LETTURA DI UN’IMMAGINE: Veronica Veronese

Veronica Veronese
Olio su tela (1872) Di Dante Gabriele Rossetti
Delaware Art Museum – Wilmington

Lo stile di questo ritratto ideale di una musicista rappresentata nell’attimo prima della messa in atto della sua ispirazione, si richiama alla grande pittura veneziana (Tiziano, Giorgione, Tintoretto, Veronese). Qui il preraffaelita Rossetti (Londra, 1828 – Birchington-on-Sea, 1882) intende trasporre sulla tela un passo del libro Le lettere di Girolamo Ridolfi in cui Veronica, seduta davanti al foglio bianco ben in vista  sullo scrittoio, afferra con la mano destra l’archetto del violino “per dare forma al suo sogno, ma, prima di staccare lo strumento dalla parete, rimane un momento immobile ascoltando l’uccellino ispiratore che canta fuori dalla sua gabbia (in alto a sinistra per chi guarda) mentre la sua mano sinistra tasta le corde del violino cercando il motivo supremo ancora lontano. Il tema è lo sposalizio tra le voci della natura e quelle dell’anima – l’alba di una creazione mistica”.  Con questo dipinto Rossetti vuol farci assistere al momento della nascita di un’opera d’arte, ed è quindi ricco di simboli, come l’uccello, la gabbia, la pagina bianca, lo strumento musicale, le primule e i narcisi. La giovane artista è raffigurata in atteggiamento estatico, completamente assorta nelle sue visioni. I colori sono accesi sullo sfondo scuro e la luce che  investe in pieno il volto della musicista ci fa intuire la profondità del suo sguardo interiore.

FULVIO SGUERSO

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