SPIGOLATURE – Siamo davvero di fronte al rischio di un nuovo conflitto armato?

Da un lato Joe Biden che chiama a raccolta le “democrazie del mondo” contro i regimi autoritari. E che non a caso esclude dal parterre Pechino, Mosca e anche l’Ungheria di Orban. Dall’altro la Russia, tutto un altro mondo rispetto all’Occidente, con la sua storia di eroine ed eroi che hanno offerto pagine sublimi alla letteratura e sono da sempre uniti nel mito dell’orgoglio nazionale.
Un sentimento forte capace perfino di fermare le orde naziste.
Ora dobbiamo chiederci se davvero siamo di fronte al rischio di un nuovo conflitto armato che avrebbe il suo epicentro nella crisi in atto tra Mosca e l’Ucraina. La posta in palio è molto alta e ancor più lo sarebbe se dovesse verificarsi l’adesione di Kiev alla Nato che non lascerebbe indifferente il Cremlino. Le sue truppe d’altronde sono già in stato d’allerta.
Ma è doveroso immaginare quali sarebbero le conseguenze, prima di lanciarsi in un “braccio di ferro” tra Est ed Ovest che riscriverebbe gli scenari sulla scacchiera internazionale in maniera inquietante.

Renzo Balmelli da Avvenire dei lavoratori  

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