I cantieri "volano"il mattone cambia il volto della città
viaggio nei lavori
Il Crescent sale un piano al giorno: sarà prontonel 2009 come l'ex Astor. Il Monticello quest'anno
IL SECOLOXIX
UNA CITTA' che cresce, e cambia, in modo sempre più rapido, addirittura vorticoso.
Nelle ultime settimane, infatti, i più importanti cantieri aperti per interventi sia privati che pubblici hanno compiuto un autentico balzo in avanti. L'esempio più eclatante, anche e soprattutto dal punto di vista visivo, è quello del Crescent, ma una vera e propria accelerazione nei lavori è stata compiuta anche in quello centralissimo nato sulle ceneri del cinema Astor, in quello nell'ex centrale elettrica di via Cimarosa, al Monticello e nei due cantieri che interessano il quartiere di Legino. Autentici fiori all'occhiello per l'amministrazione comunale, vere e proprie colate di cemento per coloro che avrebbero voluto uno sviluppo urbanistico diverso della città.
Il Crescent, il nuovo quartiere residenziale che sta nascendo sulle aree sino a pochi mesi fa occupate dai capannoni dismessi dell'Italsider, tra il porto e la fortezza del Priamar, è l'esempio emblematico di questo rapido cambiamento. «Il Crescent - sottolinea con soddisfazione l'assessore alle attività produttive Franco Aglietto - sta letteralmente volando. Ogni giorno c'è praticamente un piano in più, credo quindi che l'intervento possa esser ultimato come previsto entro la fine del 2009. Come ex assessore all'urbanistica ne sono più che soddisfatto, perchè insieme al progetto Bofill e agli interventi decisi nell'ex centrale elettrica di via Cimarosa stiamo cambiando in maniera radicale il fronte mare della città. Precisando una cosa: non si tratta di cementificazione, perchè tutti e tre gli interventi non sono stati compiuti su aree verdi ma hanno consentito il recupero di strutture e capannoni dismessi dal porto e dall'industria. Si tratta di interventi che hanno consentito di restituire alla città e ai savonesi questa zona centrale sul mare».
Oltre al Crescent, a subire nelle ultime settimane una violenta accelerazione sono stati numerosi altri cantieri che consentiranno di costruire in città centinaia e centinaia di nuovi appartamenti. Da quello di piazza Monticello ( conclusione dei lavori prevista per fine 2008) a quello nato sulle ceneri dell'ex cinema Astor (vi sono stati dei problemi nelle fondazioni e l'intervento dovrebbe concludersi nel 2009), da quello nell'ex centrale elettrica di via Cimarosa (conclusione lavori entro fine 2009) ai due nel quartiere di Legino, dove i lavori sono praticamente conclusi.
«Si tratta di una serie di interventi che una volta ultimati consentiranno di dare un nuovo volto alla città - afferma ancora l'assessore Aglietto - A chi critica questi interventi ricordo che siamo riusciti a recuperare aree importanti che si trovavano nel cuore della città ma che allo stesso tempo ne erano estranee, perchè ormai abbandonate da tempo. Sono convinto che si è agito nell'interesse esclusivo di Savona e del suo futuro».
Gianluigi cancelli
«il cemento non porta occupazione»
le accuse
«SE QUESTI interventi sono considerati il fiore all'occhiello della città, allora vuol proprio dire che Savona ha una brutta giacca».
La battuta, ma neppure troppo, arriva da Patrizia Turchi, leader del movimento "A sinistra per Savona", che da sempre si batte contro la cementificazione della città e contro le scelte in materia di urbanistica effettuate dall'amministrazione Ruggeri prima e da quella Berruti poi. «L'amministrazione Berruti - sottolinea Patrizia Turchi - non ha fatto altro che portare avanti in materia urbanistica, e non solo, quelle che erano le scelte effettuate da quella che l'ha preceduta. E i risultati si stanno vedendo giorno dopo giorno. Mi sembra inutile sottolineare come da sempre sia stata completamente contraria alla politica urbanistica portata avanti a Savona negli ultimi anni. Una politica che ha portato a una progressiva cementificazione della città, senza creare spazi per attività produttive e di conseguenza fornire possibilità di occupazione».
Patrizia Turchi entra poi nel dettaglio degli interventi edilizi che hanno interessato il fronte mare ma anche il pieno centro della città. «Il Crescent e quello nell'ex centrale elettrica di via Cimarosa - spiega la Turchi - rappresentano due interventi che non trovano alcuna spiegazione. Stiamo realizzando degli ecomostri proprio sul mare. E non riesco a spiegarmi come nessuno abbia preso in considerazione il fallimento dell'operazione Bofill, tenendo conto delle difficoltà che mi pare esistano a vendere gli appartamenti realizzati nella torre che sovrasta la Torretta e la Vecchia darsena. E poi, per quanto riguarda i lavori sulle aree dell'ex Astor, vi sono state delle crepe a palazzo Gavotti, ma i lavori sono proseguiti senza alcun intoppo. Credo esista purtroppo un rapporto privilegiato tra amministratori pubblici e determinati imprenditori».
G. Canc.