LETTERE  ALLA  REDAZIONE
                                    

 

 

                  

GRANDE SUCCESSO AL TORNEO "AMICI DI ALBISOLA"

Venerdì presso la S.O.C. della Misericordia di Savona si è tenuto il Torneo di playstation 2 ,per la precisione di PES 6 (calcio), organizzato dall'Associazione "Amici di Albisola". I partecipanti erano poco meno di quaranta e la competizione ha riscosso molto successo e divertimento .

"Scopo dell'evento"afferma l'organizzatore Diego Gambaretto" oltre quello ricreativo,era quello di sensibilizzare sui problemi della nostra amata città, Albisola Superiore, e di trovare delle soluzioni per il miglioramento di questa partendo dal presupposto che la partecipazione dei giovani è assai importante. L'associazione, il cui motto è 'dalla parte dei cittadini' è composta da molti ragazzi ma anche da persone più grandi e mira al miglioramento dei servizi ai cittadini e alla lotta agli sprechi essendo tutti consapevoli che con le proteste, civili e costruttive, si può spingere il Comune a maggiore trasparenza e servizi più efficienti.La Giunta di Albisola Superiore, fino adesso, si è distinta per i lavori pubblici che non terminano mai e per l'aumento dell'esborso economico da parte del cittadino, ricordando ,parlando del 2007, l'aumento dell'ICI sulla prima casa e dell'addiozionale irpef. Per questo siamo costretti ad opporci a loro"

http:\\www.amicidialbisola.blogspot.com

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CAIRO MONTENOTTE

Cronaca di un’altra sconfitta annunciata e…preparata

Mentre in tutta la Padania la Lega avanza e vince a piene mani, in Liguria e segnatamente in provincia di Savona, arranca e crolla. Mi riferisco alle elezioni comunali di Cairo, dove la lista del centro - destra con dentro un candidato della LN, ha perso le elezioni amministrative per una trentina di voti.  Si è verificato lo stesso fatto accaduto a Savona nell’aprile maggio 06, dove la dirigenza locale della Lega preparo’ una lista suicida escludendo la mia candidatura. L’effetto fu catastrofico: la Lega a Savona perse circa 500 voti, e precipitò al minimo storico savonese del 1,50% non riuscendo neppure a prendere un consigliere comunale. La stessa tragica scelta e’ accaduta a Cairo dove sono stati esclusi candidati combattivi e politicamente accreditati e forti come Oscar Dogliotti e l’assessore Enrico Caviglia, da sempre radicati sul territorio e ottimi amministratori i quali normalmente , hanno sempre portato le loro 300 preferenze. E’ stato inserito, all’opposto, in lista un leghista, ottimo dal punto di vista umano e della sensibilità, ma sul piano politico assolutamente inesperto e poco aggressivo.

La mia domanda è questa: chi lavora all’interno della Lega Nord per imporre scelte sbagliate e foriere di catastrofi ? Chi ha interesse all’interno della dirigenza locale della LN a  distruggere in modo rapido la Lega Nord a Savona ed in Val Bormida non presentando candidati forti e conosciuti e stimati . Rilevo che da circa un anno all’interno del movimento, nei gangli nervosi e vitali si sono allocati ex membri del partito di Di Pietro e addirittura ex socialisti…può esserci un nesso tra la caduta in verticale della LN e queste persone ?? Ho timore di avere le risposte..

Roberto NICOLICK  Consigliere Provinciale LN

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commento all'articolo 50 e 50.

Colgo l'occasione per esprimere una riflessione sulle cosiddette "quote Rosa".

 
Trovo l'argomento fortemente discriminante, per tutti, ed umiliante, per le donne in generale.
 
Nel primo caso perchè non ci sarebbe più il merito personale bensì l'appartenenza "sessista" ad una categoria come metro di valutazione per un incarico, nel secondo caso perchè in tal caso si parlerebeb di "specie protetta".
 
La "pari opportunità" si esaurisce nel momento, appunto in cui l'opportunità esiste, e non nel "diritto" di spartizione dei ruoli non già per merito bensì per appartenenza a gruppo.
Se mai passasse una simile tesi, ci saranno poi altri gruppi che chiederanno di essere protetti, cioè cui per diritto dovrebbero spettare incarichi per "appartenenza di categoria".
Avremmo quindi, dopo le Quote Rosa, anche quelle, ad esempio, per i Meridionali, i Gay, i Meticci (intesi come figli di genitori di diversa etnia) e i Neri (ormai ce ne sono moltissimi, nel nostro Paese, i Figli di Immigrati nati in Italia, gli Abitanti delle Case Popolari, i Pensionati, e così via. A quel punto si faranno avanti ulteriori sottogruppi, immagino: ex ferrovieri, circoli degli scacchi e del bridge, invalidi civili, reduci di Missioni di Pace, Portatori di Handicap, e altri ancora.
Ciascuno, a buona ragione, vantarebbe il diritto di rappresentare un gruppo, categoria, etnia, fazione, o quant'altro.. Ignorarli sarebbe discriminatorio.
 
