LETTERE  ALLA REDAZIONE
                                    

 

 

                  

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Intervento sulle Comunali

Personalmente mi sento molto vicino agli interventi di Franco Zunino e Marco Ravera, apprezzando anche quelli delle ACLI e di Luca Martino.  Auspico che L'Unione riesca a vincere compatta queste elezioni e che Savona possa essere ben amministrata nei prossimi anni.C'è molto da lavorare, ma... l'Unione fà la forza!

                                             Massimo Colombo                     Collegio Regionale di Garanzia PRC-Liguria

 

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Associazione Culturale
e
Atelier d' Arte Contemporanea
C.so Vitt. Veneto 158r-17100 Savona
tel. 339-3355030
 
 
 
-servizio fotografico della performance "Peinture d' ensemble" in onore di Pinot Gallizio .
-alcune prossime manifestazioni culturali.
 
Cordiali saluti
 
                                             Luigi Mosello
                                            x Artesavona
 

 

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OLI  Osservatorio Ligure sull'Informazione


Newsletter n. 91, 28 febbraio 2006
L'Osservatorio Ligure sull'Informazione è nato per contrastare l'omologazione del sistema informativo, la riduzione progressiva delle voci di dissenso, il conformismo degli operatori di giornali, radio e tv. L'osservatorio segnala gli episodi di distorsione e occultamento delle notizie, di mancanza di contraddittorio e di trasparenza, di uso privato degli organi di informazione, di omertà e servilismo nei confronti di gruppi o esponenti del mondo politico o economico.
Il materiale contenuto in questa newsletter può essere liberamente riprodotto, in tutto o in parte, citando, quando possibile, la fonte. OLI è aperta alla collaborazione di chiunque ne condivida il programma. I contributi, per essere pubblicati, non devono superare le 500 parole (circa 2.000 battute).
La Newsletter OLI è archiviata insieme ai numeri arretrati nel sito www.olinews.it. Gli articoli sono raggrupati cronologicamente e per categoria e sono anche rintracciabili mediante un motore di ricerca per parole chiavi. E' anche possibile commentare gli articoli: vi invitiamo a farlo e ad aprire in questo modo un dialogo tra redazione e lettori.

Mandateci le vostre osservazioni:
newsletter-oli@olinews.it

In redazione: Camillo Arcuri, Manlio Calegari, Oscar Itzcovich, Tania Del Sordo, Vittorio Flick, Eleana Marullo, Giulia Parodi, Paola Pierantoni.
In questo numero:
 
9 Aprile
QUELLA SCHEDA SOMIGLIA
A UNA POLIZZA ANTIFURTO
E' sempre stato così. I governi di tutti questi anni sono stati fatti alla stessa maniera. Liste, seggi, posti da sottosegretari, cariche per il dopo, garanzie per gli esclusi. Promesse di partito a chi è rimasto fuori. Calmare le acque. L'immane sforzo, quello sì, di coprire tutti i buchi. "Immagina un gioco…Perché di questo si tratta…Un gioco di amicizie, di odi e di amori. Di alleanze interne…". Occhi che illuminano ogni cosa quelli della persona che parla. Dunque è di questo che si tratta. Di una situazione blindata con un premio di maggioranza su base nazionale alla Camera, ed un premio di maggioranza su base regionale per il Senato. Qui l'ipotesi che vinca la destra è concreta, come è concreta l'ipotesi che si debba mettere insieme un governo alla tedesca. O ancora cambiare la legge elettorale subito, appena vinto.
Le puntate precedenti hanno visto in Liguria la battaglia dei ds di La Spezia per la deroga di Lorenzo Forcieri. Tre mandati alle spalle, collocato al quarto posto per il Senato dopo, Mazzarello, Raineri, Rossa. I posti di sottosegretario probabili per il secondo e il terzo liberano quelli a seguire. E tutto si sistema in casa ds per il Senato.
La presenza di Sabina Rossa cinicamente definito "un colpo di marketing elettorale" porta a tutti questi giochi il senso delle cose, li umanizza. In quella lista l'occasione per la figlia di un martire del terrorismo di aggiungere tutto il positivo che nasce dalla rabbia, dal vuoto, dal suo silenzio di questi anni. Un cantiere personale concreto lontano dalle fabbriche della politica dove tutti stanno stretti per prender la parola. Due, tre righe. Nessuna storia.
Con Sabina al Senato, Heidi Giuliani, madre Carlo, ucciso dal G8 nel 2001. Ucciso ancora mille volte da un processo negato.
La Margherita di oggi vola più basso e plana su Zara, bersaglio paziente, eroe vittorioso lo scorso autunno, vittima di rutelliani e prodiani che si contendono i posti disponibili. Generoso nel cedere il passo alla Camera a Tanini e a Romolo Benvenuto ex verde "che ha fatto il salto nella Margherita" ed è molto apprezzato da Massimiliano Costa.
Poi Mussi, Orlando, Pinotti, Zunino ancora ds, e seggi.
La mente si impantana nel comprendere posizioni, preferenze, e motivazioni. I tecnicismi diventano illeggibili e faticosi come le postille di un contratto assicurativo. E il 9 aprile bisogna firmare. Ma si tratta appunto di una polizza. Contro il furto. Del nostro paese.
(Giulia Parodi)


