LETTERE  ALLA  REDAZIONE
                                    

 

 

                  

 

Cari amici di trucioli

invio in corpo di testo e din allegato un breve pezzo sul saggio di Pellizzetti ripreso da Trucioli

Cordiali saluti

Danilo Bruno

DECRESCITA O NO ?

L’ interessante e complesso saggio di Pierfranco Pellizzetti con le sue articolate e copiose citazioni induce a numerose riflessioni.

Qui mi permetto solo di soffermarmi su un dato, pur nella difficoltà di cogliere in toto tutte le citazioni effettuate:

Esiste solo una alternativa fra la "predicazione disarmata" e " il bricolage civico"?

La partecipazione popolare è un dato ormai di pochi "bricolaeurs"?

Qui vorrei partire da alcuni dati diversi:

In primo luogo esistono i beni comuni ( acqua, aria, suolo,…) sul cui utilizzo razionale e sostenibile è possibile costruire una nuova idea di società? Io sono convinto che, ad esempio, l’ acqua sia un elemento fisico essenziale e sulla cui scarsa accessibilità si fonda il rischio per la vita di miliardi di persone.

Cominciare a pensare che l’ acqua è per sua natura un bene scarso e da utilizzare con parsimonia e non " una merce" sposta già i termini del discorso.

Se l’ acqua è un bene comune perché è essenziale per la vita di tutti essa dovrà essere gestita in forma pubblica e partecipata e mai privatizzata.

A ciò deve corrispondere un diritto individuale di accesso all’ acqua a cui fa riscontro un dovere complessivo di solidarietà verso chi ne può usufruire meno.

A ciò bisognerebbe aggiungere la necessità della gratuità della quantità d’acqua giornaliera convenzionale necessaria alla vita.

In queste brevi note forse si esce dalla " predicazione disarmata" (anche se spererei che non sia mai "armata") e dal "bricolage civico" per porre le basi della gestione innovativa di un bene essenziale, che possono essere traslate all’ intera società:

Si afferma un diritto individuale di ogni soggetto

di accedere al bene comune gratuitamente per le proprie necessità vitali (dose minima giornaliera);

Si sostengono obblighi collettivi di solidarietà verso coloro (… e sono miliardi !!!) che non hanno accesso all’ acqua sul pianeta terra;

Si sostiene la necessità di rendere attuali programmi di risparmio idrico poiché l’ acqua non è illimitata ( induzione al mutamento degli stili di vita);

Si impone una nuova idea di pubblico e partecipato poiché la gestione di un bene comune deve essere pubblica ed indurre forme innovative di partecipazione popolare;

Si costituisce una nuova idea di società e di comunità (uomini, donne; immigrati e cittadini;…) dove tutti possano decidere liberamente e soprattutto nella pienezza dei propri diritti e nella pace sull’ utilizzo di un bene comune come l’ acqua e soprattutto si rende attuale un concetto:

la " decrescita" si può esprimere o declinare come meglio si ritiene ma ci richiama tutti ad un diverso uso del pianeta, tenendo conto che abbiamo solo questo e dobbiamo preservarlo per le future generazioni.

Essa è quindi la "chiave di volta" di una nuova società è non una mera esercitazione intellettualistica.

DANILO BRUNO Responsabile Beni Comuni Verdi Liguria