Alla ricerca di un nemico [Il Flessibile]

È nella natura animale, sopraffare i propri simili per avere una posizione di privilegio.
Si combatte per divenire capobranco o lo si fa per mantenere il titolo già conquistato in passato.
Si combatte per poter montare le femmine del branco e procreare.
Si combatte per essere la preferita del branco ed avere le attenzioni del capobranco o comunque di qualche bel fusto sensibile al richiamo.
Si lotta perché non c’è cibo per tutti, guadagnarselo vuol dire restare vivi, anche tra fratelli di una cucciolata ci sarà chi sgomita e chi invece rimane indietro e non sopravviverà.
Si lotta per non morire di freddo e non c’è spazio per tutti, chi dentro, chi fuori.
Si resta in silenzio dietro un cespuglio, in attesa che la vittima si avvicini a sufficienza per saltarle addosso e sbranarla.
Ci si fa forza della propria agilità per correre e non essere sbranati, chi resta indietro pazienza.
È la parabola del pianeta che ha rappresentato l’equilibrio perfetto.

Fino a quando arriva l’uomo e mutua il comportamento animale fatto di sopraffazione ed esclusione; riduce gli animali addomesticabili a giocattoli, sfruttandoli, umanizzandoli e rendendoli schiavi; assume le sembianze di bestia alla ricerca di un nemico, anche quando il nemico non esiste.

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Oggi pare non ci sia più freno a questa discesa libera.
In fondo alla discesa il baratro.
All’inizio degli anni duemila, Umberto Eco così scriveva nell’incipit del suo straordinario pamphlet intitolato Costruire il nemico:

“Una delle disgrazie del nostro paese, negli ultimi sessant’anni, è stata proprio
di non avere avuto veri nemici. Avere un nemico è importante non solo per
definire la nostra identità ma anche per procurarci un ostacolo rispetto al quale
misurare il nostro sistema di valori e mostrare, nell’affrontarlo, il valore nostro.
Pertanto, quando il nemico non ci sia, occorre costruirlo.”

In Occidente si sono ormai esaurite le voci che hanno ricordato le brutture della Seconda Guerra Mondiale e cantato la bellezza della democrazia e alla libertà.
Occorre prepararsi al nuovo conflitto.
E facciamo in silenzio, il nemico – chiunque sia – ci ascolta!

Dario B. Caruso da Corriere AL

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