  Velina/1
INFORMAZIONI RISERVATE
SULLA CARIGE
Repubblica 19 gennaio 2006 spiega con l'entusiasmo che ci mette di solito quando parla della Carige come vengono amministrati i soldi della Fondazione Carige: palazzi, obbligazioni, e partecipazione azionarie nella banca Carige (ovviamente!) che in questo modo si riprende i soldi che lo statuto vorrebbe fossero destinati ad investimenti nel sociale e nella cultura. Così la Fondazione resta lo strumento di controllo della Carige che in realtà usando la Fondazione come cassaforte delle sue azioni evitare di vederle finire sul mercato con il rischio per il gruppo dirigente locale di perdere il controllo della banca. Alla faccia dei liberali, dei riformisti, della legge Ciampi e di quanti pensano che almeno un po' più di trasparenza non ci starebbe male. Specie dopo che le indagini hanno chiarito come Carige sia stata nell'ultimo anno "crocevia delle scalate bancarie" dei vari Fiorani, Billé, Ricucci e compagnia (Sole 24 ore 16 febbraio scorso). Quanto va le il patrimonio della Fondazione Carige, si chiedeva Repubblica? Almeno un miliardo e mezzo di euro, rispondeva Repubblica "secondo quanto aveva potuto ricostruire". Informazioni riservate? Chi lo sa. Di certo Repubblica sembra avere con la Carige di Berneschi un qualche canale preferenziale. Osservare ad esempio Repubblica 22 febbraio 2006, spalla di prima pagina, "La banca dei due mari Carige sbarca sull'Adriatico". Lo scoop annuncia l'acquisto - da parte di Carige - della Cassa di risparmio di Fermo, 70 sportelli, 400 dipendenti. "Lo sbarco in Adriatico pianificato nella massima riservatezza dai vertici del gruppo guidato da Berneschi" è ormai in corso, annuncia Repubblica orgogliosa di essere la prima a dare la notizia grazie a sue fonti riservate. A fonti ufficiali fa invece riferimento "Il Resto del Carlino" dello stesso 22 febbraio 2006. "La Fondazione della Carifermo (che ha il controllo della Cassa di risparmio di Fermo) ringrazia Carige per l'interessamento ma fa s apere che non intende cedere il controllo dalla banca. Non ci sarà alcuna trattativa" con "l'istituto di credito ligure, che già controlla numerose Casse minori nell'Italia centro-settentrionale e che ha avuto un ruolo non secondario nei tentativi di scalata ad Anton Veneta e Bnl". Domanda: chi avrà fatto davvero lo scoop? Repubblica annunciando l'acquisto o il Resto del Carlino negandolo? La risposta alla prossima "velina".
(Manlio Calegari)


  Velina/2
QUEGLI INNOMINATI
OSPITI DELL'OPUS
Repubblica e Secolo del 19 febbraio scorso hanno dedicato uno spazio di attenzione a Massimo Introvigne, "avvocato, sociologo, docente universitario alla Pontificia università della Santa Croce in Roma, esperto di Islam, terrorismo e massoneria, fondatore e direttore del Cesnur (Centro studi sulle nuove religioni) che il giorno precedente aveva inaugurato l'anno accademico alla "Residenza Universitaria Le Peschiere" il centro di formazione che l'Opus Dei possiede nel quartiere di Albaro. Ad ascoltarlo una "nutrita platea di personaggi in vista della città". Introvigne, che ha dedicato la sua prolusione ai rapporti tra la Turchia e l'Europa, è autore di centinaie di pubblicazioni e articoli, sull'universo mondo, e collabora con "Il Giornale" e "La Padania". Nel corso della manifestazione ha approfittato per spiegare che il rischio di avere Diliberto al governo (che ha fatto "l'apologia dei delinquenti") è superiore a quello che si corre tenendoci Cald eroli. Ha inoltre spiegato i rischi della costruzione della Moschea a Genova perché lui sa bene come l'Islam concepisca queste iniziative "come la conquista di un territorio straniero". Quanto all'Opus Dei, chi ha presentato Introvigne al pubblico presente ha detto che si tratta di organizzazione che non nasconde nessun segreto (nda, anche se non ha mai fornito l'elenco dei suoi aderenti), che è "una realtà apostolica e santa" e che Genova è orgogliosa di questa presenza. All'interesse della stampa locale per il modesto avvenimento non è estraneo il peso rilevante che l'Opus Dei ha a Genova grazie ad adepti e fiancheggiatori di prestigio come Lorenzelli, presidente della Fondazione Carige e consigliere della fondazione Gaslini, il cardinale Bertone e molti di quei "personaggi in vista della città" presenti alla esternazione di Introvigne di cui però i giornali non sono stati in grado di fornire neppure un nome avendo limitato il loro compito a diffondere la velina diffusa dai fans dell'Opus.
(Manlio Calegari)
[

