
La privatizzazione della costa savonese e albissolese continua ,con
l'avvallo di chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica, ma non tutti i cittadini sono distratti... Antonia Briuglia |
Al territorio di Albissola Marina non bastano più le " tutele" per contrastare la "marcia " del cemento e l'opera di trasformazione del paesaggio, sia nella collina che in prossimità e dentro il centro urbano.
Essa continua con metodo e con ritmo rapido, testimoniando in modo diretto come l'edificazione cosiddetta " legittima " non sia meno dannosa, ai fini sociali ed urbanistici, di quella abusiva.
Molti progetti maturano nel silenzio, altri vengono propagandati maldestramente come "valorizzazione turistica" con un'opera febbrile da apparire insensata, autorizzando: la cancellazione delle ultime macchie di verde, il taglio con furia di alberi superstiti e la cementificazione di zone ormai sature o comunque incompatibili ad ulteriori aggressioni.
Questa analisi ha motivazioni che originano nel tempo e purtroppo comuni ad altri paesi liguri che si affacciano sul mare, ma questo non è un alibi come invece preferiscono pensare molti politici.
Non è chiaro, invece, se le autorità non riescono a fronteggiare l'attività dei costruttori, nuovamente pervasi da quella febbre edilizia che ci riporta agli anni '70 o ancora più indietro nel tempo, quando percepiamo nuove e più moderne forme di " rito ambrosiano".
Non bisogna sentirsi necessariamente ambientalisti per capire come: la cementificazione delle colline albissolesi costituisca l'origine di gravi danni idrogeologici di cui tutta la Liguria soffre da tempo; la saturazione di zone come Grana aggravi il livello di vivibilità in termini di servizi, infrastrutture e viabilità non solo della zona, ma di tutto il territorio.
Non bisogna sentirsi necessariamente ambientalisti per capire che: la cementificazione delle ultime zone "libere" del centro, contrastino con la ricerca di "qualità urbana" che un Comune che si fregia di "certificazione ambientale", ha l'obbligo di perseguire, considerando anche l'assenza di qualità progettuale del "costruito" che ci fa spesso dubitare sulla "cultura architettonica" di alcuni progettisti e di chi dovrebbe controllare il loro operato.
Tutto ciò non sembra essere ancora sufficiente e così ,esaurite le aree fabbricabili, si approfitta del progetto Fuksas, per dare l'assalto alla cementificazione del mare ,cavalcando l'idea (poco originale) di un fantomatico sviluppo per la cittadina di Albissola.
Su un quotidiano savonese del 27/1/07, gli amministratori di Albissola Marina si affrettano a puntualizzare che se a Savona si dibatte e si polemizza sulla Margonara, ricadendo questa zona nel territorio albissolese, spetta agli albissolesi dire l'ultima parola!!!!
L'opinione comunque già espressa "stranamente" da maggioranza e minoranza consiliare é FAVOREVOLE A TUTTA l'operazione e con convinzione si pensa di difenderla a costo di dialogare direttamente con i costruttori,ignorando i dibattiti, i Consigli Comunali e le "audizioni" savonesi.
La privatizzazione della costa savonese e albissolese continua, con l'avvallo di chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica, ma non tutti i cittadini sono distratti e, per citare Grillo, potrebbero ricordarsi davanti alle urne che chi amministra è nostro dipendente e che, se non ha ben lavorato, va licenziato !!!!
Come dice Fuksas "DA QUALCHE PARTE BISOGNA COMINCIARE!!!!! " .........speriamo non sia troppo tardi.
Antonia Briuglia