Assurdo? forse...
 
In realtà, la scelta dovrebbe essere, in generale, sempre la migliore per il ruolo, senza distinzione di sesso, ceto, colore della pelle, credo religioso....
Mi parrebbe uan scelta più..Costituzionale, ecco.
 
Non ci si può nascondere dietro al dito ignorando che talvolta non è così, ma non si può sopperire ad una mancanza di cultura con un obbligo che sarebbe peggiore del problema, il retaggio per cui alcune categorie (una, in particolare) sarebbero migliori di altre, per cui creare "quote riservate obbligatorie".
Ci si lamenta, ad esempio, del fatto che vi siano poche donne in politica, ma non ho mai capito se poche sono quelle candidate o quelle elette, perchè di candidate ne ho viste parecchie, e mi si creda quando affermo che non sono poche le difficoltà per creare le liste elettorali, in termini di disponibilità di persone. Se poi le candidate no nsono votate, o sono considerate meno credibili, in generale, per ricevere un voto.. si torna alle considerazioni precedenti.
 
Per cui, io trovo invece assurdo che per un ruolo si scelga guardando se la persona è uomo o donna, nero o bianco, del nord o del sud, sano o menomato.
Importa la persona, le sue caratteristiche, abilità e competenze per il ruolo che dovrà essere ricoperto, la sua disponibilità e la sua credibilità.
E qui è questione di intelligenza, e di null'altro, men che meno di quote.
 
Angelo Lessi

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Commenti alla lettera del sig. Carmelo Lauria

" E come considerare tale atteggiamento rispetto al tema della sfiducia nella politica, in questi giorni tanto dibattuto, e sul quale proprio l’ex Presidente dei D.S., Massimo D’Alema, ha espresso tutte le sue preoccupazioni? " Carmelo Lauria

Tutto giusto anche se userei il termine sfiducia nei Partiti come sono adesso anzichè nella Politica. Anzi la creazione di Comitati , la raccolta di firme, maggior attenzione in chiave critica su quanto avviene è sintomo evidente che i Cittadini vogliono fare Politica. Questa sfiducia alimentata anche dalla ostentazione dei previlegi , il sapere quanto sono gli emolumenti pagati/regalati è oramai palpabile e , forse grazie anche a Internet , maggiore l'informazione e quindi il commento/partecipazione è palpabile e visibile quotidianamente. Che poi personaggi politici scafati ne parlino quasi come se loro non facesero parte di quella contestata categoria mi fa venire in mente la scena del Gattopardo quando il Barone dice che tutto deve cambiare perchè nulla cambi e così potrebbe essere in un momento di rigetto sociale di quesi personaggi e della loro condizione e conduzione, fondando Circoli o fondendo, sotto nuovi nomi, le vecchie palandrane e come Paolo sulla via di Damasco avere la Luce, rinascere . vergini. Già la percentuale dei Votanti alle elezioni la dice lunga anche se al di la della semplice critica sottointende che a governare sono mandati proprio i non scelti e non voluti, l'eterno problema della metà piu uno e qualsiasi sia la metà. Questo potrebbe essere un argomento di riflessione.

Bruno Pirastu

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 Egregio,
la sua pubblicata su Trucioli relativa al ruolo delle Circoscrizioni.
 
Lei termina con una domanda, chedendo se "il ruolo delle Circoscrizioni deve essere relegato all’espressione di pareri burocratici sulle delibere proposte al Consiglio Comunale, e qualunque tentativo di incidere direttamente sulle scelte strategiche per la città sono considerate indebite ingerenze che disturbano i manovratori".
 
Scrifo per "informarla che a questa domanda esiste già una consolidata risposta: Sì.
 
Sono stato consigliere di Circorscrizione per 2 mandati, alla minoranza e opposizione; nel primo con incarichi all'interno di 2 commissioni - in una ero anche vicepresidente -  e nel secondo come capogruppo di minoranza, lasciando eventuali incarichi ad altri - partecipai soltanto all'estemporanea commissione congiunta sullo studio e proposte legate all'ambiente del territorio, in particolare sulla manutenzione del torrente e suoi affluenti.
 
Sono così a conoscenza, benchè non di tutto e senza dettagli completi, su ciò che accade "dietro le quinte".
 
Intanto esiste una "lotta di potere" sulla gestione delle 5 circoscrizioni, e riguarda squisitamente il potere partitico.
 
I presidenti sono decisi dai partiti per una spartizione "equa" di quel ruolo che permette una gestione del gruppo di maggioranza in modo che, come dice lei, "non disturbi il manovratore.
Fa eccezione la quinta circoscrizione, quelle volte che viene "vinta" dallo schieramento di centro destra, in cui il presidente è di solito l'espressione sia di volontà popolare (chi ha preso più voti) sia di "fedelissimo", che tutto sommato non è una brutta cosa.
Ricordo che il Presidente di una Circoscrizione riceve un emolumento pari ad uno stipendio più che decoroso (non si arriva a 2000 Euro, ma ci si va vicino, se non ricordo male).
 