  Scienza
FARE RICERCA SOLO
PER FARE CASSA?
Dal 2002 al 2005 i finanziamenti destinati agli enti pubblici sono stati ridotti del 20% denuncia l'Osservatorio sulla ricerca (www.osservatorio-ricerca.it). Prima del governo Berlusconi - sostiene Lucio Bianco, ex presidente del Consiglio Nazionale della Ricerca (Cnr) - la ricerca italiana era rispettata all'estero. Oggi rischiamo di essere tagliati fuori dell'Europa che conta, visto che il governo si è opposto alla costituzione del Consiglio europeo delle ricerche (Federico Ungaro, l'Unità, 10 febbraio 2006).
Invece, per il presidente attuale del Cnr, Fabio Pastella, siamo nel migliore dei mondi. Alle critiche e alle resistenze alla riforma del Cnr voluta dal ministro Moratti e in particolare a quelle indirizzate all'adozione di una struttura verticistica di tipo aziendale, Pastella risponde che è proprio quello che voleva: "La ricerca non vive di soli articoli da pubblicare sulle riviste scientifiche. Quando sono venuto qui, il Cnr andava bene come produzione scientifica, ma il suo impatto era basso. Credo invece che bisogna guardare di più il mercato e ai bisogni individuali e collettivi" e lancia un chiaro "messaggio nella bottiglia" a chi tra qualche mese governerà il paese e potrà mettere bocca sulla vita degli enti di ricerca italiani. Oggi, finalmente il nuovo Cnr è a regime e credo che ci si debba fermare qui, perché questo ente non potrebbe sopportare nuovi cambiamenti" (Sole 24 ore, 19 febbraio).
Siamo quindi avvisati. In Liguria sembra che il messaggio del presidente del Cnr sia stato raccolto ancor prima di essere lanciato. La bozza di legge-quadro su ricerca, innovazione, università e alta formazione preparata in Regione da Massimiliano Costa, sembra infatti all'insegna (c'era da scommettere) di una parola d'ordine: sinergia. Secondo Il Sole 24 ore (8 febbraio 2006) la legge "intende valorizzare ricerca e innovazione come principale motore della strategia di sviluppo ligure, scommette sull'universo accademico, come primo diffusore di conoscenze rispetto al mondo produttivo…Un programma che "va dagli incentivi per lo sviluppo di imprese high-tech e consorzi fra aziende con finalità di ricerca, all'organizzazione di eventi di comunicazione per dare risonanza ai risultati dei progetti". Compresi naturalmente parchi tecnologici, incubatori d'impresa, consorzi, imprese attivi nella ricerca, e chi più ne ha più ne metta. Silenzio, almeno pare, sulla ricerca di base.
Mentre l'Italia è spinta sempre più in giù nelle graduatorie internazionali sullo stato della ricerca, i fondi destinati alla ricerca scientifica, che continuano ad assottigliarsi, vengono distribuiti con criteri che tendono a penalizzare la ricerca di base. L'accento è messo sulla ricerca applicata nella speranza di fare quadrare i conti e di fare rapidamente ripartire i meccanismi dell'innovazione e della competitività. Si dimentica il valore strategico della ricerca di base, difficilmente riportabile a uno schema di ritorni di cassa sicuri e immediati e che il mondo moderno discende da Einstein, Pauli, Dirac, Haisenberg, Fermi, non da Bill Gates. Contro tutte le apparenze. Ma non importa: la parola d'ordine (o magica), sappiamo, è sinergia.
(Oscar Itzcovich)


