SAVONA IL GIUDICE DELLE INDAGINI PRELIMINARI SOLLECITA LA PROCURA A NUOVE INDAGINI
“Trovate i colpevoli
per i ritardi dei treni”
Respinta la richiesta di archiviazione per i disservizi

SAVONA LA STAMPA
Convogli che arrivano in ritardo, soppressioni improvvise e non annunciate: l’amaro calice servito spesso da Trenitalia ai malcapitati viaggiatori. Nel marzo del 2006, la procura della Repubblica aveva aperto due inchieste: una per inadempimento in pubbliche forniture, l’altra per interruzione di pubblico servizio. Due anni dopo, gli inquirenti hanno chiesto l’archiviazione dell’indagine, che è rimasta contro ignoti. Ma il giudice delle indagini preliminari, Donatella Aschero, che già nel 2006 aveva respinto una conclusione analoga della Procura, ha preannunciato che ancora una volta restituirà gli atti, disponendo nuove indagini per accertare se nei ritardi di quel periodo ci furono o meno responsabilità da parte delle Ferrovie.
L’episodio più clamoroso era avvenuto nel giugno del 2006. Tra Varazze e Celle, un treno regionale si era bloccato in galleria a causa di un guasto al locomotore: centinaia di pendolari si erano ritrovati per un’ora dentro a una buia galleria, chiuse nelle carrozze arroventate dal caldo, con l’aria condizionata che non funzionava e senza la possibilità, nella maggior parte degli scompartimenti, di aprire i finestrini. Tra gli svenutari pendolari c’era anche il giudice di corte d’Appello, Caterina Fiumanò, che aeva deciso di rivolgersi alla magistratura e il giorno dopo aveva presentato un esposto denuncia al procuratore Vincenzo Scolastico Sull’esposto la Procura aveva poi chiesto l’archiviazione non ravvisando l’ipotesi di reato. Ma di diverso avviso era stato il giudice delle indagini preliminari, Donatella Aschero, che aveva respinto l’istanza di archiviazione. Gli atti erano stati poi trasmessi a Torino, competente per i procedimenti che coinvolgono un magistrato di Savona.
Ma sono rimasti poi di competenza della Procura savonese, altri episodi che in quel periodo avevano trasformato la linea fra Genova e Ventimiglia in un Far West del binario e sollevato gli esposti di numerosi viaggiatori. Per alcuni le Ferrovie avevano chiamato in causa scioperi dei macchinisti. «Non tutte la soppressioni, però, sembrano ricadere entro tale protesta» aveva ribattuto il procuratore capo della Repubblica, Vincenzo Scolastico. Il fascicolo, però, per i disservizi di Trenitalia, è rimasto contro ignoti, ed è tornato dal giudice delle indagini preliminari con una nuova richiesta di archiviazione. Il gip Aschero, però, non è d’accordo. Si preannuncia dunque un nuovo supplemento di inchiesta.