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Politica dei rifiuti
Angelo Billia

Nella mia qualità di componente dell’Associazione onlus Lavanestro e Oltre, nel corso di un’assemblea in cui l’Assessore Filippi presentava il Piano provinciale dei rifiuti, mentre affermavo il totale appoggio alla differenziata porta a porta, dichiaravo anche la mia sfiducia sul fatto che essa sarebbe stata attuata. Vorrei ribadire le ragioni che erano alla base di questa valutazione.

Il partito degli inceneritori ha autorevoli esponenti sia nella maggioranza che nell’opposizione. Essi sono eccellenti “spalle politiche” al partito degli affari, che la fa da padrone nella Provincia di Savona.

A questo si aggiunge l’esperienza, dell’AMNU prima , ATA poi e ATA SpA successivamente, acquisita sempre sul filo del Codice Penale; l’ultima condanna penale sulla conduzione della discarica di “Cima Montà” risale al 20 maggio 08.

 Briuglia cita dati sulla differenziata attuale, ma, non può ovviamente sapere che, qualche anno or sono, l’azienda del Comune di Savona dichiarava una quantità di differenziata ben maggiore dei dati che vengono citati oggi. Si sappia che, la richiesta di chiarimenti formulata ufficialmente a tal proposito dalla LeO alla precedente Amministrazione Provinciale, ha avuto come unica risposta, la copia di una lettera che la Provincia stessa aveva inviato al Comune e nella quale chiedeva i dati sulla differenziata. Eppure la verifica puntuale di quanto dichiarato dall’azienda del Comune fa parte dei compiti istituzionali della Provincia.

 Si ripone la domanda: se i dati denunciati non corrispondevano al reale,  quali eventuali vantaggi ne ha tratto chi li forniva? E’ un problema della collettività, ma, coinvolge in prima persona chi per compito istituzionale ha il dovere di indagare.

 Spiace ricordare che, alla richiesta di carotaggi nel primo lotto della discarica di “Cima Montà” per appurare la natura dei rifiuti industriali ivi stoccati, si sia opposto la mancanza di fondi. E’ noto  che la discarica giace su una falda acquifera i cui sbocchi principali non sono stati individuati e che il primo lotto non è stato impermeabilizzato. Al mancato avvio della differenziata porta a porta viene opposta la stessa motivazione: non ci sono fondi.

Stranamente ed incomprensibilmente la solerzia delle istituzioni viene meno quando si tratta di appurare possibili violazioni del Codice Penale in materia di raccolta dei rifiuti. E’ avvenuto che la LeO abbia dovuto sostituirsi per due mesi agli organi preposti alla sorveglianza, per rilevare reati ambientali legati alla discarica, che un qualsiasi agente avrebbe potuto appurare con ben altri mezzi.

 Ciò rende evidente il contrasto fra la collaborazione della gente con le istituzioni e il pesante clima omertoso che ha accompagnato la vicenda dello smaltimento dei rifiuti a Savona.

L’inceneritore, anche quello di ultima generazione è un vero e proprio attentato alla salute ed è un enorme spreco imposto alla collettività. Semplificando all’estremo, la sua scelta arricchisce solo chi brucia, così come la guerra arricchisce i produttori di armi.

 La spazzatura, com’è ormai ampiamente dimostrato, può essere una ricchezza se opportunamente riciclata. Una ricchezza in sé, dovuta ai prodotti ricavati e una ricchezza sul piano occupazionale. Chi sostiene che la differenziata porta a porta è inattuabile si colloca, consapevolmente o no, dalla parte di chi ha estorto soldi alla collettività usando la spazzatura come un pretesto e continua a perseguire questi obiettivi.

G. Angelo Billia