  Memoria G8
MA CHI HA SPARATO
DAL DEFENDER?
"Chi non vuole ricordare il passato è condannato a riviverlo." E allora bando alla pigrizia e sforziamoci di ricordare, anche se fa male o dà fastidio.
Al processo per gli avvenimenti di venerdì 20 luglio 2001 in piazza Alimonda, è di scena la presenza sulla jeep di un carabiniere di nome Dario Raffone. E' venuto a testimoniare per l'accusa contro venticinque manifestanti accusati di devastazione e saccheggio, e dal suo interrogatorio sono emersi particolari interessanti. E' opportuno intanto segnalare che il suo nome compare, nei verbali degli interrogatori effettuati subito dopo l'uccisione di Carlo, soltanto alle 12.30 di sabato 21 luglio. La sera del 20, nessuno dei suoi colleghi e dei suoi superiori ne conoscono il nome. Eppure non è certo un personaggio secondario, dal momento che ha un'anzianità di servizio superiore a quella di Placanica e che anche lui è fatto salire sulla jeep, così hanno detto, per le condizioni di salute in cui si trovava.
Al processo è protagonista di dichiarazioni molto interessanti. A precise domande degli avvocati della difesa e di un giudice a latere, ha risposto ribadendo che al momento degli spari lui si trovava sul fondo della jeep, schiacciato fra i sedili (sul defender sono a due a due gli uni di fronte agli altri, perpendicolarmente al posto di guida). E che, manco a dirlo, le due mani evidenti in molte fotografie, la destra delle quali impugna la pistola, non sono le sue. Nelle stesse fotografie si vede chiaramente un occupante che ha entrambe le mani sulla testa, quasi a proteggersi le orecchie (sicuramente intronate dagli spari), ed è rivolto verso il posto di guida, con il corpo sopra un altro occupante al centro della jeep, del quale si vedono con chiarezza la mano destra armata e la gamba destra piegata con lo scarpone appoggiato dall'interno al portellone posteriore. Dove è seduto il proprietario di questa gamba e di quelle mani, nel vuoto? Sicuramente no, potrebbe essere quasi sdraiato su Raffone, che, come ricordato, dichiara di essere stato schiacciato sul fondo della jeep da Placanica che era rimasto sopra "per proteggerci" (il plurale è di Raffone). Ma allora, oltre all'autista, dovrebbero essere in tre nel retro della jeep e in questo caso a sparare non dovrebbe essere stato Placanica. Lui stesso, d'altronde, lo ha dichiarato in più di un'occasione: "Non sono certo di essere stato io."
Una ragione in più per considerare l'archiviazione lo strumento meno adatto ad accertare la verità, dal momento che ha impedito un dibattimento con l'interrogatorio e il confronto fra i vari protagonisti. Una ragione in più per ottenere la riapertura del caso (http://www.piazzacarlogiuliani.org/pillolarossa).
(8 - continua))
(Giuliano Giuliani)


 
QUANT'E' DURO IL DOVERE
DI MANDARE A CASA B.
La notizia dell'estromissione di Zara dalle candidature delle prossime elezioni (Repubblica, 25 febbraio 2006), fa pensare all'affermazione di Brecht: "Ogni delusione è il frutto di una errata valutazione". Nel caso specifico l'adesione del senatore, dopo l'elezione, alla Margherita.
Ma poi la serenità con cui risponde "L'importante non è la persona ma il progetto" e la contestuale notizia che indica quale sottosegretario di un governo ancora da eleggere il consigliere regionale Monteleone, pure escluso da possibili candidature, fa pensare a una onorevole composizione, in sede romana, magari con altre contropartite.
Non che l'assegnazione di una delega di peso al ligure Monteleone non sia meritata. Anzi i genovesi possono proporlo per la ristrutturazione dei fortilizi del Lombardo-Veneto, visto il successo da lui conseguito nel ripristinare i forti di Genova, adeguatamente supportato da fondi comunitari e da campagne sulla stampa locale.
E' vero: il "progetto" di mandare a casa chi ci ha "sgovernato" in questi cinque anni assume le caratteristiche di un impegno civile, ma le candidature affastellate e le relative metodologie di scelta (imposte dalla nuova legge elettorale) tolgono molte speranze su un effettivo cambiamento nella gestione della cosa pubblica e sull'abrogazione di molte leggi ad personam recentemente varate dalla C.d.L.
Unica consolazione, lontano dalle concioni elettorali di questi giorni, si può avere leggendo ed ascoltando Edoardo Sanguinetti, non certo extraparlamentare né girotondino, ma uomo di cultura e grande maestro. Nella presentazione delle "Conversazioni sulla cultura del ventesimo secolo" (Teatro della Corte, 23 febbraio) ha definito Bush, per la menzogna sulle armi di distruzione di massa, per Abu Grahib, per Guantanamo ecc. un terrorista. Ma forse questa opinione non deve essere diffusa, siamo in campagna elettorale, certi argomenti potrebbero turbare il clima da Porta a Porta del Bel Paese. Solo al Cavaliere ed ai suoi è consentito dissacrare verità e istituzioni. Agli altri, a partire dai giudici, si raccomanda "Siate ed apparite imparziali".
(Vittorio Flick)


