«oggi occorre cercare il dialogo» IL SECOLOXIX
il sacerdote
GIAMPIERO BOF, oltre che raffinato teologo di fama internazionale, è un sacerdote e un riconosciuto uomo di frontiera nel dibattito culturale savonese. In altri tempi lo si sarebbe definito probabilmente un "uomo del dialogo": «L'attuale fase - dice - è segnata da un clima politico che è una vergogna e rende esacerbati anche i rapporti personali». Il sacerdote individua la causa dei veleni che oggi pervadono e snaturano il dibattito su temi che pure riconosce come essenziali, nella crisi del dialogo stesso, tout court. Con un arroccamento delle posizioni in tutti i campi. «Entrati nel post-moderno, i presupposti stessi della ragione, come individuata dall'illuminismo e dal liberalismo, sono entrati in crisi». E aggiunge: «La laicità, oggi, a mio giudizio, va intesa in questo orizzonte culturale, per me è parlare con gli altri, è volontà dialettica, di dialogo. Un dialogo nel quale io dichiaro i miei presupposti e l'altro i propri, in cui stabiliamo un orizzonte minimo comune, ovvero il linguaggio che ci unisce, nel quale cerchiamo di legittimare, appunto, i reciproci presupposti e poi di fare un tratto di strada insieme, senza stabilire unilateralmente quale a priori». Prosegue Bof: «Tutto ciò mette in gioco sia le mie certezze di fede, sia quelle della regione. Io non amo la formula "valori non negoziabili", io non negozio niente, io cerco di dialogare. Ma non accetto neppure chi mi dice "la ragione dice questo, perché così dice la scienza"». Sottolinea il sacerdote: «In definitiva, non voglio relativizzare la mia fede, ma neppure compromettere la libertà dell'altro. Per me, nella fede, Dio è Assoluto, ma non lo è il mio dirlo di uomo». Conclude Bof: «Quello che mi rammarica non sono le differenze di opinioni, ma un cattivo umore diffuso per cui non ci si parla "realmente". Dialogare è criticare ed essere criticati, ma per vedere se si può fare un pezzo di strada insieme».