Le presidenze, comunque, sono divise per "quote" di partito, tenendo conto di altri incarichi in Comune (della serie "mi spetta 1 presidente di circoscrizione perchè ho 1 solo assessore", o cose così).
 
Normalmente, nonostante esista il "diritto" ad esprimere le proprie idee anche in contrapposizione a quanto stabilito dai Partiti, le votazioni sono compatte e quasi sempre all'unaminità; col tempo ho smesso di sorprendermi quando i detrattori, a parole, di una determinata proposta comunale poi la votavano comunque.
In sostanza, si assiste in piccolo a quanto visto "in grande" all'epoca del finanziamento della partecipazione italiana in Iraq o Afghanistan da parte di deputati/senatori di Rifondazione: puoi pensarla come vuoi, ma al momento del voto ti devi allineare, pena l'ostracismo.
 
Il Comune raramente tiene conto di idee o suggerimenti provenienti dalla Circoscrizione; mi son fatto l'idea che certe proposte siano più fumo negli occhi per gli "elettori locali" che in talune circostanze sono invitati ad assistere - mi sono sempre sorpreso della loro presenza "improvvisa" in tali circostanze "calde" - cui si può sempre dire, poi, che "noi la proposta l'abbiamo fatta" con la consapevolezza, spesso "anticipata" che non se ne farà nulla (la scorsa legislatura la "scusa" ricorrente era che "non ci sono soldi perchè questo Governo ci ha tagliato i contributi", per questa non la conosco - non mi sono ricandidato).
 
La circoscrizione è spesso chiamata ad esprimere "parere non vincolante" su iniziative del Comune; talvolta è capitato di dover "esprimere opinione" con la certezza che le decisioni erano già state prese (o in anticipo, o la richiesta o la convocazione circoscrizionale era giunta in ritardo).
In tali circostanze, la parte "divertente" (m isi passi il termine) è legata alle (inutili) discussioni che si protraggono su come il Comune abbia disatteso i suggerimenti "locali" sulla questione, su come addirittura talune delibere comunali siano in netto contrasto con le necessità locali, salvo poi, per i membri di maggioranza, come dicevo prima, votare unanimi a favore.
 
Per non parlare delle "pratiche" illustrate dal relatore di turno, dove spesso ci sono "omissis" interessati; o ci si prende il tempo di studiarsele, o si finisce "uccellati" (ricordo un episodio in cui l'allora vicepresidente illustrava la "diminuzione" di una tassa comunale del 30%, "dimenticando" che prima lo sconto era del 50%, quindi in pratica un aumento di una tassa raccontato come diminuzione).
 
Il Comune snobba regolarmente le Circoscrizioni; invitati non si presentano, se gli si scrive chiedendo conto di situazioni si ringrazia Dio se qualche volta si degnano di rispondere; nonostante lo sdegno che quindi viene espresso pubblicamente, si continua a votare a favore.
Talvolta capita che un assessore, quando non lo stesso Sindaco, arrivino ad illustrare proposte sollecitate dalla Circoscrizione davanti a folto pubblico (ma come fanno a farlo partecipare?), promettendo regolarmente che saranno "esaminate attentamente" per prenderle in considerazione, e successivamente altrettanto regolarmente saranno disattese - ma la gente non ha memoria, o forse vuol credere...
Di solito ciò avviene in occasione di qualche turno elettorale, a qualsiasi livello; non c'è l'eventuale candidato, ma "passa" un segnale di schieramento.
 
Non posso comunque affermare che esse siano completamente inutili; tutto sommato, al di là della gestione a forte valenza politica, non è in discussione la buona fede e il desiderio di cercare di fare qualcosa di buono a stretto livello locale e di quartiere, e qualche volta ci si riesce pure.
In generale, comunque, sono il "parcheggio" o di politicanti locali che in Comune-Provincia-Regione non possono più candidarsi (dopo 2 turni bisogna lasciar spazio ad altri) o come palestra per i "giovani" per magari futuri migliori candidature e/o incarichi.
 
Stupisce, ma non troppo, la forte presenza di presidenti, o vice, o ex, delle varie sms.
 
Infine, le Circoscrizioni hanno un piccolo badget per aiuti e contributi a piccole iniziative locali, dove i termini, la burocrazia e le tempistiche sono da "addetti ai lavori" per cui in generale o sei "nel giro" e lo sai, o le domande non possono essere accettate per aver disatteso quanto sopra.
In generale, tali contributi finivano per lo più, per scopi più che meritevoli, ad iniziative di sms o di cooperative programmate almeno 6-12 mesi prima, come da termini di cui sopra.
 
Questo è quanto avviene, o è avvenuto, nella Circoscrizione dov'ero io, ma so da "colleghi" che altrove non è troppo diverso.
 
Insomma.. Le Circoscrizioni possono e devono essere utili, avvicinare meglio i cittadini alle istituzioni locali e viceversa, ma così come sono organizzate non raggiungono questo scopo, o quantomeno non al meglio del possibile.
 
Angelo Lessi