  Cultura
PERA NON SA QUANT'E' BUONO
IL CUS CUS COI TORTELLINI
Tant'è il Vespa lecchino puntualmente ritorna sul XIX, nascosto in ultima pagina, perché quelli come me comprino il giornale e trovino poi la sorpresa, con le sue analisi sul Cavaliere & soci. Quando il nostro compare in TV basta un clic del telecomando per cancellarlo o per non incrociarlo zappinando su Porta a Porta. Ma se ve lo trovate sul giornale della vostra città, o per la curiosità di vedere fin dove arriva la sua nullità, o perché il momento che stiamo attraversando richiede attenzione critica a tutto quello che la Cdl sta propinando agli italiani per convincerli a votare per il Cavaliere, finite, ahivoi, per leggerlo. Uno dei suoi ultimi interventi era dedicato a quel Pera che Berlusconi ha fatto diventare la seconda autorità dello Stato, con quali conseguenze tutti sappiamo. Il Vespa partendo dal libro "Senza radici" scritto a quattro mani (due delle quali sue?) dal Presiedente del Senato, illustra il progetto del Movimento per l'Occident e, con cui Pera indicherebbe una "terza via" tra gli estremismi di Calderoli e gli oltranzisti del dialogo, che, guarda caso, è quella seguita dal governo Berlusconi.
E qui l'opinionista cade in deliquio quando dà la notizia che il progetto Pera avrebbe l'appoggio incondizionato del Vaticano, di Comunione e Liberazione e consensi trasversali a tutte le componenti della Casa delle Libertà. Se non sbaglio il progetto arriva da quel Pera che tempo fa si era schierato contro i meticciamenti della nostra società, come se le radici degli europei fossero così pure e tanto giudaico-cristiane da correre il rischio di inquinamento da chiunque arrivi e mescoli le sue con le nostre. Ora non ci sarebbe di che meravigliarsi se queste idee venissero dai leghisti, ma da un "vecchio liberale" con un minimo di cultura generale e critica, com'è Pera, francamente lasciano quanto meno perplessi.
Il Presidente del Senato dovrebbe trovare il tempo e la pazienza di leggersi il libretto di Marco Aime, edito da Einaudi, dal titolo Eccessi di culture, in cui l'autore conclude i suoi gustosi ragionamenti sullo specchietto per le allodole costituito da culture e radici, con un aneddoto da manuale sul cus cus. Racconta Aime, per averlo sentito da don Piero Gallo, parroco di San Salvario, quartiere di Torino con molti immigrati maghrebini, che le maestre di una scuola materna decisero un giorno di preparare il cus cus. "Hanno cercato la ricetta "originale" per cucinarlo secondo la tradizione. I bambini erano contenti. Poi una maestra ha chiesto a un piccolo marocchino: "Ti piace?" "Si". E" come quello che fa la tua mamma?" "Quello di mia mamma è più buono perché mette uno strato di cus cus e uno di tortellini, uno di cus cus…"
Ed ecco la conclusione dell'autore di "Eccessi di culture": "Negli anni Venti Roberto Lowie, celebre antropologo americano, sosteneva che la cultura era un insieme di "toppe e stracci": oggi quel bambino di San Salvario ha forse disegnato con le sue parole un'altra bellissima metafora della cultura."
(Giovanni Meriana)


