Problema posteggi in centro

SAVONA MERITA DI PIU'

Sono, penso come tanti, disgustato dai politici savonesi (ora mi limito a qualche commento sulla maggioranza, ché della minoranza non s’hanno tracce).

Credo che prima di tutto manchi il senso del ridicolo. L’assessore Caviglia (che pure non è alle prime esperienze politiche) afferma che non è vero che il Comune perda posteggi, citando l’esempio del Priamar: “Abbiamo limitato i danni, recuperando 90 posteggi” [a pagamento, guarda caso] “sui 300 perduti”. Bisognerebbe, nella stessa proporzione, ridurgli lo stipendio (per esempio, da 3.000 a 900 euro)!

Su piazza del Brandale, a fronte della perdita di 140 posteggi, l’emerito socialista aveva dichiarato di recuperarne subito 45 nella “nuova” piazza, sul lato verso via Pietro Giuria. Tanti ne erano disegnati sulle carte progettuali. Ora, malgrado la piazza sia stata stranamente “allargata” verso via Gramsci (il cordolo esterno, forse per un errore di realizzazione, arriva quasi a metà della corsia di svolta verso via Pietro Giuria) i parcheggi tracciati sono solo 35 (la differenza di 10 su 45 è il 22% in meno!), l’accessibilità di molti di essi sembra problematica e pare che 5 o 6 debbano presto essere sacrificati per far spazio all’autonegozio di abbigliamento (che ovviamente ha i suoi buoni diritti). Alla mia contestazione dell’errore, il predetto replica che trattavasi di stima. Guarda caso, l’errore era in eccesso, e poi, l’assessore ai lavori pubblici e viabilità, dopo aver consultato gli esperti e con le carte alla mano, non dovrebbe sbagliare del 22%!

Da ultimo, poi, ha proclamato la volontà di recuperare, in compensazione di quelli persi in piazza del Brandale, posti nella Calata di via Gramsci. Ad una mia pubblica richiesta di precisazioni (la calata è da anni che è tutta adibita a - stretti - parcheggi), col tono insolente da “non disturbate il manovratore” tipico di questa giunta, risponde su La Stampa che i nuovi posti sono sul lato mare, e si attende la revoca del divieto da parte della Capitaneria. Vedremo se i nuovi posteggi ci saranno, quanti saranno, quando e soprattutto per quanto tempo: il progetto in via di attuazione prevede camminamento, palme e panchine ... .

Intendiamoci: non sto affermando che i posteggi siano un diritto od una priorità: è questione di scelte. Se l’Amministrazione vuole può toglierli tutti dal Centro città: valuteranno gli elettori. Quello che trovo inaccettabile è il mascherare le cose: sapendo di non avere seguito (o di rischiare di non averlo), si tolgono i parcheggi proclamando d’averli aumentati. Caro assessore, come diceva Totò (almeno lui faceva ridere): “Ma ci faccia il piacere”!

Che dire poi del vicesindaco Lirosi? Lui sì che è un politico navigato. All’emergere delle proteste per il problema posti auto, ha convocato una bella riunione di giunta chiedendo a Caviglia di relazionare (chissà che intenso dialogo). Era sorpreso, poverino: i savonesi protestano, le elezioni incombono... Che incubo! Ma quando si sono prese queste improvvide iniziative, lui dov’era? Cosa ne pensava? Non mi sembra fosse all’estero!

Di tutta questa storia sconcerta la mancanza di preventivo coinvolgimento dei cittadini, l’astrattezza di chi decide in fretta e per conto suo.

E non è finita: come accennavo, ancora non si dice quanti saranno (tra palme e fascia pedonale) i parcheggi in meno sulla Calata (nei disegni dei progettisti si vedono rare macchinine). Si tace sulla totale cancellazione di circa 30 posti da piazza Della Rovere (palme ovunque, aiuola centrale e due sensi di traffico, dei quali quello verso l’Aurelia non ha spiegazione alcuna, posto che via Orefici è prevista a senso unico verso piazza del Brandale). Si tace sulla (sicura) riduzione di posti auto nella zona tra terrazzette ed Italsider, probabilmente per non suscitare l’attenzione sull’ecomostro, graziosamente chiamato “Crescent”, da otto piani, in imminente realizzazione (al fianco, il Priamar sembrerà una cosuccia). 

Il progetto Panissa & Champagne (qualcuno deve aver festeggiato molto, dati i prezzi), avviato in fretta e furia, ha un costo impressionante: 2.800.000 euro + IVA (oltre sei miliardi di lire) d’appalto per la sistemazione superficiale d’una area d’estensione tutto sommato modesta!  Si è in pratica deciso di spendere tanti soldi per togliere posteggi.

Ora è di tutta evidenza che coniugando iniziativa privata e la montagna di soldi così mal stanziati, si potevano realizzare prima posteggi interrati e poi preziosamente lastricare piazza del Brandale. All’assessore che aveva paura (scavando) di trovare anfore, qualche archeologo potrebbe spiegare che, nell’ipotesi, è meglio trovarle e recuperarle che preventivamente coprirle (con una bella colata di cemento, per di più a carissimo prezzo).

Si diceva che bisognava iniziare in fretta per non perdere contributi. Ora che in fretta si è iniziato nulla vietava di sospendere un poco i lavori ed esaminare la fattibilità (in loco, piazza del Brandale, a Savona, non a Montecarlo, come lo stesso vicesindaco ricorda) d’un parcheggio sotterraneo, magari in parte privato ed in parte pubblico. Ma la giunta comunale non ha questo coraggio.

Scopriranno i posteri, dopo aver (molto) costosamente sistemato palme, pensiline, panchine, luci e gradoni, che un posteggio interrato è più utile vicino all’Aurelia ed ai margini della zona pedonale, che non sotto le scuole di via Verzellino.

Davvero Savona merita di più.


Paolo Bossi

 


 

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