Siamo animali o figli di Dio?
Le maialesse di Maissana
di Antonella de Paola
I giornali degli scorsi giorni hanno riferito del paradossale caso di due maialesse, allevate in un sottoscala di una casa nel centro di una cittadina genovese che, essendo state intimate di sgomberare per ovvi motivi igienici, hanno dovuto essere macellate perché talmente grasse da non poter passare attraverso la porta. L’ articolo, condito con salcicce e cotechini, non esprimeva una singola parola di pietà per la vita miserabile delle due povere bestie. In risposta alle tante lettere di sdegno giunte in redazione a proposito di questa insensibilità, il giornalista ha risposto con una lettera intitolata “Le regole della natura. Questo non è il mondo di Disney”. In esso si sottolinea, con ricchezza di particolari e dotti riferimenti, che la natura è crudele e che sono gli stessi animali ad offrirci ottimi esempi di questa dura realtà. Se sono sanguinari loro, si suggerisce, perché non dovremmo esserlo noi? Gli animalisti, quindi, sono dei visionari “contro natura” e, per lo più, anche incoerenti perchè si preoccupano di vitelli e maiali ma non del diritto alla vita dei poveri fermenti lattici e del radicchio.
In questa accalorata arringa a favore della bistecca - talmente accalorata da dimenticare la differenza tra forme di vita dotate o meno di un sistema cerebro-spinale – non è però chiaro come mai l’ Uomo, che ha sempre sottolineato l’ abisso tra la sua natura e quella delle bestie, senta poi il bisogno di giustificare la sua dieta sanguinolenta facendo riferimento alle abitudini di quelle stesse creature inferiori dalle quali si è sempre tenuto a debita distanza. O siamo animali come loro e, in tal caso, la loro vita è sacra quanto la nostra; oppure siamo “figli di Dio” e, in tal caso, il confronto non si può proprio fare.
Anche se a leggere il giornale potrebbe sembrare impossibile, una delle caratteristiche che distingue l’ Uomo dalle altre specie animali è la sua capacità di distinguere il Bene dal Male e, di conseguenza, la sua possibilità di fare delle scelte morali. A meno che non si voglia negare questo assunto, è evidente che noi, a differenza degli altri animali, possiamo e dobbiamo scegliere non sulla base dell’ istinto ma su quella dell’ etica.
Scegliere di vivere nel rispetto delle altre creature senzienti non ha quindi nulla a che fare con Walt Disney. Anzi. E’ l’ indifferenza nei confronti di chi non può difendersi, piuttosto, che fa sì che il mondo abbia le sembianze ed il colore di un film di Dario Argento.


Antonella de Paola, responsabile diritti animali Verdi Savona