  Miti
MA E' UN SACRILEGIO
SPEGNERE LA FIAMMA?
una bandiera del movimento antiTAV ha sfiorato il tedoforo e relativa torcia. I commenti: "minacciata la fiamma di Olimpia (sul punto di spegnersi!)" grave colpo d'immagine e sdegno da parte di tutti (compresi alcuni portavoce del movimento antiTAV).
Mentre vedevo tale ondata di apprensione per i sacri valori olimpici mi sono ricordato di un fatterello accaduto proprio a Genova poche settimane addietro in occasione del passaggio della medesima fiamma: le proteste in via XX settembre (anche lì antiTAV e "no global" come si usa dire) avevano bloccato il corteo festante e il tedoforo era stato fatto accomodare in una macchina dal comitato organizzatore, con la fiaccola - ovviamente - spenta, per percorrere in sicurezza qualche centinaio di metri e riprendere poi la sua corsa superati i manifestanti e riaccesa la fiaccola. I commenti di allora (sui medesimi TG della RAI) avevano rassicurato tutti sul fatto che la fiamma sacra di Olimpia in realtà non era stata spenta poiché custodita in una lanterna chiusa alla quale la fiaccola del tedoforo veniva alimentata... Insomma mi chiedo chi racconta storie, la fiamma è spenta o è accesa?
(Giovanni Daniele))

PS Per una puntuale verità dell'informazione, va anche detto che nel coro di peana olimpici, la Rai non ha mancato di ricordare, grazie alla voce di qualche giornalista dotato di memoria storica, che il mito della fiaccola portata dal tedoforo fu rispolverato dal nazismo con le Olimpiadi di Berlino 1936, per cu i la minaccia alla sacralità del gesto millenario sembra tutta da discutere…


  Il progettista replica
CONTARE FINO A TRENTA
PRIMA DI DIRE MOSTRO

Dall'autore del contestato progetto di autosilo a Ponte Caffaro riceviamo:

Circonvallazione a Monte è stata concepita non tanto come arteria atta a smaltire il traffico attorno al centro antico, ma piuttosto come asse portante dell'espansione edilizia ottocentesca collinare e nel tempo è diventata una delle strutture più caratterizzate e qualificanti dell' intera città. Si sviluppa in modo pianeggiante grosso modo lungo una quota di livello compresa tra gli 80 ed i 100 mt. sul livello del mare; da Piazza Manin ai giardini di corso Ugo Bassi e incontra lungo il suo percorso alcuni rii e vallette:
In tutti i casi la soluzione adottata dagli urbanisti dell' epoca per gli attraversamenti è stata il riempimento della valletta con alti muri a valle e con terrapieni a monte destinati a slarghi, piazze e sistemazioni a verde .
L' unica eccezione alla regola è costituita dall' attraversamento della valletta di Via Caffaro realizzato con l'omonimo ponte costruito in mattoni e decorato con elementi di granito.
La soluzione con un ponte che scavalca la valletta è stata una scelta quasi obbligata volendo collegare viabilmente il centro storico con i nuovi insediamenti collinari, considerato il forte dislivello esistente tra Piazza Portello e la Circonvallazione stessa.
Una soluzione di viabilità ingegneristica ma al tempo stesso monumentale e che ha valenza di fondale della Via Caffaro con effetto scenografico simile a quello dei fondali di Via Palestro e Via Pertinace.
- In questa ottica tuttavia da sempre il fossato di risalita (oggi Passo Caporale Barsanti) retrostante il ponte, non ha avuto particolare dignità architettonica.
Premesso che il nuovo autosilo in corso di ultimazione è stato considerato il migliore rispetto ad altre sette proposte in termini di qualità architettonica e minor impatto ambientale, esso aiuterà a risolvere, purtroppo solo parzialmente, (assieme ad altri già realizzati o previsti) un problema gravissimo e molto sentito di carenze di parcheggi.
Il nuovo servizio è stato realizzato comunque nell' ottica che, come si è precedentemente analizzato, era quella dei pianificatori ottocenteschi e in particolare:
- Il riempimento dei vuoti a monte dei muri di terrapieno della Circonvallazione con sistemazione delle superfici a verde.
Infatti le coperture del parcheggio saranno sistemate a verde caratterizzato da arbusti, cespugli, piante ricadenti e con pergole ombreggianti ricoperte da rampicanti.
- Le sistemazioni a terrazzata dei muri di contenimento a valle. Infatti i terrazzi di copertura del parcheggio sono degradanti verso gli edifici di Via Cancelliere in modo da diminuire l'ingombro delle visuali (comunque molto al di sotto dei profili degli edifici esistenti).
- La nuova costruzione è distaccata dal muro di sostegno di Via Acquarone come accade per gli edifici ottocenteschi sottostanti la Circonvallazione a monte (Corso Paganini, Corso Firenze, Corso Armellini, Corso Solferino ecc) che nascondono alla vista i muri a valle (forse ancora più importanti di quelli di passo Barsanti in quanto visibili dall' intera città).
- Il progetto prevede che le facciate siano rivestite in cotto dell'Impruneta con archi ribassati in analogia al fronte in mattoni di ponte Caffaro ed agli archi sottostanti Via Acquarone , come da suggerimento degli uffici della Soprintendenza.
- Detti Uffici sono stati interpellati, pur in assenza di un vincolo specifico, proprio per avere indicazioni e suggerimenti al fine di elaborare una soluzione che possa avere la stessa dignità architettonica dei circostanti edifici ottocenteschi.
- Cosa che palesemente non può essere oggi giudicata con l'edificio in fase di completamento e con lo scheletro strutturale ancora in vista.
(Lionello Calza)


