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L’origine

della moneta

e la sua evoluzione
Secondo di sette brevi contributi

Dario Ferro

Circolo culturale filatelico numismatico savonese
 

Via Sormano 11
17100 Savona

 

1 - Primitive forme di scambio e genesi dei mezzi di pagamento

 

2 - Chi ha inventato la moneta?  (questa settimana)

 

3 - Monete arcaiche nel medioevo e nell’età moderna

 

4 - L’esplosione artistica della Grecia classica.

 

5 - La moneta in Italia in età antica: dai pani di bronzo al trionfo del ritratto

 

6 - Mille e una monetazione nel mondo antico

 

7 - Miti, leggende e misteri della numismatica classica
 

 


 

Chi ha inventato la moneta?

 

 
Un filone leggendario della tradizione vuole che l’invenzione della moneta sia merito di Gige, re di Lidia, nel 680 a.C., ma in realtà non esiste, nella storia della moneta, un “inventore”: fu piuttosto una “scoperta”, frutto di un lungo processo evolutivo e selettivo.

Ciò che immediatamente può colpire, dinanzi a questa datazione, è la sua relativa vicinanza a noi: appare subito evidente come la moneta fosse assente in alcune importanti civiltà del passato, ad esempio quella egizia.

Secondo la più accreditata teoria la moneta nacque comunque proprio con i re di Lidia, nell’Anatolia: piccole forme irregolari, ma tondeggianti, in una lega naturale di elettro (oro ed argento) e stabilizzate intorno ad un peso di 8 grammi. Poi compare al dritto una testa di leone, al rovescio il semplice segno di un punzone a titolo di garanzia. La praticità di queste piccole forme per i commerci garantì il successo e la moneta si diffuse nel corso dei primi decenni del VI secolo a.C. in Asia Minore, in Grecia e nelle colonie greche del Mediterraneo.
Esemplare aureo coniato in Lidia
ed attribuito al re Creso ( 561 – 546 a.C. )

 

 

Quanto alla documentazione letteraria, essa è molto limitata. In una iscrizione di Sennacherib (704 – 681 a.C.) il re, descrivendo vari ornamenti del suo palazzo di Ninive, fa riferimento a grossi tori in bronzo che erano stati fusi in stampi di terracotta, “come per fondere pezzi da mezzo siclo”, e nei racconti epici ugaritici di Aqht e Krt le lacrime umane sono descritte come rassomiglianti a quarti di siclo o a pezzi da cinque sicli, cioè frazioni o multipli precisi di siclo, suggerendo l’esistenza, come in varie altre fonti, di lingotti d’argento corrispondenti a valori stabiliti.

 

Istros – circa 400 a.C. - Dracma

 
In nessuno di questi casi però si ha ragione per credere che tali lingotti, anche se ricavati per comodità in modo tale da farli corrispondere molto approssimativamente ad unità dei locali sistemi ponderali, presentassero una impronta.

In mancanza di evidenze archeologiche positive, in conclusione, non è possibile dimostrare l’esistenza di vere e proprie monete già tra la fine dell’ottavo e l’inizio del settimo secolo avanti Cristo.
Sempre ad un re dei Lidi, Creso, famoso per le sue ricchezze, spetta forse il vanto, verso il 550 a.C., di aver battuto le prime monete d’oro e d’argento.

Darico d’oro, con il sovrano genuflesso reggente arco e freccia

 

 

 

A Dario, re persiano che conquistò la Lidia e ne ereditò il sistema monetario, va forse il merito di aver battuto, verso il 330 a.C., le prime monete con un ritratto, il suo.
Sia la moneta d’oro (il Darico) che quella d’argento (il siclo) portano al dritto l’immagine del sovrano con l’arco e la freccia o lo scettro. Ma c’è chi afferma che la primogenitura delle monete spetti invece ai re macedoni, al re Fidone di Argo oppure, ancora, agli amministratori dell’isola di Egina.
Per non parlare, poi, della … “corrente cinese”: potrebbe essere proprio del popolo del Sol Levante l’invenzione della moneta metallica al pari della cartamoneta, che forse vide la luce proprio in Cina e fu importata dai nostri mercanti (liguri, veneti, toscani).            

Arrivederci alla prossima settimana con l'incontro numero 3 a tema:


monete arcaiche nel medioevo e nell'età moderna


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