|
Il veleno di Forza Italia sul candidato sindaco del
centrosinistra Federico Berruti. «Il suo programma, nelle
parti chiare e non generiche, è condivisibile - osserva
Emilio Barlocco, portavoce del partito - peccato che la
parte politica di riferimento di Berruti sia proprio quella
che ha creato gli scompensi che denuncia. Il suo
ragionamento sarebbe efficace e credibile se
l'amministrazione uscente fosse di centrodestra, oppure se
lui ne fosse oggi il candidato». In altre parole, caro
Berruti, hai sbagliato schieramento. Questo il pensiero
forzista.
All'indomani della presentazione della prima bozza
programmatica del centrosinistra, Forza Italia parte
all'attacco prendendo spunto proprio da quel documento. E
così Barlocco si chiede se l'aumento demografico auspicato
da Berruti arriverà attraverso un incremento
dell'immigrazione clandestina «che alcuni partiti del
centrosinistra tradizionalmente sponsorizzano».
E sul fronte del lavoro, la riflessione forzista è questa:
«E' facile parlare di innovazione e di creazione di poli
d'eccellenza. Intanto l'uscente amministrazione di
centrosinistra ha fatto esattamente il contrario, vedasi il
cambiamento di destinazione d'uso della Metalmetron».
Sul tema della casa, poi, Forza Italia osserva: «E' forse un
po' tardi oggi parlare di edilizia sociale, dopo che per
otto anni sono stati favoriti unicamente interventi edilizi
per ricchi». Il centrodestra inoltre non ritiene attuabili i
progetti di Berruti sul fronte della mobilità e
comunicazioni. «Il centrosinistra - afferma Barlocco - per
otto anni ha saputo soltanto eliminare parcheggi e
complicare la vita a chi si muove in auto. Come si può
credere in una inversione di rotta? Le buone intenzioni del
candidato si scontreranno sicuramente con la forza di chi,
all'interno della sua coalizione, vuole cose ben diverse».
Acqua e rifiuti: «Nulla da dire sulle intenzioni, se la
chiusura di Cima Montà non comporterà un'impennata dei costi
di smaltimento - afferma Forza Italia -. Ma come farà
Berruti ad imporre una soluzione diversa, tecnicamente
avanzata ed a basso impatto ambientale, se non scontrandosi
sanguinosamente con l'amministrazione provinciale,
politicamente a lui omologa, che favoleggia di soluzioni
notoriamente inefficaci?».
In coda un'altra spruzzata di veleno: «Poiché a sinistra non
sono mai i sindaci a comandare, ma le consorterie dei
partiti - sostiene Barlocco - che cosa possono realmente
aspettarsi i savonesi nel caso di una vittoria di Berruti?».
Un sindaco ostaggio dei Ds?
Anche il coordinatore regionale di Forza Italia, Enrico Nan,
analizza il programma di Berruti e afferma: «Ammettere che
la cittàè da cambiare, significa riconoscere le mancanze e
la cattiva gestione della sinistra. In pratica Berruti ha
fatto un'onesta autocritica, ma temo s'illuda di trovare
soluzioni in quanto dovrà fare i conti con i condizionamenti
della nomenclatura Ds. Per Savona - conclude Nan - credo sia
necessario un vero ricambio che faccia cessare gli interessi
di partito a scapito di quelli della collettività. Berruti
parla di cambiamento, ma non sarà messo nelle condizioni di
avviarlo. Non dimentichiamo, infatti, che la giunta
regionale è"Genovacentrica" e penalizza il Savonese».
Angelo Verrando
20/01/2006
|