  Città
PONTE CAFFARO
SE NON FOSSI INCATENATO…

A Genova un esteta disperato
si arrovellava confuso ed umiliato:
ho diffuso libelli
ed inutili appelli
ma forse, se mi fossi incatenato…


 

(Paola Pierantoni)

 

 

 

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APPELLO

Cari amici,

da una mail, vi 'rimbalzo' questo appello...Appello per la legge sui beni confiscati alle mafie

http://www.libera.it/index.asp?idpagine=544

SALVIAMO LA LEGGE SUI BENI CONFISCATI ALLE MAFIE!!

La legge Rognoni - La Torre, che consente da oltre vent'anni di aggredire le ricchezze accumulate dalle mafie nel nostro Paese, è in pericolo. Rischia di essere approvato dal Parlamento, infatti, un disegno di legge che tra i molti aspetti discutibili prevede la possibilità di revisione, senza limiti di tempo e su richiesta di chiunque sia titolare di un "interesse giuridicamente riconosciuto", dei provvedimenti definitivi di confisca. In nome di un malinteso garantismo, insomma, si compromettono definitivamente il lavoro e l'impegno di quanti, dalle forze dell'ordine alla magistratura, dalle associazioni alle cooperative sociali, sono oggi impegnati nella difficilissima opera di individuazione e riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Nessun provvedimento di confisca, di fatto, sarà mai definitivo. Nessuna assegnazione di beni confiscati avrà un futuro certo. Altri avrebbero potuto essere gli strumenti con cui risarcire, anche dal punto di vista economico, eventuali vittime di errori giudiziari, sempre possibili, nell'iter che va dal sequestro preventivo dei beni alla loro definitiva confisca. Se dovesse essere approvato, invece, quanto previsto dal comma 1 lettera "m" dell'art. 3 del disegno di legge AC 5362 recante "Delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di gestione e destinazione delle attività e dei beni sequestrati o confiscati ad organizzazioni criminali", tutti i beni confiscati (dai terreni coltivati da coraggiose cooperative di giovani agli immobili trasformati in sedi di servizi sociali o in caserme delle forze dell'ordine, solo per fare alcuni esempi) finirebbero in un limbo di assoluta incertezza. Ovvero esattamente il contrario di quanto sarebbe necessario oggi. Le mafie, infatti, hanno da tempo affinato i meccanismi con cui riciclano i proventi delle loro attività illecite e nel nostro Paese si registra, negli ultimi anni, una consistente flessione del numero di beni confiscati. Una situazione che richiede normative efficaci e scelte concrete in grado di far crescere la fiducia di chi è impegnato ogni giorno nella lotta alle mafie. E' per queste ragioni che l'associazione Libera (che raccoglie più di 1200 associazioni nazionali e locali, scuole,cooperative) e i sottoscritti familiari delle vittime delle mafie, attraverso questo appello, chiedono un serio e approfondito ripensamento, in sede di dibattito parlamentare, del disegno di legge delega AC 5362, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di revisione dei provvedimenti definitivi di confisca, affinchè deputati e senatori di tutte le forze politiche sappiano trovare la giusta misura, il corretto equilibrio tra la tutela dei diritti di chi subisce i provvedimenti di confisca dei beni e la necessità di sottrarre alle organizzazioni mafiose gli immensi patrimoni che accumulano ogni anno, nell'illegalità e nel sangue. Trasformando questi beni, come sta avvenendo faticosamente oggi, in segni tangibili di legalità e giustizia.

