LA FILOSOFIA:
CON RISPETTO PARLANDO

                                Samantha Giribone          versione stampabile

“La situazione è tale che per conoscere la fede di ciascuno, se, cioè, sia cristiano o turco o giudeo o pagano basta osservare il loro comportamento e l’abito, basta sapere se frequenta questa o quella chiesa o infine se aderisce a questa o a quella opinione e giura nella parola di questo o quel capo.
Per il resto vivono tutti allo stesso modo.”
 

- BARUCH SPINOZA -

 Nottata con Spinoza.  

Per cause di forza maggiore (esami), ma anche diletto. 

E poi non si può certo dire sia stato di cattiva compagnia. Un po’ ostico in alcuni punti, ma non mi lamento di certo. 

La notte precedente, passata con Cartesio (altro, innegabilmente, grandissimo), era andata meno liscia. Ogni tanto mi ha fatta arrabbiare.  

Tutta quella storia della “morale provvisoria”:  “mutare i miei desideri piuttosto che l’ordine del mondo” …è così avvilente.                                                 

No, intellettualmente non mi piace.  

E poi la necessità di preservarsi dalle possibili accuse della Chiesa.  

Meglio il tragico coraggio di Giordano Bruno. 

Troppo “cerchio-bottismo”. E troppe, conseguenti, contraddizioni.  

Come il “giusto mezzo” aristotelico: non mi attrae proprio. 

Ovviamente, a livello puramente teorico e puramente “mio” (cioè legato alla mia personale passione speculativa): nella pratica ben vengano i “giusti- mezzi”. Anche se propendo un po’ più per il giusto che per il mezzo.   

Preferirò sempre le notti passate a dialogare con Platone, immersa tra i suoi miti e, soprattutto, nella sua utopia-politica (per quanto poi, tornando a livello pratico, abbia alcuni aspetti a dir poco terribili), che quelle accompagnate dalla precisione, puntigliosità e, sicuramente, magnificenza teoretica di Aristotele. 

Fatto sta comunque che, almeno per questo periodo, i compagni delle mie notti sono decisi dall’alto.  

E ieri è toccato, appunto, a Baruch Spinoza. 

Non ho alcuna intenzione di addentrarmi in spiegazioni meticolose del pensiero del suddetto autore, per mostrarvi “quanta ne so” (al momento molto poca, comunque). 

Quindi, per favore, non smettete di leggere (alcuni l’avranno già fatto: effettivamente, una che descrive notti passate con personaggi deceduti secoli e secoli fa, più che da leggere è da ricoverare d’urgenza).  

Sono perfettamente consapevole di quanto poco interessante potrebbe essere una rubrica (o anche solo un pezzo) di “filosofia pura”…e poi non sarei proprio in grado di realizzarla. 

TUTTAVIA… 

Quando le lancette cominciano ad avvicinarsi pericolosamente alle 3  tu sei perfettamente conscia che nel giro di poche ore la sveglia t’imporrà di andare diligentemente a lezione (sempre che “lezione” sia termine degno di essere speso, ma questa è un’altra storia…), se decidi di resistere e di finire l’autore, entri in un limbo. (Almeno, a me succede così). 

Perché quando sei stanca e gli occhietti si chiudono quasi, lì comincia il “vagare”: ogni citazione ti stimola riflessioni, magari non necessariamente inerenti o coerenti con quello che è, precisamente e storicamente, il pensiero dell’autore che stai trattando. 

Lì te ne freghi dei tratti storici: rimani sospesa tra due fuochi, il sonno e l’immersione.  

La Filosofia non è una Scienza esatta (fortunatamente!): non esistono autori che hanno ragione e autori che hanno torto.  

Ognuno aggiunge un tassello, ognuno (ap-)porta un elemento che può convincerti più o meno del precedente. Ognuno ha qualcosa d’innovativo, qualcosa di contraddittorio, qualcosa di incredibilmente intelligente e di tragicamente stupido.  

E poi, c’è la “seduzione”… L’erotismo del pensiero.  

Esempio: per quanto sia irrealizzabile, superbo, fastidioso e, forse, pericoloso un pensiero come quello di Nietzsche, t’incanta.  

Come un amante misterioso, un amore impossibile ed imprudente. Rischioso. 

