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La festa è finita…

Margherita pira

 

La festa dell’otto marzo dedicata alle donne è passata e sono state onorate e omaggiate da tutti, in particolare, le autorità che non hanno lesinato dimostrazioni di ammirazione e di assoluta simpatia verso la metà considerata più debole della popolazione.  

Qualcuno, direi pochi, ha ricordato che  la giornata dedicata alle donne ha origine  da un episodio luttuoso, la terribile fine di un gruppo di operaie che sono state sacrificate consapevolmente dal loro datore di lavoro.

Ma non è di questo che voglio parlare. E’ inutile parlare del passato che spesso ottiene semplicemente un’adesione formale. Forse è meglio attenersi al presente.

Guardiamo l’otto marzo ora.

In tutta Italia, forse in tutto il mondo occidentale, le donne sono state glorificate e osannate.

Lo stesso Presidente della Repubblica ha parlato della assoluta parità dei due sessi e ha reso omaggio ad alcune di loro.

Lui onestamente mi sembra sincero, onesto e veramente ligio al suo ruolo istituzionale di super partes.

Gli altri un po’ meno.

Ora le donne sono di moda. Come si suol dire, fanno audience.

I leader di partito non hanno perso occasione di dire che per loro le donne sono assolutamente fondamentali negli schieramenti e, se vinceranno le elezioni, una quota ampia di donne sarà posta in ruoli importanti, come ministri con portafoglio, capi di commissioni e altro.

Sino ad ora non è mai stato fatto. Vedremo in seguito.

In realtà la legislazione italiana è molto moderna e sensibile a queste problematiche, ma di fatto viene disattesa od elusa.

La parità di stipendio allo stesso livello di carriera con gli uomini è pura utopia. Non è vera,se non nei posti statali.

Le donne possono sposarsi e soprattutto diventare madri con le conseguenti necessarie pause per gravidanze e periodo neonatele dei figli. Secondo la legge che tutela la maternità devono essere retribuiti i periodi di assenza dal lavoro. Qual è la soluzione nell’imprenditoria privata? Molto semplice: o non si assumono o si provvede a recuperare preventivamente le somme con un livello di stipendio più basso.

Conosco casi di dipendenti precarie che, dopo aver annunciato con timore il loro stato di gravidanza, sono state festeggiate con gioia, ma non hanno più avuto la conferma del contratto.

Gli asili nido per i figli della donna che lavora sono stata una grossa lotta del passato ed effettivamente ci sono, ma con un numero di posti limitato e lunghe liste di attesa.

Ci si affida alle strutture private che sono in questo caso meritorie, ma con rette molto elevate.

Non si può fare altrimenti.


Ermanno Rossi, il ginecologo suicida

L’ UDI ha condotto recentemente una campagna per ottenere la parità numerica di donne e uomini nella composizione delle liste che in effetti è stata recepita a livello di partito ma non so gli effetti che avrà poi a livello di risultato finale che è spesso  manovrato dalle potenze oscure del vertice.

Il tema della violenza alle donne è un altro argomento di cui ora tanto si parla.

E’ un fatto reale. Gli stupri e le altre vessazioni anche da parte degli stessi agenti chiamati ad intervenire non sono mai stati così frequenti.

A volte mi chiedo se sono una caratteristica della nostra società che pare aver perso la propria identità culturale o se semplicemente vengono denunciati, mentre prima venivano occultati per vergogna.

A Savona le manifestazioni per il mese in rosa sono tanto numerose che è assolutamente impossibile presenziare a tutte.

Tuttavia scorrendo il nome dei relatori ci si accorge che sono sempre gli stessi che tra l’altro riciclano costantemente gli stessi interventi ormai ampiamente collaudati.

Mi è stato detto, ma non so se sia vero, che attorno girano fondi comuni regolarmente elargiti a pioggia e che potrebbero essere utilizzati con meno clamore ma in modo più efficace per provvedimenti mirati che sarebbero risolutivi.

L’aborto è un’altra conquista del passato che ora viene rimessa in discussione.

L’interruzione volontaria di gravidanza è un dramma per una donna che è costretta a decidere in questo senso, ma a volte la vita non ti permette altre scelte.

Ora viene messa in discussione, probabilmente a livello di propaganda elettorale, ma sembra che sia uno degli argomenti che ora “vanno”.

L’unico ad aver ragione, a mio parere ,è il Papa il quale afferma che un cattolico non deve praticarlo. Ha ragione. Lui come capo di una confessione religiosa può dare indicazioni vincolanti per i propri fedeli. Sbaglia quando cerca di interferire con le leggi dello Stato. Ciascun potere in Italia è distinto  dagli altri ed è sovrano nel suo campo. Se c’è interferenza le cose si ingarbugliano con conseguenze imprevedibili anche a livello umano.

Il caso del ginecologo del Gaslini di Genova suicidatosi dopo l’accusa di aver praticato aborti clandestini ha destato scalpore E’ difficile qui appurare la verità

A me sembra l’ultimo anello di una catena che poi si chiude con una vittima.

Se ha praticato aborti clandestini lui che lavorava in strutture anti abortiste è colpevole, ma se l’ha fatto per il desiderio di aiutare donne disperate il discorso cambia.

Le testimonianze dei colleghi in questo senso sembrano avvalorare la figura di un uomo disponibile e sempre pronto a sostenere coloro che si rivolgevano a lui.

Comunque il suo suicidio ne fa una vittima di un sistema che poi schiaccia l’anello più debole.

Il mio non è comunque un discorso disfattista.

A volte entro in crisi, ma poi ne esco.

Credo che le battaglie combattute non siano inutili e valga comunque la pena continuare.

Sia per noi sia per coloro che verranno; qualcosa si può ottenere e allora, anche dopo lo sconforto, non bisogna arrendersi. Non è giusto.

 Margherita Pira