Per aderire all'appello:

email: libera@libera.it

Tel. 06/69770301

Fax 06/6783559

Hanno gia' aderito:Luigi Ciotti, Giuseppina La Torre, Rita Borsellino, Giovanni Impastato, Claudia Loi,

Edna Cosina, Daniela Marcone, Viviana Matrangola, Debora Cartisano, Margherita Asta,

Maddalena Rostagno, Monica Rostagno, Elisabetta Roveri, Dario Montana, Paolo Siani, Stefania Grasso, Angela Grasso, Rosalba Beneventano

Le coperative e le associazioni che gestiscono beni confiscati alla mafia:

Associazione Casa dei Giovani, Coop. Lavoro e Non Solo, Coop. NoE, Coop. Placido Rizzotto

Coop. Valle del Marro, I dipendenti della Calcestruzzi Ericina (azienda confiscata alla mafia nella provincia di Trapani)

All'appello hanno inoltre aderito molte associazioni nazionali: Arci, Associazione italiana per l'agricoltura biologica, Avviso Pubblico. Regioni e enti locali per la formazione civile contro le mafie, Antigone, Associazione Beati costruttori di pace, Associazione Rete Fattorie sociali, Auser, Centro turistico giovanile, CGIL, Cipax, CISL, Conapi, Consorzio italiano di solidarietà, Conferenza nazionale volontariato e Giustizia, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, Federazione nazionale Giovani Comunisti, Federazione antiracket e antiusura italiana, Fondazione Antonino Caponnetto, Federazione universitaria cattolica italiana, Gruppo Alce Nero Mielizia, Gruppo Abele, Legambiente, Magistratura democratica, Mutua Studentesca, Psichiatria democratica, Pax Christi Italia, Peace Games, Sinistra Giovanile, Silp Cgil, Tavola della Pace, UIL, Unione italiana sport per tutti, Unione nazionale salute mentale, Unione sportiva Acli.

Hanno fatto sentire il loro sostegno anche gli enti locali impegnati nella gestione di beni

confiscati: il Consorzio Sviluppo e Legalità della provincia di Palermo, che raccoglie i comuni di Corleone, San Giuseppe Jato, Monreale, Piana degli Albanesi, Camporeale, Roccamena, San Cipirello, Altofonte, il Consorzio Sole - Cammini di legalità della Provincia di Napoli, che raccoglie i Comuni di Marano, Pomigliano d'Arco, Giugliano in Campania, Casalnuovo, Portici, Pollena Trocchia, Castellammare di Stabia, San Giorgio a Cremano, Afragola, il presidente della Regione Puglia, i sindaci di Alcamo, Colle Val d'Elsa, Bologna, Ottaviano, Favara, Palma di Montechiaro, Pianoro, Mesagne, Martignano, Siculiana, Capraia e Limite, Partinico.

E ancora scuole, circoli didattici, singoli insegnanti, magistrati, tantissimi cittadini e cittadine che hanno voluto sostenere le proposte di Libera

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salviamo la costituzione
Sul sito http://www.salviamolacostituzione.it/articolo.asp?articolo=119   è pubblicato l'elenco dei tavoli per la raccolta firme a favore del referendum contro il progetto di riforma della II parte della Costituzione. 
PS per firmare occorre essere muniti di un documento d'identità 
Giuliano 
PS: e in provincia che si fa?

Savona, 14 Dicembre 2005

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COMITATO AMICI DELLA VAL NEVA

CONTRO L'AUTOSTRADA ALBENGA-GARESSIO-CEVA

comitatovalneva@libero.it

Il giorno 19/08/2005 si è costituito in Castelvecchio di Rocca Barbena il "Comitato Amici della Val Neva". Ne fanno parte associazioni culturali, economiche, di categoria e del territorio, associazioni ambientaliste, forze politiche e singoli cittadini. Scopo del Comitato è quello di contrastare la costruzione della bretella autostradale Albenga-Garessio-Ceva, la quale, se realizzata, arrecherebbe a questa valle un danno ambientale e paesaggistico irreversibile. Verrebbe altresì compromesso l'equilibrio del sistema ambientale protetto del "Poggio Grande" e delle valli limitrofe (Pennavaire, Pollupice ed Arroscia) e, sull'altro versante, della Val Tanaro.

Ci auguriamo che siano evidenti a tutti i gravi problemi, a fronte di pochissimi vantaggi, che si creerebbero in un potenziamento viario scriteriato e che le nostre preoccupazioni diventino patrimonio di opposizione e di proposizione comuni in tutti i livelli istituzionali: partiti, associazioni ambientaliste, abitanti residenti, agricoltori, allevatori, albergatori, ristoratori, piccoli commercianti, proprietari non residenti, turisti, artisti, ambientalisti di queste valli - Neva, Pollupice, valli Arroscia, Pennavaira, Bormida e val Tanaro.

Chi intende aderire al Comitato può compilare la scheda di adesione. Scaricala QUI ed inviala all'indirizzo di posta elettronica: comitatovalneva@libero.it
Per il Comitato  Roberto Albertini
Marco Piombo

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