PIETRA LIGURE CONTRO IL PIANO SANITARIO REGIONALE
La conferenza dei sindaci tenta
l’ultima difesa del Santa Corona
  PIETRA LIGURE  LA STAMPA
«Ferma opposizione alla deaziendalizzazione del Santa Corona». Sarà il contenuto del documento, di poche righe, che quasi tutte le giunte comunali del Finalese approveranno nei prossimi giorni per far sentire la loro voce contro il progetto di riordino della rete ospedaliera voluto dalla Regione. L’altra sera durante la conferenza dei sindaci a Pietra, presenti l’Rsu del Santa Corona ed il Comitato di difesa, la proposta dei sindaco di Loano, Angelo Vaccarezza e di Pietra, Luigi De Vincenzi, è stata accolta quasi all’unanimità.
Solo i Comuni di Boissano («Ne discuteremo in giunta», ha detto il vice sindaco Maurizio Buffa) e Calice («Sono favorevole alla deaziendalizzazione, confermo il mio voto nella Conferenza dei sindaci» ha detto il sindaco Gio Batta Decia), hanno fatto intendere che non adotteranno questa delibera. Il testo sintetico, con un preambolo chiesto dal primo cittadino di Spotorno Bruno Marengo, sarà votato quindi da una quindicina di Comuni del Finalese, fra questi, oltre ai Comuni costieri, anche Magliolo, Borgio, Giustenice, Vezzi Portio, Orco Feglino, Tovo, Rialto (unico assente Balestrino). La delibera sarà inviato a tutti i Comuni dell’Albenganese. I sindaci vogliono far sentire la loro voce nell’ultimo, secondo alcuni «disperato», tentativo di far cambiare idea alla giunta Burlando. L’obiettivo è quello di ottenere una nuova azienda ospedaliera che unisca gli ospedali di Pietra ed Albenga, ma in quest’ultima città l’ipotesi non è stata accolta.
«Ma la vogliono quasi tutti gli altri Comuni», ha detto Vaccarezza. Ha aggiunto: «Chi grida di più, Val Bormida insegna, ha ottenuto qualche cosa». «Non capisco perchè ad Albenga non si voglia fare questa integrazione fra ospedali», ha aggiunto il sindaco di Borghetto, Santiago Vacca. «Sono preoccupato dal fatto che con il riordino non sono previsti intervenenti nel Savonese per il territorio, si parla sempre solo di ospedali», è stato l’intervento dell’assessore di Finale, Gian Mario Massazza.
Ancora più drastico il presidente del Comitato di difesa, Alessandro Garassini. Ha detto fra l’altro: «Uno dei migliori ospedali italiani è in via di smantellamento. Succedono cose impensabili. Assistiamo alla mancata nomina del nuovo primario del Mioa che prelude alla soppressione del reparto. L’ex primario, in pensione, di protesi, Claudio Ameri, viene ad operare gratuitamente, non c’è un sostituto. Siamo pronti ad azioni leali contro l’irragionevolezza di queste scelte della Regione. Si può ipotizzare un danno alla comunità: non ci sarà nessun risparmio, ma caleranno i servizi ai cittadini».\