Offensiva laica su scuola e aborto  IL SECOLOXIX
in pochi giorni tre comitati
L'ex senatore Urbani raccoglie centinaia di firme a sostegno dei professori della Sapienza
LA RISCOSSA dei laici. L'ex senatore del Pci Giovanni Urbani ha promosso una raccolta di firme, che si vuole collocare fuori dalla logica dei partiti, a sostegno dei professori della Sapienza che avevano protestato contro l'apertura dell'anno accademico da parte di papa Benedetto XVI. Il 23 e il 24 aprile il promotore di quell'iniziativa, il fisico Carlo Bernardini, sarà a Savona, per un incontro pubblico e per una lezione al liceo classico Chiabrera. Ma, intanto, in pochi giorni l'iniziativa di Urbani ha raccolto centinaia di firme e si appresta a trasformarsi in un Comitato permanente (le adesioni sono raccolte al numero 019-801605 e alla mail giovanni.urbani@tiscali.it).
Ma non è tutto. Il dibattito sui rapporti tra laicità e fede, tra Chiesa e Stato - con i cosiddetti temi "eticamente sensibili", a partire dalle questioni dell'aborto e della scuola, al centro del dibatitto politico ed elettorale - dilagano anche a Savona. Quella di Urbani è infatti solo l'ultima iniziativa, che segue la nascita del gruppo "Scuola e Laicità", promossa dalla Chiesa evangelico metodista con la Cgil scuola, un'associazione di insegnanti ("Proteo fare sapere") e un'altra del mondo protestante ("31 ottobre"). Gruppo che si è presentato ufficialmente sabato scorso, con un'iniziativa pubblica affidata ad un "maestro" della laicità quale Gustavo Zagrebelsky ed ha puntato, per ora, le sue attenzioni sull'ora di religione (e le sue modalità) all'interno della scuola pubblica.
Ma anche il fronte politicamente più caldo - quello legato alla legge 194 e all'aborto - ha visto muoversi, nei giorni scorsi, l'associazione di donne "Usciamo dal silenzio" e, ancora, la Cgil, che domani alle ore 18 - alla Sala della Sibilla sul Priamàr - promuove la proiezione del film "Vogliamo anche le rose" di Alina Marrazzi, che racconta la storia di tre donne negli anni del femminismo.
Laicità, difesa dei valori, fede. "Valori non negoziabili". Legge 194 sotto attacco. Una Chiesa, anche, determinata a dettare l'agenda ad un rissoso, ma povero di idee forti, mondo politico e ad un milieu culturale poco capace di far marciare proposte proprie. Le parole d'ordine sono tante e anche a Savona tutte in campo. Il punto di discussione, anche nelle parole dei protagonisti, è se tutto ciò rappresenti un ripiegamento sul passato o guardi invece, in modo aperto, al futuro.
Urbani chiede il «risveglio del pensiero laico e immanentista. Un risveglio che con il suo peso imponga una riflessione al Papa e ai vescovi, sulla opportunità di proseguire sulla linea oltranzista della "reconquista", linea che divide il Paese e non manca di rischi assai seri per la Chiesa stessa». E chiede la riflessione dei cattolici democratici che, a lungo, avevano rivendicato «l'autonomia politica e civile dei credenti». Franco Becchino, pastore evangelico-metodista ed ex presidente del Tribunale, è chiaro: «Il tema della laicitàè fondamentale, tanto più in questa fase storica». Ileana Scarrone, referente di "Usciamo dal silenzio": «L'interesse sul tema della 194 e della sua integrale applicazione è dimostrato dal fatto che in due ore, il 23 febbraio, abbiamo raccolto oltre 500 firme, non "targate" politicamente». Ma ammette: «L'attenzione è più bassa nelle ragazze, nelle giovani. C'è molto da lavorare, con loro».
Antonella Granero