Il superuomo, l’Anticristo, l’uomo che si fa Dio…distruggere la Morale…e poi lasciarsi spingere dalla Volontà di Potenza. Annunciare al mondo la Morte di Dio… Liberare la Vita. Accettare l’Eterno Ritorno…mordere e strappare la testa del serpente con tutte le forze… 

Folle. Geniale. Eccitante. Inebriante. Provocatorio. 

Complice lo stile dell’Autore…inconfondibile e magnetico. Almeno per me. 

E proprio nell’ora tarda del “vagar di pensiero in pensiero”, Spinoza mi ha piacevolmente sorpresa. Lo ricordavo meno affascinante nella mia memoria liceale. 

Ho trovato alcuni passaggi, come quello che vi ho regalato in apertura, veramente interessanti. Molto molto “laici”. Molto “attuali”. Forse, troppo dimenticati.  

(Nota: sono consapevole di aver scoperto l’acqua calda: Spinoza è ritenuto uno dei fondatori del concetto di Stato Laico Moderno…ma ultimamente mi sembra che “l’acqua calda” si stia raffreddando…).  

Credo di essermene un po’ innamorata…  

Il Sistema mi ha rapita, affascinata, e condotta dolcemente all’alba… 

Lettura interessantissima, sicuramente da approfondire appena avrò un po’ di tempo in più.   

Il punto è che la Filosofia studiata sui manuali, senza la possibilità di accedere direttamente al testo (o almeno alle sue parti salienti), al linguaggio del pensatore, difficilmente può colpirti con forza. 

È sicuramente necessario che qualcuno ti dia le “chiavi d’accesso”, la spiegazione primaria, che ti conduca per mano nel “giardino” del pensiero, che ti faccia scoprire il “fuoco”…ma una volta che il demone si è impossessato di te, la voglia di profanare il Tempio è incontenibile…  

Lasciarti prendere per mano dalle parole dell’Autore.  

“Dialogare” direttamente con lui. E lì puoi scoprire confini nuovi, sfumature, creare tuoi pensieri, arrabbiarti.  

“Di-Vagare”, insomma. 

ATTENZIONE: ciò non significa compiere degli errori teoretici o mettere in bocca a un pensatore cose che lui non avrebbe mai pensato. E neppure strumentalizzarlo a nostro piacimento… 

Significa detronizzarlo, oppure amarlo alla follia anche se il suo pensiero è politicamente scorretto. Coglierne pregi e imperfezioni. Attualizzarlo. 

Significa in una parola: Rianimarlo. 

E rianimare noi stessi. 

“Curare” il proprio “Essere”.  

In un doppio modo: 

trovando un porto sicuro lontano dal “disgusto” che il mondo ci provoca,  

recuperando le forze “morali” per continuare a lottare, troppo spesso, contro i mulini a vento.

Io adoro i “donchisciotte”, perché perlomeno s’arrischiano a combattere.

Prima o poi vinceranno, se non altro nell’aver conservato integra la loro dignità. 

Spero che chi mi ha “iniziata” alla Filosofia ( se ora sta leggendo…GRAZIE!), non si stia rivoltando sulla sedia, ma non credo: 

perché questo è il messaggio principale che mi sembra di aver appreso…al di là di tutte le nozioni. 

…“Al di là del Bene e del Male”…IL FUOCO. 

Ora mi spiace ma vi devo lasciare… Stanotte tocca a Kant, e non mi sembra carino farlo aspettare…(l’Amore con la “A” maiuscola…rimane pur sempre lui!).  

“…tesserò i tuoi capelli come trame di un canto,

conosco le Leggi del mondo e te ne farò dono,

supererò le correnti gravitazionali,

lo spazio e la luce per non farti invecchiare.

ti salverò da ogni malinconia,

perché sei un ESSERE SPECIALE ed io avrò CURA di TE…

…io sì, che avrò CURA di TE…”

 

SAMANTHA GIRIBONE 

PS.= per chi ha la forza mentale di leggere la mia rubrica ogni settimana (spero ci siano anche altri, oltre ai “parentalmente-costretti”), devo aggiungere una necessaria postilla al pezzo della settimana scorsa.

C’è chi in un compitino all’Università ha ricevuto la valutazione di…”30 MENO MENO” o “29 al 30”… Per la serie: non c’è limite al peggio e la fine non ha fine… Alla prossima settimana!