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Casinò di Sanremo "fabbrica di mazzette"?

Tre giornalisti "raccontano" cosa successe

Un editore (anonimo?) offre 50 mila euro a chi scrive il libro: <Dove l'onestà è merce rara>. 

Olivieri: "E Semeria disse, la mancia è d'oro" (vedi...) La Corte: "Signori, le manette e il gioco è fatto" (vedi...) Tornatore: "Controllore gambizzato" (vedi...)



Sanremo - Anche in questi giorni, il caso vuole con l'approssimarsi del "benemerito ed incolpevole" Festival - seppure sempre più minacciato dalla crisi degli ascolti popolari- i giornali ci raccontano, sparano titoloni. Aria di nuovi scandali, di tintinnio di manette. Attorno al "Casinò" la voracità dell'uomo, con un'esaltazione del denaro a cultura di massa e di corsa all'arricchimento personale (per chi trova le chiavi di accesso), si sono aggirati centinaia di misteri. Di terremoti. Si scopre uno e la fanno franca in 99?

Gli ottimi giornalisti imperiesi (qualche pecora nera o mosca bianca, non mancano mai) forse potrebbero rendere un degno servizio alla loro terra unendo forze, esperienze, capacità, per scrivere le "memorie" del Casinò di Sanremo, dall'A alla Z.

Date, nomi, fatti, indagini, inchieste, paginate di giornali e rotocalchi, condanne, assoluzioni, assunzioni, licenziamenti.

Affinchè resti a "perenne memoria" per future generazioni,. Anche per evitare che tra qualche decennio, o forse oltre, qualcuno ci descriva la cronaca di un secolo di scandali e ruberie - o se volete di fortunato benessere - attribuendoli al fato, al destino.

Dopo che quest'angolo di Liguria ha visto la fondazione, con grandi fortune e successo, anche elettorale, del "Partito dei detenuti", ovviamente innocenti. Chiamati in posti chiave delle istituzioni democratiche.

Ora i lettori-navigatori di "Trucioli Savonesi" ci tempestano di mail affinchè sia accolto l'invito dei fans di Roberta Gasco di dare vita al "Partito dell'amore". Lei, fortemente voluta nel precedente "listino" del presidente Claudio Burlando, neo coordinatrice provinciale di Savona del Popolo della Libertà, già coordinatrice nazionale dei giovani dell'Udeur di Clemente Mastella,  già ministro della Repubblica con Romano Prodi. Roberta, avvocato, con laurea a Reggio Calabria, presto convolerebbe a nozze Elio Mastella, secondogenito.

Dopo tanto splendore, accogliendo un invito de Il Sole 24 Ore, organo della Confindustria, si potrebbe dare vita, ad iniziare da quest'angolo di paradiso terrestre ligure, al "Partito della furbizia" o se volete al "Partito dei furbi".

E si, perchè in tutti questi anni, non ci sono dubbi. Tutti innocenti sono! Direbbero a Palermo.  Vittime, nessuno escluso, di "errori giudiziari".

Dunque non ce ne vogliano i cittadini che leggono questa ricostruzione di tre atti della "scena-teatro-casinò". Non ci interessa la parte penale che riportiamo solo come dato di fatto storico, magari con immancabili assoluzioni, prescrizioni, amnistie, patteggiamenti, indulti, archiviazioni. Renato Oliveri (La Stampa) e Franco Tornatore (Il Secolo XIX e pure candidato senza fortuna a sindaco di Sanremo) non sono purtroppo più tra noi. Per testimoniare e documentare, arricchire il patrimonio di conoscenza del territorio. Resta il pensionato Daniele La Corte, una delle "memorie storiche", alassino d'origine, ma col cuore professionale nell'imperiese. Fu proprio lui a raccontarci - documenta un articolo de Il Secolo XIX del 28 gennaio 1981 - di cronache nere in quel di Alassio, per "l'affare del Casinò".  Molti di quei protagonisti, sotto ogni aspetto, sono ancora in vita. Noi siamo "piccoli" e volontari e ci mancano forze e possibilità per andarli a cercare, tutti, nessuno escluso, e farsi raccontare. Gioie e dolori. Verità e bugie. Vittime e artefici. Innocenti e colpevoli (?).

L'Italia è un grande paese, ci sentiamo sempre ripetere dai Palazzi che contano. Esiste anche una "Grande Sanremo", dove persino la "esemplare massoneria" si è trovata delle mele marce e pare si stia ripetendo con qualche fedele dell'Opus Dei, e dintorni, fino a qualche giorno fa ammirato nei palazzi vescovili e vicinanze, oltre che tra le eminenze romane. Dio perdona, lo facciano anche gli uomini.

Un bravo ed applaudito onorevole Versace (l'industriale), ospite di Santoro ad Anno Zero, giovedi 28 gennaio, ha detto tra l'altro: <C'è troppa gente nella politica che resta al suo posto ed è ricattata...gli armadi restano pieni di scheletri...per ridare credibilità alla politica ed ai suoi rappresentanti, dalla periferia alla capitale, bisogna abolire per legge i privilegi, anche se gli onesti ed i disonesti ci sono sempre stati dai tempi dei romani....la politica non può e non deve candidare nessuno (applausi prolungati dei presenti  ndr) con pendenze penali, o che sia  in qualche modo chiacchierato, criticabile e la gente lo sa. Bisogna - ha aggiunto con ulteriori applausi - scegliere amministratori pubblici e politici onesti, competenti, capaci. Chi viene coinvolto in inchieste non deve avere la possibilità di candidarsi>.

Forse l'ottimo parlamentare Versace, a cui va tutta la nostra ammirazione, proviene da altra scuola, quella che senza andare lontano che fu dell'onorevole Roberto Lucifredi, democristiano, vice presidente della Camera dei deputati ( o del Senato) anni '50 ed imperiese di origine. Un vero galantuomo.

Al quale, per completezza di informazione, non sono state dedicate molte vie e piazze nella nostra provincia, in Liguria, dal mare all'entroterra. Per la serie non inedita: "Glorificato (?) da vivo, ignorato da morto". Certo che i Lucifredi che pure non mancano nella classe politica, amministrativa e professionale, possono creare qualche imbarazzo nel potere e alla corte imperiese. Dai padri, ai figli, ai nipoti. Per fortuna che c'è ancora qualche libro e qualche ritaglio di giornale a ricordarci.

Ma secondo voi, cari lettori, questo "brutto andazzo della politica" - come ci ha ricordato un uomo di destra come Versace- va attribuito alla classe operaia e a qualche comunista, komeinista, fascista? A quella brava gente che ha sempre premiato la "balena bianca" imperiese, grazie ad una buona dose di disinformazione, di rincorsa ai piccoli "bocconini" (posti di lavoro), ai piccoli favori, al mercato delle illusioni?

Speriamo davvero che l'editore faccia sul serio e consenta ai valorosi giornalisti imperiesi e sanremesi di dare alle stampe quello che potrebbe essere il libro di maggiore successo della storia editoriale della Liguria. Minuto per minuto la storia del Casinò e dintorni.

R.T. (redattore disoccupato)