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Altro che bivacco per le milizie….

Ma quella che verrà è la Camera dei Fasci e delle Corporazioni ??

 Domenico Maglio

Lo ammetto.

L’accostamento è un po’ duro e sinceramente non è proprio nello stile di chi scrive, e mi scuso se qualcuno si sente offeso da tale paragone.

Però le similitudini di metodo sono troppo palesi per non sottolinearne l’evidenza.

Per fortuna molti di coloro che entreranno nel prossimo Parlamento sono lontani anni luce da tale politica totalitaria, e indipendentemente dal partito di appartenenza rappresenteranno una garanzia per tutti, ma ce ne saranno altrettanti, ahimè molti di più che invece sotto sotto non disdegnerebbero un ritorno a tale organo consultivo che vide la luce nel 1939.

I distinguo sono quindi d’obbligo per il rispetto che è dovuto a chi si impegna e opera per  riuscire a cambiare in meglio il nostro paese.

Certo che come la Camera dei fasci non eleggeva i suoi rappresentanti così oggi il Parlamento che nascerà potrebbe essere accusato di venire meno al dettato Costituzionale, dato che sarà formato da persone che nessun cittadino ha eletto e scelto a rappresentarli, come oramai denunciato da illustri studiosi costituzionalisti in modo bipartisan.

Proviamo a fare qualche paragone anche se francamente date le mie convinzioni politiche provo un certo fastidio, ma in effetti leggendo gli articoli degli esperti in materia qualche dubbio risulterebbe più che fondato

La Camera dei Fasci e delle Corporazioni era stata chiamata così e - i suoi componenti non erano deputati ma consiglieri – proprio perché nessuno di loro era eletto dal popolo ma nominato direttamente dal Gran Consiglio del Fascismo, dal Consiglio Nazionale del Partito fascista, dal Consiglio nazionale delle corporazioni.

Attenzione ora all’accostamento.

Dai testi di storia che chiunque può consultare risulta che ne facevano parte per nomina

Ø     I massimi dirigenti del Partito

Ø     I loro collaboratori più fidati

Ø     I dirigenti degli organismi nazionali

Ø     I loro responsabili della propaganda

Ø     I segretari territoriali

Ø     I collaboratori dei Segretari

Ø     I funzionari dell’organizzazione dei segretari

Ø     I vice segretari territoriali

Ø     I collaboratori dei Vice segretari

Ø     I funzionari dell’Organizzazione dei vice segretari

Ø     I rappresentanti del partito all’estero

Ø     I presidenti delle Associazioni “vicine”

Ø     I segretari delle Associazioni del Lavoro

Ø     I Presidenti delle confederazioni dei professionisti

Ø     I Segretari delle organizzazioni sindacali

Ø     I presidenti delle organizzazioni artigianali

Ø     I presidenti delle organizzazioni imprenditoriali più piccole

Ø     I Presidenti delle organizzazioni Industriali più grandi

Ø     I collaboratori stretti dei ministri

Ø     I responsabili della propaganda dei ministri

Ø     I segretari della propaganda di ogni ministro

Ø     I rappresentanti del pubblico impiego

Ø     I rappresentanti delle ferrovie e dei post telegrafonici (…)

Ø     I rappresentanti delle Corporazioni Bancarie, Assicurative, del Commercio, della scuola

 

Ognuno di loro poteva nominare a sua discrezione altre persone “fidate e di provata fede”

Il tutto fino ad arrivare a circa 600 persone

 Il punto, come ora, è che questi rappresentanti, questi consiglieri, non venivano dunque eletti, ma nominati dal partito, allora era unico oggi no, e quindi erano in pratica dei burocrati al servizio del “nominatore”, oggi anche.

Succede quindi un po' la stessa cosa, nessuno sarà eletto ma tutti saranno nominati, per amicizia, per cooptazione, per convenienza elettorale, perché si sono spesi per la causa e quindi si sente il dovere di risarcirli in qualche modo e quindi con una rendita nel tempo, con privilegi, denaro, pensioni, potere.

Oggi sono i Partiti che nominano e in fondo questa legge elettorale credo non li infastidisca più di tanto nonostante ognuno si adoperi per negarlo, questo a detta degli esperti del ramo.

Il problema è che probabilmente molti di coloro che sono stati nominati, tipo Grande Fratello, meriterebbero comunque quei posti per capacità personali, per vicinanza vera ai territori, ma in questo turbine stile “Camera dei Fasci” la popolazione non è più in grado di distinguere il buono dal cattivo, e tutto viene gettato nel calderone animando l’antipolitica.

Si dice come scusa che la legge elettorale impone tale pratica.

Io non credo che sia così, perché se è vero che si vuole usare sempre di più la rete forse era possibile fare scelte diverse, semplicemente utilizzandola.

Sono però contento che almeno qualche persona sia rimasta fuori da questa brutta storia, qualche persona che conosco e che ha rischiato di essere fagocitata da questo circo incomprensibile alla gente.

Sono contento che sia rimasta fuori perché ci sarà tempo per quelli che realmente credono di poter cambiare.

Presto, molto presto, si apriranno stagioni diverse per la nostra democrazia anche se bisognerà attendere qualche anno e resistere a quello che ci sta cadendo in testa.

Stagioni diverse, stagioni nuove, persone nuove, su tutti i fronti, una convergenza da costruire senza imposizioni e arroganza, senza dinieghi orgogliosi e senza obblighi imposti.

E lo dico a chi crede sia possibile un tale percorso.

Ma non basta crederci, bisogna volerlo perché con la volontà si realizzano le cose.

Allora, la prossima volta, sarà un Parlamento del popolo e non più una Camera dei fasci.

 Domenico Maglio