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Per motivi personali il Dott. Pastore per due settimane non interverrà su Trucioli.
Questa settimana pubblichiamo una sua interessante recensione critica sullo scultore savonese Cesare Crugni 

IL BAROMETRO DELL'ANIMA NELLA SCULTOMAIEUTICA  DI CESARE CRUGNI

 

CESARE CRUGNI 

Quando noi osserviamo un'opera scultorea di Crugni, il nostro sguardo si rivolge, inizialmente, al massiccio e severo involucro esterno (in pietra grigia o marmo bianco o pietra dorata), il quale riveste il ruolo di suggestiva cornice alla particolarità anatomicainterna, rappresentata, di volta in volta, o contemporaneamente, da un viso, da
una mano o da entrambe le mani o, addirittura, da figure geometriche, fantasiose e surreali.
Quale significato etico ed artistico riveste questa singolare concezione scultorea di Crugni? Posso riassumere la mia spontanea riflessione in questo semplice ed elementare concetto: "NELL'ARTE DI CRUGNI È RACCHIUSA LA SINGOLARE SPECIFICITÀ DELL'ANIMA UMANA, intesa non già come qualcosa di fìsso, di rigido, di inamovibile, bensì come un vorticoso susseguirsi di particolari situazioni psicologiche, diverse l'una dall'altra o, addirittura, contrapposte.

Vi è, nell'arte di Cesare, non soltanto la capacità di riconoscere i movimenti più importanti ed originali delle parti anatomiche rappresentate, ma, soprattutto, la capacità di individuare, attraverso questi movimenti, lo specchio dell'anima del soggetto umano rappresentato.

Infatti durante la nostra vita quotidiana, troviamo impossibile vedere il VISO di un individuo in modo veramente statico e, quindi, oggettivo; sappiamo che la superfìcie esterna del volto è fatta di pieghe e di rughe, le quali, in modo continuo, modificano, reciprocamente, la loro posizione, in rapporto allo stato d'animo ed alle emozioni (festose o tristi), che l'individuo e, quindi, la sua psiche vive; ebbene: dalle mutevoli conformazioni dei volti di Crugni noi riusciamo, con grande facilità, ad individuare i corrispettivi stati d'animo".
Allo stesso modo, l'atteggiamento della dita delle MANI assume nelle sculture di Cesare una straordinaria importanza espressiva. Riflettiamo un istante: spesse volte, nella vita quotidiana, osservando le mani degli esseri umani che ci circondano, siamo sorpresi dalla quantità di movimenti superflui e privi di senso, eseguiti da questi organi prensili; soprattutto, quando gli individui parlano, le loro mani rivelano una vita propria, quasi fossero creature indipendenti. Si direbbero alle prese con l'aria; in quest'aria si muovono, la trattengono, la lavorano, la aggrediscono,

la respingono, la forano con le dita.

Ma non sempre è così: dal disordine, anche senza un'intenzione cosciente, può nascere  l'ordine; ed, allora, le dita delle mani diventano "esseri raziocinanti", diventano,  cioè,uno strumento di comunicazione, estremamente importante, della nostra anima o, se volete usare un'altra espressione, della parte più alta e nobile della nostra psiche.

Nell'arte di Crugni succede esattamente questo: le dita delle mani trasmettono il suo pensiero etico,  sentono il bisogno di muoversi, per raggiungere la sua più completa ed esplicita esigenza comunicativa.

Ma significato altrettanto nobile hanno, infine, le FIGURE GEOMETRICHE, fantasiose ed irreali (alle quali, precedentemente, facevo cenno), inserite nel contesto del blocco scultoreo: queste figure rappresentano l'Ideale, il Sogno, l'Utopia, che la nostra anima quotidianamente persegue; osservando le opere di Cesare, mi sono sentito istintivamente vicino al pensiero di Ivan Illich, il grande filosofo e sociologo austriaco, il quale sosteneva che "occorre abitare l'Utopia". Ma, l'Utopia non va vista come un sogno irrazionale ed irreale, bensì come un'eccelsa aspirazione, che può essere raggiunta, utilizzando compiutamente le più alte facoltà della mente umana, le quali potranno consentire, all'intera umanità, di superare le barriere reali o inconsce che si frappongono alla sua concretizzazione.

Cesare Crugni ha visto e realizzato artisticamente queste barriere; esse sono rappresentate dal rigido e severo BLOCCO MARMOREO O PIETROSO, che imprigiona le immagine artistiche e, con esse, la sua visione utopica, ma realistica, del mondo.

Non a caso, Crugni ha scelto la strada della SCULTOMAIEUTICA; essa rappresenta, in maniera esemplare ed esaustiva, il mondo etico e spirituale, oltre che artistico, al quale Egli si ispira; in questo senso, utilizzando un'appropriata espressione di Charles Darwin, questa straordinaria tecnica scultorea diventa il Barometro della sua anima.

Aldo Pastore

19 maggio 2007

 

 

 GALLERIA  FOTOGRAFICA DELLE OPERE DI CESARE CRUGNI