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Le banche consigliano i box? Meglio con Barack Obama grazie ai forti sconti fiscali

Savonesi,imperiesi,liguri:investire negli Usa!

L’invito dello studio legale “Vivani&Marson”

A Genova, al Teatro della Gioventù, si è tenuto una convention di esperti (vedi a fondo pagina).

Tra i presenti molti big italo-americani. Da Charles Bernardini a Marco Rotondi. Riflessioni

di Guido Luccini


Nel nostro Paese c'è ancora danaro da investire. Le banche....lungimiranti, consigliano, anche in provincia di Savona, quale miglior investimento l'acquisto di BOX! Si, l'affannosa costruzione di case nelle cinture cittadine, senza un'accurata ricerca delle soluzioni necessarie per i centri, già progettati per le “carrozze”, ci conduce allo sfascio esistenziale poiché anche quando demoliamo “l'esistente” del centro, lo ricostruiamo nei profili a terra tal quale era prima, e, se l'automedicale non passa per una moto mal parcheggiata, pazienza!

L'entusiasmo dimostrato dagli Istituti di Credito per BOX ricavati nel sottosuolo delle nostre piazze di lontana memoria, convince immediatamente progettisti, impresari e (forse) gli acquirenti a dedicarsi a questa rituale trasformazione che, in oggi, purtroppo, la moderna tecnologia consente .

Il reddito modesto non ha importanza, vista l'assoluta necessità di un bene talmente raro che tende così a lievitare, nel suo valore, insieme alla svalutazione ! Altri investimenti vengono calorosamente sconsigliati tranne gelaterie, pizzerie, calzolai “last minute”, ostelli per la gioventù, o agriturismi, che però non garantiscono nessun tipo di reddito sicuro né aumenti di valore immobiliare.

Questa è la nostra situazione! In questo tragico contesto ci si presenta oggi un'alternativa: investire in America !

E Obama invece di comprare BOX, agli Italiani offre un'apertura dei suoi mercati, assicurando loro “concreti benefit” soprattutto di natura fiscale!

É probabile che con il suo Presidente della 3M Italia  SPA, Ing. Mario Mascolo, abbia concordato di sdebitarsi con noi che, per “far  lavorare qualche centinaio di persone” negli anni '60 abbiamo operato così:

se voi americani aprite uno stabilimento in Ferrania, e lo chiamate “3M”, noi vi lasciamo scaricare i liquami dell'industria nel fiume Bormida, vi diamo un contributo dell' 84% dei vostri costi, di cui il 14% a fondo perduto e il 70% rimborsabile in 30 anni al 3,5% quando i tassi medi Bancari erano in  allora del 15%.....Non abbiamo mai parlato di “concreti benefit” e questo avrà certo fatto incazzare Obama suggerendogli di dimostrare così come si deve operare per aprire vere alternative ! 

Anche gli inglesi comunque, saputo che la “Mini” poteva essere costruita in Italia col procedimento finanziario della “3M” (anche senza “benefit”), si piazzarono da noi.

Fummo così entusiasti che quando il loro mercato, anche così finanziato, non produceva più il reddito a cui si erano ormai abituati  minacciarono di andarsene, i nostri sindacalisti, pur di non “chiudere”, ed in coro, richiesero a mani giunte di costruire  i “Mini pulman”,.... per le nostre impervie e traballanti strade montagnose e collinari!

Fortunatamente non se ne fece nulla, ma un pensierino alle nostre “rotonde sul mare” che ci hanno regalato tutti i grandi raffinatori finanziati sempre come sopra, non è che ci regali sonni tranquilli!

Infatti  quasi tutte ormai le industrie chimiche,e metalmeccaniche hanno chiuso da noi i loro battenti; resistono le raffinerie, la Fiat, e pochi altri, i Piani Regolatori, però, nonostante il crollo di questo asse portante produttivo, senza scosse, non prevedono alternative di produzione, ma si  scatenano nelle solite proibizioni ai privati cittadini, inneggiando a servizi, case popolari, svincoli stradali , e varianti per case di civile abitazione in luoghi da sogno !

Da qualche lustro  molti imprenditori  italiani hanno così trasferito i loro interessi  nei Paesi  poveri dell'Unione Europea, e questo deve aver convinto Obama che anche l'America possa attrarre investimenti Italiani, scordandosi però che il “costo del lavoro” è una delle ragioni principali che stride tra i due confronti.    

“Senza fine di lucro” è stato così formato un Consiglio di amministrazione ove oltre alla nostra 3M notiamo l'Impregilo SPA,  Cesare Romiti, l'IBM, l'ENEL, l'Intesa San Paolo, l'American Airlines, la Exxon Mobil, la Confimprese, che unitamente ad altre potenti industrie produttive Americane suggerirebbero nostri investimenti oltre oceano.

Ma veramente siamo ridotti a questo punto?

Ma veramente tutta questa gente che abbiamo fatto studiare, a cui abbiamo in qualche modo permesso di guadagnare quattrini, suggerisce, a chi a loro volta hanno risparmiato, di dirottare insieme l'unica “linfa” che ci rimane, per risollevare in qualche modo la nostra economia, in America ?

Ma veramente sperano che non si venga a sapere?  E se si, come sperano di giustificare un simile comportamento ?

 

Come possono spiegare ai nostri disoccupati che da 60 anni fa ad oggi, nessuno di “lor signori” ha mai speso né un soldo, né una parola per la costruzione di un'Italia Turistica visti i crolli industriali di cui molti di loro si sono resi responsabili, non suggerendo  “MAI” e poi mai, ai politici una vera alternativa?

I nostri disoccupati da persone civili non hanno mai osteggiato le imprese che trasferendo i loro interessi nei Paesi poveri dell'U.E. adducendo quale giustificazione  differenze salariali troppo  eclatanti, per cui ogni polemica si è sempre spenta sul nascere.

Immaginiamo per un momento la successione di avvenimenti  che avverrebbero qualora le proposte di OBAMA  venissero  recepite!

Qualcuno pensa che si possa giustificare un investimento imprenditoriale in America, adducendo a motivo: forti sconti di natura fiscale?

 

Ma a questo Consiglio di Amministrazione di affari non a fine di lucro Italo-Americani, non viene altro in mente? Non potrebbe avvalendosi di questa folta schiera di Presidenti societari Americani, ventilare loro la possibilità di investire commercialmente in Italia e nel settore Turistico?

L'America,  ricchissima di materie prime, ha problemi di occupazione, e Obama pensa forse di risolverne parte con nostri interventi finanziari. Noi abbiamo una sola materia prima: “un Paese potenzialmente Turistico”  ed avremmo proprio bisogno di un partner commerciale-turistico come l'America  di Obama i cui quattrini non ci servirebbero in quanto “Lui sa” che già li abbiamo. A noi basterebbe soltanto il loro apporto commerciale che darebbe, quello si, una forte spinta occupazionale ad entrambi i nostri due Paesi.   

                                                         Guido Luccini