L’ ETERNA GUERRA CIVILE ITALIANA

Viviamo in uno strano Paese dove le ombre e i fantasmi di un passato che non passa mai continuano a metterci gli uni contro gli altri. Lo si è visto e continuiamo a vederlo anche in questa triste stagione segnata da una pandemia che non ha risparmiato nessuna area geografica abitata del pianeta Terra. In questi casi, quando un pericolo comune minaccia la sopravvivenza stessa dell’umanità, non solo l’intelletto ma anche  meccanismi di difesa ancestrali come la paura e quell’ istinto connaturato agli esseri umani che Schopenhauer ha chiamato “volontà di vivere” e Freud “libido” consiglierebbero  di non sprecare energie in guerre intestine, ma di unire tutte le nostre forze per combattere contro il nemico comune, che oggi si chiama Covid-19, e domani chissà quale altra pandemia o catastrofe  ci aspetta. Certo è che, come canta Leopardi ne ‘La ginestra’: “…stolto crede così qual fora in campo / cinto d’oste contraria, in sul più vivo / incalzar degli assalti, / gl’inimici obbliando, acerbe gare / imprender con gli amici, /e sparger fuga e fulminar col brando / infra i propri guerrieri”.

Questo concetto è stato senz’altro compreso  (a quanto attestano le statistiche) dalla maggior parte della popolazione mondiale, ma non da tutta: rimane una quota di umanità che per diversi motivi diffida dell’arma più efficace per contrastare e alla fine sconfiggere il  Covid-19 e le sue varianti, così come è stato sconfitto il vaiolo, il tetano, il colera, il morbillo, la varicella, la  poliomielite e altre malattie contagiose. La fobia per il vaccino anti Covid-19 e varianti ricorda la diffidenza iniziale nei confronti del medico inglese  Edward Jenner e del suo vaccino contro il vaiolo. La questione vaccinale odierna ha però assunto immediatamente una accentuata  colorazione politica, non solo in Italia (si pensi a quello che è successo negli Stati Uniti dove i repubblicani seguaci di Trump per lo più sono fieramente no vax mentre i democratici che hanno votate per Biden  sono per lo più convintamente pro vax); da noi il vaccinarsi o il non vaccinarsi contrassegna politicamente l’area governativa con in testa il Pd a favore del vaccinarsi e del relativo green pass e per converso l’area di opposizione comprendente l’estrema destra neofascista e neonazista che  si è autoinvestita del ruolo di presidio della libera scelta di ciascuno e relativo rifiuto del green pass,  ragione per cui si può tranquillamente affermare che, se è vero che non tutti i no vax e i no pass sono neofascisti e neonazisti, è altrettanto vero che tutti i neofascisti e i neonazisti sono no vax e no pass. Almeno su questo possiamo stare tranquilli (si fa per dire).

Ma si aspettano smentite. Qui però non si tratta più di contrapposizioni solo ideologiche, qui è in gioco la tenuta dell’ordine pubblico e dello stesso governo di coalizione, perché è ormai evidente a tutti che l’ “infame tessera verde” non è che un pretesto per mobilitare i no vax contro il governo Draghi, il quale procede nella sua navigazione non a vista ma in vista di un rafforzamento e di una maggiore coesione dell’Unione Europea dalla quale  dipende anche la nostra ripresa economica, come tutti sanno o dovrebbero sapere. Già, ma questa navigazione è insidiata da chi di giorno giura fedeltà all’esecutivo  ma di notte manovra perché si vada a elezioni anticipate, puntando sull’inadeguatezza della ministra dell’Interno e del ministro della Sanità e giustificando, non le violenze, sia chiaro, ma le manifestazioni più o meno spontanee, più o meno autorizzate, più o meno civili (penso agli insulti all’indirizzo di Draghi e dei giornalisti “terroristi” giudicati suoi scherani), praticando così il gioco sporco di chi sta contemporaneamente al governo e all’opposizione.

La situazione politica è anche complicata dall’aperta contestazione di una parte delle forze dell’ordine non vaccinata nei confronti del green pass, considerato come una forma di obbligo surrettizio a vaccinarsi: ha fatto un certo scalpore la vice questora no vax e no pass salita sul palco in Piazza San Giovanni a Roma nel corso di una manifestazione di no green pass  per arringare la folla dei manifestati contro il decreto governativo sull’obbligo del green pass per tutti i dipendenti statali o privati che siano. Episodi come questi, dal vago sentore eversivo, sono sintomo di un disagio crescente tra i cittadini, molti dei quali non sanno più a chi credere né a che santo votarsi (come dimostra l’aumento esponenziale dell’astensionismo nell’ultima tornata elettorale delle amministrative).  A questo disagio non è estranea l’ambiguità di alcune forze politiche soprattutto di destra: “Come spesso accade nel nostro Paese, la politica si trascina in una costante anomalia. Lo è, appunto, quella della destra che non riesce a conquistare una normalità. Eppure gli appigli cui agganciarsi sono a loro disposizione.

Basterebbe guardare a Bruxelles. A quel che succede nel Parlamento e nel Consiglio europeo. Dovrebbe prendere atto che demagogia, sovranismo e populismo sono stati sconfitti dal Covid. Perché l’emergenza ha imposto una classe dirigente in grado di assumersi delle responsabilità e soprattutto di non farsi guidare dalle viscere della cittadinanza ma guidarla. La destra italiana ha, insomma, il compito di darsi una identità europea. Nell’Ue i parametri della politica ruotano intorno alle due grandi ‘famiglie’ del Pse e del Ppe. Ina sinistra ‘normale’ e una destra o un centrodestra ‘normale’.  Non è un caso che anche Forza Italia abbia dovuto appellarsi ai popolari per avere un riconoscimento nel Vecchio Continente” (Claudio Tito su la Repubblica di domenica 10 ottobre). Citazione lunga ma opportuna per delineare l’impasse in cui si trovano Lega e Fratelli d’Italia. Non che stiano meglio i Cinque Stelle, anch’essi in stato confusionale. Questa è la ragione per cui la cosa migliore sarebbe che Mattarella accettasse di rimanere sul Colle ancora fino alla fine di questa legislatura, e poi si elegga pure Draghi alla Presidenza della Repubblica. A meno che non prevalgano le forze eversive e anti sistema che stanno soffiando sul fuoco della paura e della rabbia dei no vax e dei no pass.
Nel frattempo si spera di uscire finalmente dall’emergenza, virus permettendo.

Fuvio Sguerso

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