assordante in merito all’ennesimo attacco di un Paese sovrano del duo Trump, Benjamin Netanyahu.
Vorrei chiarire ai sostenitori nostrani di questi due personaggi che non intendo minimamente appoggiare, sostenere giustificare il sanguinario e antidemocratico regime Iraniano.

Benjamin Netanyahu, Donald Trump,
Un attacco che porterà morti, feriti e distruzione” e ad essere colpiti, ancora una volta, sono e saranno i civili. Insomma, “una violazione del diritto internazionale che dimostra il fallimento della diplomazia”.
Purtroppo il diritto internazionale dal duo di cui sopra è considerato carta straccia, per cui siamo tornati alla legge del più forte.
Il fallimento del diritto internazionale, caratterizzato da violazioni sistematiche e inefficacia delle istituzioni come l’ONU, sta portando a un ritorno alla “legge del più forte”.
Questo scenario è alimentato dal riarmo, conflitti attuali e dal disprezzo per le norme sovranazionali, segnando una regressione verso la barbarie
Ecco i punti chiave del contesto attuale:
Inadeguatezza delle norme: Il diritto internazionale è talvolta considerato “carta straccia” a causa dell’uso della forza, che invalida gli accordi internazionali.
Crisi del multilateralismo: Si osserva il fallimento dell’ONU e un generale disprezzo per il diritto, con prevalenza della logica del nemico.
La legge del più forte: La guerra e il riarmo europeo/globale sono sintomo di una crisi più ampia che coinvolge anche il contesto sociale ed ecologico.
Conseguenze: Il risultato è un contesto di “barbarie” e di costante rischio, dove le norme cedono il passo agli interessi dei più potenti.
Il diritto internazionale, che dovrebbe regolare i rapporti tra Stati, è messo a dura prova dalla mancanza di cooperazione e dalla prevalenza della forza sulla giustizia.
Purtroppo in questi giorni il silenzio su un atto terrorista ovvero il bombardamento di territori sovrani non ha visto nessuna presa di posizione per dire Basta!

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E purtroppo non si è sentito professar verbo in merito alla strage di innocenti avvenuta in Iran.
Sessanta metri è la distanza che separava la scuola femminile Shajaba Tayyiba di Minab, in Iran, da una base militare iraniana nel Sud del Paese. Sessanta metri tra un’aula piena di bambine e un «obiettivo strategico» per la guerra degli adulti. Quelli che i bambini dovrebbero proteggerli, in ogni parte del mondo, in ogni conflitto. Non è stato così per le 148 vittime (dati Cnn) , quasi tutte bambine e ragazze e le 95 rimaste ferite nel attacco congiunto tra Usa e Israele in Iran. Erano arrivate a scuola, lì dove volevano studiare per il loro futuro, lì dove si sentivano al sicuro.
Eppure non servono lunghi discorsi per condannare un atto ingiustificato Non si abbatte un regime uccidendo civili e bambini,facendo ciò si diviene spietati proprio come i regimi che combattiamo!
Iran, Sanchez: «La posizione della Spagna è semplice: no alla guerra
Cosa aspettano le Nazioni europee a schierarsi al fianco di Sanchez?
Ma soprattutto cosa aspetta la Meloni e il governo Italiano a dimostrare un minimo di fermezza e autonomia per giudicare il Bombardamento in Iran un azione illegittima?
Nell’ottobre 2025, il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha suscitato polemiche dichiarando a Porta a Porta che il diritto internazionale è “importante, ma fino a un certo punto”
Cosa significa fino a un certo punto?
Mi spiace ma un Governo che la pensa così non può continuare a rappresentare il Nostro Paese.
Noi esigiamo un governo e una rappresentanza politica che dica al Presidente Usa che le sue prepotenze non sono più accettabili .
Vogliamo una vera Europa che faccia finalmente sentire la sua voce con dignità e autorevolezza.
Non ci sono solo dei farabutti al governo. Bisogna essere obiettivi. Ci sono anche degli incompetenti.(Guy Bedos)
Roberto Paolino