LA NUOVA FINANZIARIA LE HA CANCELLATE
Savona “chiude”
le Circoscrizioni
Ieri vertice d’urgenza tra giunta e presidenti
PARIDE PASQUINO  LA STAMPA
SAVONA
La nuova legge Finanziaria ha cancellato le Circoscrizioni di Savona. Come un colpo di spugna. Svaniti dal 1° gennaio cinque enti decentrati con relativi presidenti, vice, consiglieri e commissari e una pletora di dipendenti che il Comune dovrebbe ricollocare in altri uffici. Dovrebbe perché, a Savona come nel resto d’Italia, nessuno si arrende a quella che oggi è l’evidenza della legge.
La norma è in vigore e prevede che città con meno di 100 mila abitanti non abbiano diritto alle Circoscrizioni. Per la fascia superiore (fino a 250 mila abitanti) possono essere istituite ma senza compenso per i consiglieri e comunque ogni circoscrizione deve contenere almeno 30 mila abitanti. Savona rientra «comodamente» nella prima fascia.
Ieri mattina in Comune c’è stato un vertice d’emergenza nel corso del quale il sindaco Berruti (era presenta la giunta al completo, con segretario generale e city manager) ha annunciato ai presidenti delle Circoscrizioni (non era rappresentata la seconda a causa della morte prematura di Renato Dallaglio) che l’attività degli enti era di fatto congelata. L’assessore al decentramento, Franco Lirosi, spiega: «Personalmente penso sia una norma indegna, ma dobbiamo prendere atto che è in vigore. Speriamo in un chiarimento da parte del Consiglio dei ministri, ma nel frattempo siamo costretti a bloccare ogni voce di spesa per evitare problemi con la Corte dei conti».
Dura la reazione dei presidenti. Il portavoce Roberto Ulivi (Prima): «Non possiamo opporci ma le lacune di questa legge sono evidenti. Siamo amareggiati ma dobbiamo bloccare tutti gli atti da subito anche se dalla giunta vogliamo un ordine scritto. Siamo stati eletti dalla gente». Antonella Frugoni, presidente della Quinta: «Siamo pronti a fare ricorso come gli altri 8 mila Comuni italiani. E intanto i parlamentari aumentano le loro indennità». Il vicesindaco Paolo Caviglia è ottimista: «La Finanziaria deve regolamentare le spese, non è una norma ordinamentale e quindi non dovrebbe modificare enti elettivi. Credo che il governo farà una circolare interpretativa e le Circoscrizioni potranno rimanere invita fino a fine mandato».