
Una storia politica DOMENICO MAGLIO |
| Una storia politica non si cancella per una discarica e non si può barattare un’ideale con un deposito di rifiuti. |
| invece sfrutta l’amministrare la cosa pubblica solo per avere tornaconti personali infischiandosene altamente di tutto il resto. Non credo sia giusto mettere sullo stesso piano queste due categorie perché sono antitetiche una all’altra, anche se non si può negare che resta sempre complicato marcare dei confini spesso confusi e non facilmente definibili e individuabili. Il rischio vero è che l’affrancamento dalla propria parte politica denunciato in questi giorni sia letto in modo sbagliato dall’opinione pubblica, venga interpretato come il timore di perdere potere politico e rendita economica personale, vanificando il consenso ottenuto negli anni grazie alla profusione di impegno politico e sociale. Conoscendo gli attori della vicenda savonese sinceramente non credo che ciò avverrà. Troppo alta è la visione politica e la capacità di leggere le esigenze del territorio così come non possono passare in secondo piano le esperienze amministrative spese negli ultimi anni. Certo alla base di ogni presa di posizione ci possono essere questioni antiche, di metodo, questioni conosciute solo ai protagonisti, fibrillazioni fisiologiche e interne ad ogni partito, ma è abbastanza normale che la discussione interna a volte necessiti di approfondimenti e spiegazioni, tutte cose che ben sa chi fa politica oppure conosce i meccanismi delle segreterie o dei Direttivi di partito. Ma quando si legge che uno dei più noti e apprezzati protagonisti del nostro territorio manifesta pubbliche critiche verso il proprio partito qualche ragionamento bisogna pur provare a farlo. La situazione nell’Ente Provincia non possiamo nasconderlo pur non essendo al collasso è comunque delicata, tutto è appeso a un filo o meglio ad un voto e c’è da augurarsi che nessun consigliere di maggioranza, Presidente compreso, sia mai assente durante i consigli altrimenti non resterebbe che prendere atto e decretare il liberi tutti. A questa situazione si è giunti credo con delle responsabilità trasversali e non si può addossare completamente le colpe ad una sola parte, quando nasce un’incertezza di questo tipo tutti ne sono parte in causa e tutti in qualche modo sono coinvolti a vario titolo. Credo che il punto da cui questa circostanza abbastanza critica abbia preso corpo sia essenzialmente riconducibile ad alcune situazioni che si sono sovrapposte negli ultimi tempi sia dal punto di vista amministrativo che dal punto di vista politico, sommandosi ultimamente e diventando eclatanti anche nella protesta clamorosa degli abitanti di Cairo Montenotte, contrari alla famosa discarica di “rifiuti speciali non pericolosi”. Ma già in precedenza segnali di scollamento nella maggioranza si erano palesati all’opinione pubblica in modi evidenti, e solo il senso di responsabilità e la capacità di sintesi di tutti aveva comunque sopperito a tali ondeggiamenti rendendo abbastanza proficuo lo scorrere della vita amministrativa, nonostante alcuni componenti manifestassero la loro contrarietà. Indipendentemente dalle posizioni di tutti coloro che rivestono incarichi amministrativi francamente riesce difficile per chi non conosce a fondo le questioni dibattute farsi un’opinione su come stiano realmente le cose e quindi dare un giudizio sugli avvenimenti, però auspico che possa rimettersi in moto un dialogo chiarificatore che è alla base della condivisione delle scelte che dovranno compiersi o su quelle già compiute, indipendentemente dall’iter raggiunto. Dietro ad ogni protesta esiste sempre un malessere della cittadinanza e sbaglierebbe quell’amministratore a non ascoltare le opinioni delle persone, anche quando le stesse sono forti e incisive o accusatorie. Non credo si debba temere un confronto pubblico che vada al di fuori dell’aula consigliare soprattutto quando le operazioni compiute o in via di definizione si rendono necessarie, quando il sacrificio territoriale richiesto a questo o a quel comune sia supportato da valide giustificazioni. Se la gente protesta significa che gli atti amministrativi in corso non sono stati compresi, oppure non sono stati spiegati, non sono stati condivisi, o ancora come qualcuno afferma nascondono chissà quali interessi riconducibili a pochi soggetti più o meno interessati personalmente. Dato che io non credo a quest’ultima affermazione ritengo sia più che mai opportuno spiegare bene le varie situazioni in discussione in modo da far comprendere la trasparenza degli atti amministrativi non solo agli abitanti di quel luogo in particolare, ma anche a tutta l’opinione pubblica in generale. Se così si operasse probabilmente tutti sarebbero più apprezzati e più seguiti, verrebbero meno i dubbi su questo o quell’amministratore, o su questa o quella giunta. Vorrei ricordare che la Provincia di Savona è molto vasta territorialmente e sfido chiunque abiti al di fuori del circondario di Cairo Montenotte a illustrare ciò che succede veramente, dove per chiunque intendo i cittadini degli altri comuni e non gli “addetti ai lavori”. Credo che lo sforzo di ogni amministratore sia quello di dare maggior pubblicità a ciò che fa, ma non utilizzando soltanto i mezzi istituzionali come la pubblicazione degli atti e quant’altro previsto obbligatoriamente dalle leggi vigenti, ma portando la propria voce sul territorio, andando a casa dei cittadini. Se si riuscisse in questo probabilmente molti degli attriti esistenti non avrebbero ragione d’essere a tutto vantaggio della governabilità, nessuno si sognerebbe di barattare la propria storia politica di tutta una vita con la disputa su una discarica. DOMENICO MAGLIO
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