“U caligu”

Da A’ CIVETTA Periodico di Celle Ligure. 
E’ in edicola il numero 40

“U CALIGU”

 

“U CALIGU”

Caligo su Cala Cravieu

 

È arrivato a fine febbraio, da anni che non lo vedevamo. Nebbia fittissima, foschia, che sorge dal mare ed invade l’abitato fino alle prima colline. Fenomeno raro, tipico della Liguria, d’inizi primavera, che si forma per la diversità di temperatura dell’aria calda con quella fredda del mare. Una specie di vapor acqueo a particelle infinitesimali. Situazione pericolosa al sopraggiungere trovandosi al largo, senza più punti di riferimento visivo. Non oggi ma pensiamo ai pescatori in tempi addietro con guai per ritorno con correnti e ventilazioni ‘storte’ che ti spostano le traiettorie. Ad esempio quando andavano ‘au tartanun’, battute di alcune giornate di pesca ai moscardini, tanto al largo da perdere qualsiasi segno della costa. Un avvenimento per il paese… che se non di vista, al ritorno, si avvertiva di naso, per le emanazioni della melma sulle barche, nelle cassette dei pesci, impregnata nelle reti di maglia finissima ad asciugare sulla spiaggia…hai voglia di aver risciacquato…

Partivano, a remi, una decina d’uomini, la barca grossa con alla fune un paio di minor stazza per le calate di pesca. Barche prive di qualsiasi strumentazione per individuare la posizione e punti di orientamento. Era pericoloso, ù caligu, soprattutto in caso di repentino cambiamento del tempo e, conseguente, del mare, che però se lo portava via. Ma quegli uomini, sì di mare, che ne avevano solcato…, avevano sensi speciali, mica le attuali previsioni video, per valutar- lo da terra, il mare, e scegliere la giusta partenza.

‘ù caligu’ non li preoccupava più di tanto: sapevano di poterci vederci attraverso. Cosa che forse non tutti sanno. Che la nebbia, fumo o foschia, come si forma non rimane posata sulla superficie, ma sopraelevata, lasciando uno scorrimento di aria libera ad altezza di forse un metro dal pelo dell’acqua per cui, messa la testa in basso dal bordo della barca, si può vedere il circondario a occhio nudo, ovvio per quella striscia d’altezza. Sufficiente, al ritorno, per l’avvistamento dei primi contorni dei monti che, pala dopo pala, di remo,… ti fa vedere che la terra si sta avvicinando…. 

 

(*) caligo, caliginis, caliginem, lat.s.f.: caligine, fuliggine…nebbia, dunque: ‘la caligo’, troncata, al femminile. Considerato più fumo che altro, e dunque ‘il caligo’, indifferentemente al maschile, e in parlata ligure ‘ù caligu’.

 

    A Civetta

   A Civetta – Periodico di critica, cultura e informazione

E’ in edicola il NUMERO 40

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *