versione stampabile L’ECLISSI DELLO stato
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![]() M. G. Pellifroni |
Mi ha disturbato e avvilito lo
sghignazzo di Silvio Berlusconi che incitava a denigrarlo, visto
che, peggio si comporta e più critiche riceve, più sale il
consenso degli italiani. Poiché purtroppo i fatti sembrano
dargli ragione, questo significa che le tenebre morali investono
ormai una cospicua e crescente parte della popolazione,
addirittura la maggioranza assoluta: quella maggioranza che,
secondi i riti di una democrazia malata, ha consegnato lo Stato
ad un’accozzaglia di parlamentari che legifera in base ai propri
opachi interessi, riducendolo al rango di
stato. |
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Ormai siamo al trionfo dei
“vizi privati pubbliche virtù” che però il loro
autore, Mandeville, intendeva alquanto
diversamente. Se, infatti, il significato
originale della formula era che lo Stato trae
vantaggio, tassandoli, dai vizi dei suoi
cittadini, oggi siamo all’apoteosi dei vizi in
quanto tali, elevati eticamente a virtù. Il
vizioso è promosso a virtuoso agli occhi dei
più, e implicitamente indicato come modello cui
tendere. Si tratta di un
capovolgimento di valori di enorme impatto sui
comportamenti dei singoli, in quanto il vizio,
lungi dall’essere praticato di nascosto da
quanti dovrebbero essere di esempio alla
società, diventa pratica normale, applicando ad
esso la trita formula che, di fatto, lo
benedice come “non penalmente rilevante”.
È da quando questo governo
è in carica che si assiste alle quotidiane
acrobazie logiche e linguistiche di “tutti gli
uomini del presidente” per giustificarne i
comportamenti pubblici e privati. Quotidiano
esercizio che ha finito con l’estendersi a tutti
gli atti legislativi che un parlamento,
anch’esso in formato moralmente ridotto, anche
se numericamente pletorico, sforna con impavida
noncuranza delle loro conseguenze. E che dire
dell’indulgente abitante del Colle, che, tra
discorsi di principio atti a strappare applausi
e lacrime, firma contraddittoriamente leggi
contrarie ad ogni decenza, sperando magari di
salvarsi la memoria postuma con l’aggiunta
post factum
di postille di bonario
rimprovero, quasi si tratti di marachelle di
scolaretti. |
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Specularmente,
un’opposizione responsabile dovrebbe accanirsi
nella denuncia degli impatti più gravi sulla
società e sull’ambiente delle misure o delle
mancate misure della maggioranza di governo.
Invece, come già nei tanti anni in cui la
presunta opposizione chiudeva due benevoli occhi
sui conflitti di interesse sia di SB che dei
banchieri, si è finito con l’accontentarsi di
disquisizioni sulle notti brave del presidente,
culminando con l’ultima, chiassosa puntata di
Anno Zero, dove l’unica nota alta è stata la
denuncia di Travaglio della libertà di
informazione, coartata da minacce di querele
rovinose per chiunque non goda dei conti in
banca o alle Cayman della casta, col risultato
di un’auto-censura preventiva. Per quieto
vivere. |
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Mi auguro che il clamore
intorno alle vicende private del premier termini
con quella serata e ci si focalizzi sulle ben
più devastanti gesta dell’esecutivo in materia
di mafia e di ambiente, non lasciando soli a
gridare in piazza e in parlamento gli esponenti
dell’IdV. In pentola bollono
problemi quali la virata verso il nucleare e gli
inceneritori, nonché i mancati fondi per
l’individuazione e il ricupero degli svariati
carichi di veleni che le cosche hanno
prodigalmente interrato e disseminato nel Mare
Nostrum, declassato a Cosa Nostra. Crimini i cui
ricavati sono certamente finiti oltre confine,
in quei buchi neri fiscali da cui, sempre per
iniziativa del governo, torneranno condonati e
pronti per nuovi assalti al nostro ambiente e
alla nostra salute: perché mai le varie mafie
dovrebbero usarli per impieghi puliti e
infinitamente meno redditizi? (Inciso: ministro
dell’Ambiente Prestigiacomo, quando ti decidi a
far sentire la tua voce forte e chiara, oltre
che per le quote rosa e per difenderti dalle
accuse di fare shopping con la carta di credito
del tuo ministero, anche per pretendere i fondi
per scovare le navi e i siti dei veleni, e per
risalire ai responsabili, materiali e
mandanti?). Tutti questi atti ed
omissioni tradiscono la deriva e l’eclissi
terminale dello stato, consegnato
“democraticamente” da un popolo ormai “mediasettizzato”
ad una regia corte di affaristi, “non penalmente
perseguibili” grazie a scudi e lodi promulgati
ad hoc.
Marco Giacinto
Pellifroni
4 ottobre 2009
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