Stranieri a Savona e ad Albenga, tra statistica e futuro
questa settimana ho deciso di compiere un’indagine statistica sulla presenza degli stranieri ad Albenga, sul loro numero, la composizione delle loro famiglie, lo stato di provenienza, la loro occupazione e via dicendo. Poi ho pensato bene di allargare l’esplorazione anche a Savona
di
Giuliano Falco

 

A proposito, anche se non ho molta simpatia per la persona, ho letto uno scritto di Adriano Sofri, pubblicato su Nigrizia, che inizia con la seguente frase: “Stranieri e di casa. Ovunque”: la trovo bellissima. E, soprattutto molto adatta per iniziare un pezzo come questo. Anche perché in questa settimana ho deciso di compiere un’indagine statistica sulla presenza degli stranieri ad Albenga, sul loro numero, la composizione delle loro famiglie, lo stato di provenienza, la loro occupazione e via dicendo. Poi ho pensato bene di allargare l’esplorazione anche a Savona, ben conscio del fatto che il mondo dell’immigrazione è molto diverso nonostante la vicinanza tra e due città.

Premetto di non essere una mente matematica e di condividere l’opinione di George Bernard Shaw sulle statistiche, quando affermava che esistono tre tipi di bugie: le grandi bugie, le piccole bugie e le statistiche…

Comunque, ho messo da parte le mie difficoltà verso la statistica, ho rotto le scatole a due cordialissime impiegate dell’Ufficio Anagrafe (che ringrazio). In seguito ho  saccheggiato il sito dell’ISTAT e quello del Comune di Savona. Il risultato è che ho la testa piena di istogrammi, grafici a torta e percentuali…e la scrivania dove si trova il mio computer sommersa da appunti e tabelle.

Mi sono ripromesso di mettere ordine e di riuscire a trarre qualcosa di utile per il progetto originale che era quello di scrivere una storia dell’immigrazione ad Albenga. Ma già si pone un primo problema: quale immigrazione? Quella esterna, per cui persone di origine magrebina o balcanica (ma la composizione dei migranti è molto varia, come vedremo) o quella un po’ più antica (ma si fa per dire) interna, dei meridionali? Ancora giovedì scorso, al Convegno sui matrimoni misti tenutosi presso la Palazzina Lagorio del Campus Universitario di Savona nei giorni 18 e 19 gennaio –molto interessante, ma un po’ poco pubblicizzato), un’amica di origini meridionali, mi diceva che ricordava benissimo i cartelli che gli indigeni avevano premurosamente affisso sui muri del centro storico ingauno e che recitavano “vietato l’ingresso ai cani e ai terroni”…

In attesa di scrivere la storia dell’immigrazione, vorrei riportare solo alcune riflessioni su alcuni dati che immediatamente risultano rilevanti. 

Ma quanti sono?

Innanzitutto la reale esiguità dei numeri: ad Albenga, ad esempio, su una popolazione di 22.386 residenti all’Ufficio Anagrafe risultano (al 31/12/2005) 1238 cittadini stranieri (di ben 63 nazionalità diverse, dalla Thailandia al Nepal, dal Marocco all’Australia). Sorge spontanea una domanda: sono tutti clandestini o, ipotesi più realistica, siamo affetti da una sindrome da invasione trasmessaci dalla Lega? Al di là della battuta …di bassa lega…ammettiamo pure che qualche clandestino ci sia (a parte che vorrei che qualcuno mi spiegasse la differenza tra essere umano e clandestino), ma non penso che siano poi tantissimi…

Non solo. Per passare a Savona, troviamo 3169 stranieri su 61742 abitanti. Tra i primi, ben 374 hanno un’età compresa tra gli zero e i diciannove anni. Mancano ancora i dati analoghi per Albenga, che reperirò tra qualche giorno.

È vero che tra i migranti è spesso diffusa l’idea di tornare al proprio paese, dopo qualche anno di lavoro all’estero. Però, di solito, questo raramente avviene. Anzi, tra questi 374 ce ne saranno alcuni nati a Savona: infatti, 65 hanno un’età compresa tra gli zero e i quattro anni, 122 tra i cinque e i nove. Saranno loro a formare la seconda generazione, dopo quella immigrata. Per cui il loro paese sarà più l’Italia che quello dove sono nati i genitori. Che fare? Ovviamente la domanda è retorica. Occorre lavorare per creare davvero una società non multi ma interculturale, dove ci sia spazio per tutti e per ciascuno. Dove, invece di erigere barriere si costruiscono ponti (lo so che c’è chi dice che io parlo per slogan…pazienza: che legga qualcos’altro!). ad esempio, mi piacerebbe sapere le scuole come si sono organizzate, se utilizzano mediatori culturali, se hanno redatto un Protocollo d’Accoglienza (noi ad Albenga l’abbiamo fatto: se qualcuno ha interesse a leggerlo può ciccare su http://blog.libero.it/cst, lo spazio internet del Centro Scuola Territorio) e via dicendo.

Ma la scuola, per quanto importante non basta: cosa fa l’ Amministrazione Comunale? E l’ASL? E gli altri servizi? E i sindacati?

Dobbiamo prepararci per il futuro, prima che sia tardi…

Giuliano Falco 

PS Il Convegno di Studi “Il matrimonio: ordinamento italiano e diritto islamico” si è tenuto il 18 e il 19 gennaio u.s. presso il Campus Universitario di Savona ed è stato organizzato dalla Prefettura di Savona con il patrocinio dell’Università di Genova.

Ha visto la partecipazione di numerosi studiosi, tra cui Stefano Allievi dell’Università di Padova e Paolo Branca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Le relazioni sono  state tutte molto interessanti, soprattutto quella del professor Branca.

Spero che l’iniziativa rifletta un cambiamento nell’atteggiamento verso gli “altri”, che non vengano più visti come nemici da combattere, ma come strumento di conoscenza e autoconoscenza e, soprattutto opportunità di arricchimento reciproco.

 

Giuliano Falco ha un blog nel sito della comunità islamica ligure...www.comislamica.net

Un blog di servizio per il centro che ha costituito e che dovrebbe divenire del Comune e della Comunità ingauna...http://blog.libero.it/cst

E' nella redazione del centro risorse di...
...www.didaweb.net